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Benvenuti al nostro portale Mercoledì 10 Febbraio 2010 E il nostro mondo! Il mondo degli animali che condividono la loro vita con gli umani. Cari amici qui troverete tantissime informazioni su come "addestrare" il vostro amico umano. Su cosa ci fa bene o male, su come si devono prendere cura di noi e ovviamente sugli altri amici animali. Abbiamo a disposizione un'intera enciclopedia degli animali. Possiamo anche chiacchierare e scambiare oppinioni nel forum Ed abbiamo anche un bel spazio dover poter farci vedere! C'è un intera galleria foto tutta per noi! Poi tutto lo staff e a nostra disposizione (sono volontari) che curano il portale ed il forum cosi lo possono leggere tutti grani e piccini.Ovviamente c'e anche un regolamento (questi umani solo regole vedono dappertutto!) Sheba
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Bobtail Lunedì 27 Aprile 2009 Un cane antico, dall’aspetto simpatico e un poco buffo, è stato di moda negli anni 80 grazie alla sua presenza in film a larga diffusione che l'hanno fatto conoscere in tutto il mondo. Un tempo era il cane dei pastori, allevato con rusticità e in condizioni ambientali spesso difficili. Oggi il bobtail è il cane dei signori, ma la sua dignità non è alterata dal vivere in lussuosi salotti, anche se forse preferirebbe la vita dura della campagna. Infatti questo cane non ha perso nulla della rusticità di un tempo ed ha mantenuto le caratteristiche tipiche della razza. Il suo carattere richiede anche un contatto con l'uomo non indifferente, e pertanto non si presta ad essere lasciato solo per lunghi periodi. Ha bisogno di affetto e sa ricambiarlo con schiettezza e dedizione. Il Bobtail non è un cane da abbandonare in giardino, morirebbe di solitudine. Deve poter partecipare alla vita della famiglia e non c'è cane così integrato; i vostri amici saranno suoi amici e dedicherà loro tutte le attenzioni che meritano. Ha bisogno di esprimere continuamente le sue emozioni, e lo fa prendendo molteplici iniziative. Diciamolo pure, vuol essere sempre al centro dell'attenzione, e vi assicuro che ci riesce sempre, la sua intelligenza è grandissima e intuitiva. Imparano qualunque cosa con il minimo sforzo ed è un peccato non stimolarli. Sembra, a volte, che precedano il vostro pensiero di un quarto di secondo. Come spesso accade per le razze che hanno una notevole storia alle spalle e che quindi sono nate dalla graduale specializzazione per determinate funzioni, avvenuta nel corso degli anni anche ad opera degli stessi utilizzatori, anche le origini dell' Old English Sheepdog, meglio conosciuto in Italia come Bobtail, si perde un po' tra riferimenti storici ed ipotesi più o meno fantasiose. Certamente il Bobtail nasce come cane da lavoro, dall'esigenza di avere soggetti affidabili, di intelligenza pronta, robusti e resistenti, ma anche agili e scattanti e in grado di svolgere più funzioni. Da reperti storici è assodato che il nostro è un cane "da fattoria", un cane poliedrico in grado di soddisfare le esigenze di un padrone che è un po' pastore, un po' mandriano, un po' fattore, un cane in grado di lavorare con le pecore, ma anche con i bovini ed altri animali, in grado di controllare e radunare un gregge o una mandria quando è al pascolo sui grandi spazi. Un cane in grado di condurre il suo gregge anche al mercato, che lo difenda non tanto dagli animali predatori che in Inghilterra non esistono, ma dalla possibilità di furti, ma anche abile nel muoversi senza creare problemi tra la gente in quelle che erano le città di allora. Proprio per questa molteplicità di funzioni sta la certezza che si tratti di una razza antica, anche se non necessariamente così omogenea come previsto dal primo standard ufficiale redatto nel 1888. STANDARD UFFICIALE DEL BOBTAIL (OLD ENGLISH SHEEPDOG — ANTICO CANE DA PASTORE INGLESE) Standard Fci n.16 Traduzione: Antonio Crepaldi (febbraio 2006). Data di pubblicazione dello standard originale vigente: 29 ottobre 2003 (in vigore dall’aprile 2004). Origine: Gran Bretagna. Utilizzazione: cane da pastore. Classificazione Fci: Gruppo 1 “cani da pastore e bovari (escluso bovari svizzeri)” — Sezione 1 “cani da pastore”, senza prova di lavoro. Aspetto generale Cane costruito nel quadrato, compatto e voluminoso, proporzionato nell’assieme e di robusta costituzione. Non deve assolutamente essere alto sugli arti. Mantello dappertutto abbondante. Dotato di muscolatura molto sviluppata, tale da renderlo fisicamente prestante. L’espressione rivela intelligenza. Il naturale aspetto esteriore non va artificialmente modificato con forbice o tosatrice. Atleticamente è molto resistente. Presenta la linea superiore del tronco lievemente ascendente e, visto da sopra, il corpo è a forma di pera. Si muove con un tipico rollio, sia nell’andatura in ambio, sia al passo. L’abbaio ha un timbro vocale caratteristico della razza. Proporzioni importanti Il muso misura pressappoco la metà della lunghezza totale della testa. Il cane da fermo presenta il garrese più basso della regione lombare. Comportamento / Temperamento Cane docile e dal carattere stabile. Coraggioso, fedele ed affidabile, senza alcun segnale di nervosismo o d’aggressività immotivata. Testa e cranio Testa Proporzionata alla taglia corporea. Regione craniale Cranio: ampio da presentarsi quadrato. Ben arrotondato alle arcate sopraorbitali. Stop: ben marcato. Regione facciale Tartufo: grande e nero. Narici ampie. Muso: voluminoso, squadrato e tronco. Mascelle / dentatura: denti sani, grandi e disposti allineati. Chiusura a forbice: mascelle potenti, dalla perfetta, regolare e completa chiusura a forbice, con i denti superiori strettamente sovrapposti ai denti inferiori ed impiantati perpendicolari alle mascelle stesse. Chiusura a tenaglia tollerata ma indesiderabile. Occhi: posizionati ben distanti. Scuri od eterocromi. Ammessi entrambi gli occhi blu. Occhi chiari indesiderabili. Preferite le rime palpebrali pigmentate. Orecchie: piccole e portate piatte ai lati della testa. Collo Relativamente lungo, robusto, leggermente arcuato. Tronco Piuttosto corto e compatto. Il cane da fermo presenta il garrese più basso della regione lombare. Regione lombare: molto robusta, larga e leggermente arcuata. Torace: profondo, con petto ampio. Costole ben arcuate. Coda Tradizionalmente amputata o con coda mozza naturale. Amputata: tradizionalmente completamente amputata. Non amputata: portata con discrezione da fermo. Inserita bassa. Non arricciata o portata sul dorso, senza far notare le vertebre. Ben coperta con abbondante pelo di tessitura ruvida. Arti Arti anteriori: estremità anteriori perfettamente dritte, con fortissima ossatura, tale da sostenere facilmente il tronco ben piazzati a terra. Spalle: ben inclinate all’indietro, convergono al garrese. Indesiderabili le spalle appesantite. Gomiti: ben aderenti al torace. Arti posteriori: treno posteriore ben coperto di pelo, arrotondato e muscoloso. Ginocchia: ben angolate. Gambe: lunghe e ben sviluppate. Garretti: piazzati bassi. Visti da dietro, i garretti sono perfettamente dritti. Piedi: non girati né all’interno, né all’esterno. Piccoli, rotondi e ben chiusi. Dita ben arcuate. Cuscinetti spessi e duri. Gli speroni vanno tolti. Andatura/movimento Al passo, visto da dietro, si evidenzia un rollio come quello dell’orso. Al trotto si manifesta l’allungo senza sforzo e la potente spinta del posteriore, con gli arti paralleli al piano mediano del corpo. Molto elastico il galoppo. A bassa velocità alcuni cani possono tendere all’ambio. In movimento la testa può essere portata normalmente più abbassata. Mantello Pelo: distribuito dappertutto, di tessitura ben ruvida, non liscio, ma lungo e senza arricciature. Sottopelo dallo strato impermeabile. La testa è completamente fornita di abbondante pelo, le orecchie non ne hanno troppo, il collo ne ha abbastanza, gli arti anteriori ne sono ben forniti tutt’attorno, il treno posteriore è più abbondantemente fornito che sul resto del corpo. Qualità, tessitura e distribuzione vanno considerati più della lunghezza. Colore: Ogni tonalità di grigio, brizzolato o blu. Tronco ed arti posteriori di colore uniforme, con o senza metatarsi bianchi. Macchie bianche nell’area uniforme devono essere scoraggiate. Testa, collo, arti anteriori e ventre devono essere bianchi, con o senza pezzatura. Ogni tonalità di marrone è indesiderabile. Taglia Maschi: 61 cm ed oltre. Femmine: 56 cm ed oltre. Tipo e proporzioni sono di grande importanza e non vanno mai sacrificati solamente alla taglia. Difetti Ogni deviazione dagli anzidetti punti va considerata come difetto e la gravità con cui il difetto deve essere valutato dipende dalla precisione proporzionale del suo grado di deviazione. Ogni soggetto che manifesta chiaramente anomalie fisiche o comportamentali deve essere squalificato. N.B.: i maschi devono avere due testicoli apparentemente normali e completamente discesi nello scroto.Il bobtail ha bisogno di cure per il suo bel pelo lungo, se vogliamo mantenerlo in buone condizioni da adulto dovremo prevedere di dedicargli almeno due/tre ore ogni due/tre settimane per spazzolarlo a fondo. Ricordiamoci che lasciando passare troppo tempo tra una seduta di spazzolatura e l'altra rischiamo di trovare molti nodi e di dover dedicare molto più tempo per districare i nodi oppure dovremo tosarlo.Da cucciolo per abituarlo a farsi spazzolare dovremo coricarlo su un fianco e spazzolarlo per qualche minuto, deve essere un gioco per lui all'inizio. Sarà cura dell'allevatore spiegarvi come procedere e quali spazzole e pettini usare per rendere il lavoro efficace e veloce.Le orecchie vanno controllate periodicamente per evitare che l'eccesso di pelo possa provocare fastidio al cane. Esistono prodotti appositi per detergere le orecchie e mantenerle sempre pulite evitando così anche fastidiose otiti.In casa il bobtail si adatta perfettamente, ma da cucciolo ricordiamoci di togliere tutto quello che potrebbe essere alla sua portata per evitare eventuali danni. Qualche danno bisogna metterlo in preventivo, ma questo vale per tutti i cuccioli di qualsiasi razza !Come tutti i cani non dimentichiamoci di fargli fare esercizio, lunghe camminate e corse nei prati faranno bene a lui, ma anche a noi.L'indole del bobtail è tranquilla e non ci sono problemi di convivenza con gli altri cani, ma prima di avvicinarvi ad altri cani assicuratevi che l'altro non sia aggressivo se volete farli giocare.Per il cibo, se non avete tempo di preparargli riso e carne potete usare crocchette di buona qualità. Ultimamente molte industrie hanno messo in commercio linee naturali e olistiche che sembrano essere di ottima qualità. Da cucciolo è buona abitudine integrare con vitamine e calcio, il tutto da valutare con l'allevatore e il veterinario.Consigli per l'acquisto:1- Rivolgersi direttamente ad allevatori seri2-diffidare degli allevamenti che allevano più di una o due razze3- diffidare di chi non è in grado di mostrarvi la madre dei cuccioli (il padre non sempre è visibile perchè molto spesso le monte vengono fatte con cani che vivono molto lontani)4- valutare le condizioni dell'allevamento5- non prendere un cucciolo prima dei due/tre mesi di età (macherebbero la socializzazione e le prime vaccinazioni)6- non rivolgersi MAI ai negozi Tratto da: www.oldenglishsheepdog.itetichettanera@tin.it
Dogo Argentino Lunedì 27 Aprile 2009 Le origini del Dogo ArgentinoOrigine: Repubblica Argentina.Data di pubblicazione dello standard di origine in vigore:29/01/1999.Utilizzo: cane da caccia grossa.Classificazione F.C.I.Gruppo 2:Cani di tipo Pinschere Schnauzer Molossoidi, cani da montagna eBovari Svizzeri.Sezioni 2.1Molossoidi, tipo Dogo.Questa razza ha le sua origini nella provincia di Cordoba, che è situata al centro della regione mediterranea della Repubblica Argentina.Fu creata dal Dr. Antonio Nores Martinez, un medico appartenente ad un’antica famiglia indigena. Il Dr. Antonio, esperto conoscitore delle leggi genetiche, decise di migliorare geneticamente il Perro de Pelea Cordobes, una razzalocale ottenuta incrociando fra loro dei Mastini, dei Bulldog e dei Bull terriers rinomata e apprezzata dagli appassionati di combattimenti tra cani.Altro non potè che divenire subito un ottimo ausiliario da caccia grossa. Il perro era un feroce combattente ma dal carattere instabile egeneticamente mal definito, da qui il bisogno di “stabilizzare” la razza. Successivamente nel corso delle selezioni l’obbiettivo del dottoredivenne quello di creare una nuova razza da caccia grossa, vista la spiccata attitudine che dimostravano i soggetti selezionati. Si accingevaquindi a dar vita ad una nuova razza, all’altezza, secondo i suoi progetti, di affrontare il puma, i pecari e tutta la grossa selvaggina chepopolava la “pampa” argentina. Per ottenere ciò occorreva selezionare un cane con un ottimo fiuto per scovare la selvaggina, una muscolaturaimponente per sopportare gli estenuanti inseguimenti che si concludono con lunghi combattimenti, una stazza non troppo esuberante per lamacchia più insidiosa con una certa agilità, una presa salda e potente per bloccare e dilaniare la preda e soprattutto un eroico coraggioche lo facesse combattere fino alla morte se necessario. All’inizio incrociò diversi cani di razza pura con il perro. Alla fine le candidateper la creazione di questa nuova razza furono: il Pointer per il suo fiuto, il Gran Danese per ottenere una taglia adeguata, l’Irish Wolfhoundper sostenere gli inseguimenti, il Bull Terrier per la sua tenacia nell’incalzare la lotta con il selvatico, il Cane dei Pirenei per fissareancor più lo standard della taglia e per dare una certa rusticità al cane e infine il Dogue de Bordeaux ed il Mastiff contribuirono arafforzare morso e muscolatura. La forza, la tenacia, l’olfatto molto sviluppato e sopratutto il coraggio lo resero il re indiscusso della caccia ai pecari,al puma e ad altri predatori che infestano le vaste e diverse regioni del territorio argentino. L’equilibrio armonioso e l’imponentemuscolatura lo rendono adatto a sopportare lunghe galoppate in qualsiasi condizione atmosferica e ad incalzare duri combattimenti conla preda che ha scovato. Il 21 Maggio 1964 il Dogo argentino è stato riconosciuto dalla Società di Cinologia Argentina e dalla SocietàRurale Argentina. Il 31 Luglio 1973, grazie alla determinazione del Dr. Augustin Nores Martinez, fratello del creatore della razza,il Dogo argentino è stato accettato dalla Federazione Cinologica Internazionale (FCI) come prima e unica razza argentina. In Italiaovviamente il Dogo raramente viene impiegato per la caccia ma è piuttosto utilizzato come cane da guardia e difesa visto il grandeaffetto che è capace di provare per il padrone e la sua famiglia.Lo Standard del Dogo ArgentinoASPETTO GENERALEMolossoide di tipo normale, mesomorfo, dagli arti lunghi; pur non essendo un gigante, la sua buona taglia resta media nelle proporzioni desiderate.Il suo aspetto è armonioso; è robusto grazie alla possente muscolatura che traspare attraverso la pelle solida ed elastica strettamente aderenteal corpo grazie a dei tessuti sottocutanei non troppo lassi. L'andatura è calma ma sicura; è intelligente e le reazioni rapide ed agili sottolineanoil carattere gioioso di fondo. E' fedele ed affettuoso; il colore bianco è notevole; le attitudini fisiche ne fanno un vero atleta.PROPORZIONI IMPORTANTIEssendo un animale di dimensioni medie, nessuno dei tratti si allontana dal quadro generale che è armonioso e ben equilibrato. La testa è ugualmentedi proporzioni medie e la lunghezza del muso è identica a quella del cranio. L'altezza al garrese corrisponde a quella della groppa. L'altezza deltorace raggiunge il 50% dell'altezza al garrese. La lunghezza scapolo-ischiatica supera del 10% l'altezza al garrese. CARATTERE E COMPORTAMENTOGioioso, franco, amabile, non diffidente, abbaia poco perché ben cosciente della sua forza. Non deve mai essere aggressivo, tratto del carattere chedeve essere attentamente tenuto sotto controllo. La naturale predisposizione a dominare, in particolar modo marcata nei maschi, lo coinvolgecontinuamente in lotte territoriali con cani dello stesso sesso. Nella caccia è furbo e silenzioso, coraggioso e molto agguerrito.TESTADi proporzioni medie, la testa da un impressione di forza e potenza, senza angoli bruschi né fini cesellature. La linea superiore è leggermenteconcava-convessa: per il rilievo dei muscoli masticatori e della nuca, il profilo della regione cranica è convesso e il muso è leggermente concavo.La forte muscolatura da una forma arcuata all'attaccatura della testa al collo.REGIONE CRANICACranio: massiccio, convesso nel senso anteriore-posteriore e trasversale. Le arcate degli zigomi sono molto sporgenti e formano una larga fossatemporale che permette uno sviluppo marcato del muscolo temporale. La protuberanza occipitale svanisce di fronte al grande sviluppo dei muscolidella nuca. Il solco centrale è leggermente marcato.Stop: mediamente marcato, trovandosi nel luogo di transizione tra la leggera concavità del muso e la convessità del cranio. Visto di profilo essoè ben definito grazie alla prominenza delle arcate sopracciliari.REGIONE FACCIALEDella stessa lunghezza del cranio.Tartufo: nero con le narici ben aperte. Esso è leggermente proteso in avanti visto la leggera concavità del muso. Vista di profilo, la delimitazioneanteriore del tartufo è dritta e perpendicolare rispetto al bordo anteriore del mascellare; esso può tuttavia essere posizionato più avanti di quest'ultimo. Muso: potente, un po' più lungo che alto, ben sviluppato in larghezza. Le facce laterali sono leggermente convergenti. Il muso è leggermente concavo,una caratteristica quasi esclusiva del Dogo argentino.Labbra: moderatamente spesse, corte e ben applicate. I bordi delle labbra sono di preferenza pigmentati di nero.Mascelle/denti: mascelle forti e ben tese, senza prognatismo superiore o inferiore. Le branche mandibolari convergono leggermente e regolarmente.La forza della presa delle mascelle è massima. I denti sono grandi, ben sviluppati, allineati in modo regolare, saldamente impiantati e di unbianco immacolato senza carie. Si ricerca una dentatura completa. La regolarità delle arcate dentarie è d'importanza fondamentale. Chiusura atenaglia, chiusura a forbice ammessa.Guance: larghe, leggermente appiattite, esenti da pieghe, da rigonfiamenti e da cesellature; ricoperte da una pelle spessa.Occhi: da colore bruno scuro a nocciola, protetti dalle palpebre i cui bordi sono preferibilmente pigmentati di nero, senza che una depigmentazioneparziale venga considerata un difetto penalizzabile. Essi sono ben separati. A mandorla, sono posizionati ad altezza media. Nell'insieme laloro espressione è attenta e viva, ma può spesso divenire dura e implacabile, specialmente nei maschi.Orecchie: attaccate alte sulla testa, esse sono ben separate l'una dall'altra a causa della larghezza del cranio. Vista la funzione del canealle sue origini, esse dovrebbero essere tagliate e portate dritte, di forma triangolare e di una lunghezza che non superi il 50% dellalunghezza del bordo anteriore del padiglione dell'orecchio naturale. Se non sono tagliate, sono di lunghezza media, larghe, spesse,piatte e arrotondate all'estremità. Il pelo è un po' più corto che sul resto del corpo. Possono presentare piccole macchie che non sonopenalizzabili. L'orecchio naturale è portato cadente e ben applicato contro la parte posteriore delle guance. All'erta possono essere portate semierette.COLLODi lunghezza media, forte e dritto, ha una buona muscolatura e presenta di profilo una linea superiore leggermente convessa. Ha la formadi un cono tronco. All'attaccatura con la testa, la muscolatura forma una piegatura che nasconde tutte le sporgenze ossee di questaregione; si unisce armoniosamente con il torace formando una larga uscita d'incollatura. È coperto da una pelle elastica e spessa che puòscivolare liberamente sui tessuti sottocutanei che sono un po' più lassi che nel resto del corpo. Alla gola presenta delle pieghe non pendentie lisce; questa caratteristica è fondamentale in vista delle attitudini funzionali del cane. Il pelo di questa regione è un po' più lungo rispetto al resto del corpo. CORPOLa lunghezza del corpo, misurata dalla punta della spalla alla punta della natica, supera di circa il 10% l'altezza al garrese.Linea superiore: orizzontale. Il garrese e la punta dell'anca sono alla stessa altezza; essi sono i due punti più rilevati.Garrese: ampio e ben rilevato.Dorso: largo e vigoroso, con un importante sviluppo muscolare che crea una leggera inclinazione in direzione della regione lombare.Regione lombare: aolida e dissimulata dallo sviluppo della muscolatura lombare che forma un solco mediano lungo la colonna vertebrale.Essa è un po' più corta del dorso e risale leggermente verso la groppa. Lo sviluppo muscolare nell'insieme delle regioni che formanola linea superiore disegna un profilo che appare talvolta avvallato, ma è una falsa impressione, e lo sviluppo completo dellamuscolatura dorsale e vertebrale nei cani adulti crea lo stesso effetto.Groppa: di lunghezza media, larga e muscolosa, le estremità dell'anca e della tuberosità dell'ischio sono appena visibili.La sua larghezza è uguale o un po' al di sotto di quella della gabbia toracica. Essa forma in rapporto all'orizzontale un angolodi circa 30°, il che determina un superiore leggermente inclinato fino all'attaccatura della coda.Petto: largo e ben disceso; la punta dello sterno si trova alla stessa altezza della punta della spalla (articolazione scapolo-omerale)e la linea inferiore del torace è a livello dei gomiti. Il petto è spazioso per offrire largo spazio ai polmoni. Le costole sonolunghe moderatamente curvate e si congiungono con lo sterno al livello della linea del gomito.Ventre: un pò rialzato in rapporto alla linea inferiore del torace, ma mai levrettato; vigoroso; i muscoli dei fianchi e del ventrepresentano lo stesso buon tono.Coda: attaccata ad altezza media, essa forma un angolo di 45° con la linea superiore. A forma di sciabola, spessa e lunga, raggiungei garretti senza superarli. A riposo essa è naturalmente cadente. In azione, è portata un po' più alta della linea superioree batte continuamente da sinistra a destra. Al trotto, è portata alla stessa altezza o un po' più alta.ARTIArti anteriori: nell'insieme presentano un tutto muscoloso ed osseo saldo e vigoroso ben proporzionato alla taglia del soggetto.Visti di fronte e di profilo, gli anteriori sono dritti e paralleli.Spalle: alte e ben proporzionate. Esse sono molto robuste, con una buona muscolatura in rilievo, ma senza esagerazione. L'obliquitàdella scapola rispetto all'orizzontale è di 45°.Braccio: di lunghezza media e ben proporzionato all'insieme. È vigoroso, dotato di una importante muscolatura e forma un angolo di 45° rispetto all'orizzontale.Gomiti: robusti, ricoperti da una pelle un po' più spessa ed elastica che non forma né pieghe né rughe. Posizionati naturalmentecontro la parete toracica alla quale sembrano appartenere.Avanbraccio: della stessa lunghezza del braccio e perpendicolare rispetto all'orizzontale; le sue ossa sono robuste e dritte e la muscolatura è ben sviluppataCarpo: largo, situato nel prolungamento dell'avanbraccio esente da escrescenze ossee o da pieghe cutanee.Metacarpo: leggermente appiattito, è dotato di una buona ossatura e presenta una obliquità di 70-75° rispetto all'orizzontale.Piedi anteriori: arrotondati, con dita corte, solide e ben strette. I cuscinetti duri e carnosi sono ricoperti da una pelle nera e rugosa al tatto. ARTI POSTERIORILe angolazioni sono medie. Nel loro insieme, i posteriori sono forti, solidi e paralleli; danno l'impressione della grande potenza che laloro funzione esige, poiché gli arti posteriori devono assicurare un impulso sufficiente e determinare il portamento tipico del cane.Coscia: di lunghezza ben proporzionata all'insieme, vigorosa, con muscoli visibili pienamente sviluppati. L'articolazione dell'anca forma un angolo di 100°.Ginocchio: situato sullo stesso asse dell'arto. L'angolo femoro-tibiale è di circa 110°.Gamba: leggermente più corta della coscia, robusta, prolunga il buon sviluppo muscolare dell'arto.Articolazione del garretto e garretto: l'insieme tarso-metatarso è corto, robusto e solido; assicura la forza di propulsione del treno posteriore.L'articolazione del garretto è solida e forma un angolo di circa 140°; la punta del garretto è ben visibile. Il garretto è saldo, quasi cilindricoe forma un angolo di 90° rispetto all'orizzontale. Se esistono gli speroni, devono essere eliminati.Piedi posteriori: simili ai piedi anteriori; benché siano un pò più piccoli e leggermente più lunghi, ne hanno la stessa conformazione.ANDATURAAgile e sciolta. Non appena l'interesse del cane viene risvegliato, l'andatura cambia notevolmente carattere; si rialza e le reazioni diventanorapide, il che è tipico della razza. Il passo è calmo; il trotto è allungato con una buona estensione degli anteriori e una spinta possente deiposteriori; al galoppo, il cane mostra tutta la sua energia e sviluppa tutta la sua potenza. Le impronte dei quattro piedi sono parallele. I caniche camminano all'ambio non sono ammessi; questa andatura è considerata un difetto grave.PELLEOmogenea, un po' spessa, ma liscia ed elastica. Bene applicata al corpo, è abbastanza mobile grazie alla struttura semi-tesa dei tessutisottocutanei; non forma pieghe notevoli, salvo nella regione del collo dove i tessuti sottocutanei sono piu lenti. Deve essere meno pigmentatapossibile, anche se con gli anni la pigmentazione aumenta. Una pelle esageratamente pigmentata non è ammessa. Si preferiscono i soggetti neiquali i bordi delle mucose labiali e palpebrali sono pigmentati di nero. MANTELLOPelo: uniformemente corto, liscio, e piacevole al tatto, di una lunghezza approssimativa da 1,5 a 2 cm. La densità e lo spessore varianosecondo il clima. In un clima tropicale, il pelo, più sottile e rarefatto, lascia trasparire le regioni pigmentate, il che non è un motivodi penalizzazione. In un clima freddo, il pelo è più spesso e fitto; la presenza di sottopelo è allora possibile.Colore: di un bianco puro. Attorno agli occhi si accetta una macchia nera o di colore scura; questa macchia non deve superare il 10% dellasuperficie della testa. Tra i soggetti di pari qualità, il giudice dovrà optare per quello il cui bianco è più puro.TAGLIA E PESOAltezza al garrese: per i maschi da 62 a 68 cm, per le femmine da 60 a 65 cm.DIFETTIOgni scarto in rapporto a ciò che precede deve essere considerato un difetto e verrà penalizzato in funzione della sua gravità.Sviluppo osseo e muscolare insufficiente (debolezza).Tartufo non sufficientemente pigmentato.Labbra pendule.Denti piccoli, mal sviluppati o cariati. Dentatura incompleta.Occhi troppo chiari. Entropion o ectropion.Torace a botte o carenato.Costole piatte.Angolatura esagerata dell'arto posteriore.Garretto troppo lungo.Andatura atipica.Pigmentazione esagerata della pelle nei soggetti giovani.Presenza di piccole zone di pelo colorato.Nervosismo, squilibrio nervoso.DIFETTI ELIMINATORITartufo depigmentato.Prognatismo superiore o inferiore.Occhi blu o di colore diverso (eterocromia).Sordità.Pelo lungo.Più di una macchia di colore sulla testa. Macchie di colore sul corpo.Altezza inferiore a 60 cm e superiore a 68 cm.Aggressività. N.B. I maschi devono avere i due testicoli di aspetto normale completamente discesi nello scroto.www.dogolion.itinfo@dogolion.it
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Condotta al guinzaglio Mercoledì 23 Dicembre 2009 Spessissimo vediamo in giro cani che vanno dove vogliono persone semplicemente trascinate dal loro amico non umano. O tizi col fare di addestratori che strattonano il cane o che usano i cosiddetti collari educativi (strozzo, a punte, anche elettrici - per fortuna illegali). La domanda e: come insegnare al cane a camminare bene al guinzaglio? senza pretese di arrivare ai livelli di chi pratica obedience o altre attività specifiche.Ci sono più metodi e non tutti funzionano con lo stesso cane. Ma prima di tutto dobbiamo creare un coretto modo di comunicare con il cane ed una corretta gerarchia. Un cane che pensa io sono il capo andrà semplicemente dove vuole. Non c'è collare o pettorina che lo ferma! A costo di farsi male. Anzi spesso il dolore fisico innervosisce e spaventa il cane con il risultato che tenterà di scappare dal collare/pettorina ancora più in fretta.L'unico segreto e la comunicazione e trovare il metodo che fa per voi e peloso.Ci sono due principi di insegnamento.Il primo prevede spostamenti e cambi di direzione molto veloci e questo obbliga il cane a tenere sempre d'occhio il suo umano per capire dove si va. Questo si ottiene cambiando spesso direzione nei primi tempi quando non ci guarda chiamando il cane per nome oppure usando un comando del tipo andiamo poi quando il cane dimostra una sufficiente attenzione nei nostri confronti anche senza avvertirlo. Attenzione a non essere bruschi sul collare. Le cervicale dei cani e ugualmente sensibile come la nostra in più il collo del cane ha un importante ruolo sociale specialmente i morsi - equivalente le strattonate. Il secondo semplicemente insegna al cane che se tira non si va da nessuna parte. Quando chiediamo al cane di camminare al guinzaglio se tira semplicemente ci fermiamo come se niente fosse senza sgridarlo o altro. Appena il guinzaglio si allenta ripartiamo chiamandolo. Puo essere variato l'esercizio anche mettendolo a sedere per 15-20 secondi.E importante premiare sempre il cane quando cammina bene ed usare sempre lo stesso comando: andiamo, piede o quello che preferite. Per ragioni di sicurezza sulla strada (camminare a bordo strada attraversare etc) e preferibile insegnare al cane di camminare alla nostra sinistra.Strumenti utili: bocconcini, giocatoli e importantissimo la nostra voce! Collari e pettorine specifiche sono un aiuto ma non fermeranno il nostro cane! In questo articolo sono spiegate le varie tipologie: http://www.forumanimali.com/index.php?option=com_fireboard&Itemid=56&func=view&catid=24&id=47
Dominanza nei confronti del proprietario Domenica 27 Dicembre 2009 Su questo argomento non sono così ferrata, ma provo a tiare giù quello so, confidando poi in precisazioni da parte di Sheba, per creare poi al limite una scheda o comunque un topic utile e completo. Molto spesso si vedono in giro, osservando cani e padroni, scene che fanno pensare che il cane di fatto si consideri il capo del branco. Il proprietario il più delle volte è ignaro dei segnali che manda al cane e dei segnali che il cane manda a sua volta. Di conseguenza il proprietario non sa di essere considerato dal suo cane "un suddito", un individuo che il cane si rigira come vuole! Il campanello d'allarme scatta troppo tardi, quando la dominamz degenera in aggressività o quando il cane è diventato totalmente ingestibile. COME RICONOSCERE UN CANE DOMINANTE? -il cane si comporta in modo indolente di fronte ad un ordine. O non lo esegue o lo esegue dopo che gli è stato ripetuto un bel pò di volte. Spesso anche quando lo esegue lo fa solo per un attimo (per esempio: gli si dice "seduto" il cane, con aria scazzata, si siede un attimo per poi rialzarsi subito e continuare a fare quello che faceva prima). In situazioni più caotiche, per esempio in mezzo ad altri cani al parco, il cane rsulta ancor più disobbediente. -il cane si comporta in modo molto posessivo nei confronti di tutto ciò che considera suo. Quando mangia ringhia a chiunque si avvicini alla sua ciotola. Quando ha un giochino in bocca ringhia se si tenta di levarglielo. Quando è a cuccia e riposa ringhia a chiunque si avvicini. Dal momento che il cane si britiene il capobranco, ritiene sua proprietà anche il suo padrone. Quindi si sente responsabile della sua protezione in ogni situazione. Può accadere così che si dimostri aggressivo verso persone o animali che si avvicinano al padrone. Un esempio tipico è il cane che ringhia al fidanzato/a. Oppure il cane che ringhia ad un altro cane accarezzato dal suo padrone. -il cane si manifesta superiore con segnali corporali: si appogia di peso alle gambe del proprietario; sale sopra al proprietario mentre è il proprietario è seduto; sale "in piedi" fino a raggiungere le spalle del proprietario (ovviamente se è un cane di taglia grossa!) ; sale sul divano (o sul letto) e pian piano si allarga sempre di più fino a far spostare il proprietario. QUANDO LA DOMINANZA PUò DEGENERARE IN AGGRESSIVITà? Più o meno in tutte le situazioni sopra descritte. Ogni volta che il cane dominante sente minacciata la sua autorità può sferrare un attacco. Specifico che stiamo parlando di dominanza nei confronti delle persone. E' importante specificarlo perchè le persone non sanno il linguaggio canino e quindi non sanno rispondere coi giusti segnali ad una minaccia. FRa cani invece è raro che la dominanza sconfini in violenza perchè i cani fra loro utilizzano codici gerarchici ben precisi e sanno capire e rispondere nel modo corretto ad ogni segnale (fatta eccezione per i cani non socializzati da piccoli). L'aggressività del cane nei confronti dei proprietari e di altri membri della famiglia è data proprio dal fatto che noi umani il più delle volte non riusciamo a leggere i segnali del cane. E quindi il cane, non vedendo nell'uomo risposte adeguate, agisce di conseguenza. L'aggressività può scattare se il proprietario si avvicina alla ciotola dell'animale, se non gli da attenzioni quando il cane le vorrebbe o se gliele da quando non ne vorrebbe e in tante altre situazioni. Può scattare anche nei confronti di estranei o amici del proprietario qualora essi interagiscano troppo col proprietario o si avvicinino ad oggetti o zone delle casa che il cane considera sue. COME FAR CAMBIARE UN CANE DOMINANTE? -Lavorare molto sull'obbedienza, facendo sedute quotidiane di addestramento. Il cane va abituato a rispondere a comandi secchi, di una parola ("seduto", "fermo", "vieni", "terra", "lascia" ). Va ricompensato ogni volta che obbedisce ed ignorato ogni volta che non obbedisce. Se in una seduta non obbedisce per niente interrompetela e riprendetela più tardi. Ogni seduta deve durare poco: 5-10 minuti al giorno vanno bene. -Gestire il cibo: mai lasciare la ciotola piena tutto il giorno! Il cane mangia solo 2 volte al giorno, dopo i pasti del padrone. Quando gli portate la ciotola fategli eseguire un comando prima di dargliela. Se non obbedisce dopo che il comando è stato ripetuto 2 o 3 volte salterà il pasto. Se obbedisce, inizia a mangiare e non finisce il cibo, levate la cotola e buttate (o conservate) il cibo. -Gestire i giochi: anche i giochi non devono mai essere sempre a disposizione del cane. Quando il proprietario vorrà iniziare il gioco lo prenderà e quando vorrà finirlo lo metterà via. Anche nel gioco ci vogliono ordini. Prima di iniziare (per esempio prima di tirare la palla) dite al cane seduto. Quando vorrete far finire il ngioco dite "basta" e mettete via il gioco. -I giochi che comportano sfide sono vietati: tiro alla fune, lotta e giochi simili sono assolutamente vietati. -Vietato l'accesso a zone alte: il cane non potrà più salire su letti, divani, sedie, tavoli e punti alti in generale. I punti alti intensificano la dominanza (fra i lupi solo i dominanti si pongono in zone alte). Il cane starà nella sua cuccia. Se cercherà di salire su posti alti evitate di urlargli contro. Potrebbe aggredirvi. Dategli un ordine tipo "A cuccia" per cercare di farlo scendere. SE non obbedisce invogliatelo a farlo con del cibo o con un gioco. -Le coccole vanno gestite dal proprietario: se il cane viene da voi per farsi coccolare ignoratelo completamente . Quando il cane sarà tranquillo e voi vorrete coccolarlo chiamatelo, dategli un ordine tipo "seduto" e coccolatelo. Quando non avete più voglia di coccolarlo mandatelo via. - Fate fare molto moto al cane ogni giorno.Più il cane sarà stanco meno energie avrà per cercare di imporsi in casa. -Se mangia molta carne dategliene di meno: una dieta con molta carne aumenta l'aggressività.
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Maine Coon Lunedì 27 Aprile 2009 Maine Coon sono i gatti a pelo semilungo, che sono stati trovati nelle foreste del Maine e alcune zone limitrofe ben definite. (Il Maine, come tutti sappiamo, è uno degli Stati Uniti d'America, che si affaccia sull'Atlantico ed e' ai confini col Canada.) E Maine Coon sono ovviamente anche i discendenti di questi gatti, che possano certificare le loro origini mediante un pedigree. Ecco perchè per il Maine Coon il pedigree costituisce un documento fondamentale più che per altre razze. Un gatto persiano ad esempio, se anche non ha il pedigree, ma corrisponde alle caratteristiche fisiche della razza, può benissimo essere definito un Gatto Persiano. Per il Maine Coon invece non è così, non è sufficiente che abbia le giuste caratteristiche fisiche, deve dimostrare di provenire dal Maine. Così come un formaggio sardo, se viene fatto in Lombardia, non è più un formaggio sardo, anche se del tutto simile a quello.Il nome Coon deriva da "raccon", l'orsetto lavatore, col quale inizialmente si credeva che questo gatto fosse imparentato, per via della similitudine dei mantelli, nella versione brown tabby, e anche per la folta coda. In seguito è stato accertato che un incrocio gatto-orsetto lavatore è geneticamente impossibile, tuttavia, vivendo a stretto contatto nelle stesse foreste, senz'altro questi animaletti debbono aver appreso alcuni comportamenti gli uni dagli altri, quale ad esempio il piacere di giocare con l'acqua.Sull'origine del Maine Coon si sono fatte varie ipotesi, ma la più attendibile sembra la seguente. I Vikinghi con le loro veloci navi raggiunsero le coste atlantiche dell'America, portando con sé i loro gatti, i Norvegesi delle Foreste, che poi, una volta sbarcati si dispersero per i boschi del Maine, probabilmente non così dissimili dai boschi scandinavi. E qui avvenne l'incontro con la Lince Canadese, con la quale invece l'incrocio è possibile, e .... così ebbe origine questa nuova razza.Oggigiorno non possiamo dire che le foreste del Maine pullulino di Maine Coon; ormai i nostri eroi li troviamo solo negli allevamenti e nelle case private, ben protetti e coccolati. Molti di loro fanno i "divi" nelle esposizioni feline, dove quasi sempre trionfano sui pur ottimi rappresentanti delle altre razze.Il Maine Coon è un gatto di taglia grande, in media un maschio pesa sui 7 - 8 chili, una femmina un po' meno, ma alcuni maschi arrivano a pesare fino a 12 chili. Tuttavia non e' tanto il peso in sé che conferisce l'aspetto imponente, quanto piuttosto la taglia grande, le belle zampone (diversi esemplari presentano la polidattilia), il corpo allungato ed atletico, la lunga folta coda, una abbondante collaretta, che ricorda la criniera di un leone, il pelo che scende fluente dai fianchi e soprattutto lo sguardo.E dallo sguardo si giunge al carattere, che è il maggiore pregio del Maine Coon. I tedeschi, sempre molto precisi, lo definiscono "meschbezogen", che significa "rivolto all'uomo". Il Maine Coon infatti più che delle foreste ha bisogno di avere dei rapporti diretti con l'uomo, vuole essere considerato a tutti gli effetti un membro della famiglia, vuole partecipare a tutti gli eventi, anzi spesso previene i nostri gesti, per farci capire che e' presente e attento. Inoltre e' sempre di buon umore, molto accomodante, non si offende, non risente delle variazioni atmosferiche, non è dispettoso, è affettuoso, anche da adulto ama giocare. Insomma tutto questo lo rende un compagno ideale per grandi e piccini e anche un ottimo soggetto per la pet-therapy.Molto è stato detto a questo proposito, più meno a sproposito, visto che si tratta di una disciplina ancora poco sviluppata. Possiamo comunque dire che il Maine Coon e' senz'altro adatto a ravvivare un ménage familiare un po' fiacco, in cui si parla troppo poco, a tenere compagnia ad un single (giovane od anziano che sia), a svolgere una importante funzione educativa nei riguardi dei bambini e degli adolescenti. Mentre per usi più particolari, quali ad esempio nel recupero di bambini con dei problemi, starà agli operatori specializzati scegliere i soggetti e i metodi più adatti.Per quanto riguarda gli standard di razza, le varie associazioni feline sostanzialmente concordano. Tuttavia di tanto in tanto gli standard vengono "rinnovati", leggermente modificati e gli allevatori, se vogliono restare al passo coi tempi, si devono adeguare, privilegiando i soggetti dalla morfologia più "moderna". Così anni fa il Maine Coon aveva la testa più grossa e il muso poco prominente, ora invece si preferisce una tipologia più longilinea. E su questo punto gli allevatori sono divisi: c'è chi preferisce continuare col tipo tradizionale, anche a costo di non vincere più alle esposizioni, chi invece cerca di adeguarsi, producendo soggetti sempre più longilinei.I colori del Maine Coon.Lo standard ammette praticamente tutti i colori, tranne quelli "colour point", che indicherebbero una evidente ibridazione con le razze siamesi. La FiFe distingue ben nove classi di colore:1. Nero o blu solido2. Nero o blu solido con bianco. A questo proposito vogliamo sottolineare che la quantità di bianco può variare da un minimo di qualche macchiolina bianca (anche solo qualche pelo bianco sul petto) ad un massimo di quasi tutto il corpo bianco e il colore ridotto alle estremità della coda e delle orecchie, come nel tipo van. Esiste la tendenza da parte di alcune associazioni a voler regolamentare minuziosamente la posizione e la grandezza delle macchie, ma questa tendenza deve essere combattuta, in quanto il Maine Coon è un gatto naturale, non stereotipato e tale deve restare.3. Brown tabby o blu tabby.4. Brown tabby o blu tabby con bianco.5. Rosso, crema, squama.6. Rosso, crema, squama con bianco.7. Silver.8. Silver con bianco.9. Bianco. SusannaAllevamento WhiteForestTel. 0733-852222 Cell. 347-4370538E-mail: forestabianca@gmail.comWeb: www.whiteforest.it
Ragdoll Lunedì 27 Aprile 2009 StoriaIl Ragdoll nasce negli anni ’60 negli USA, grazie ad Ann Baker, una allevatrice di gatti residente in Riverside, CALIFORNIA. La patriarca della razza fu una gatta bianca tipo angora chiamata “ Josephine”, di proprietà della signora Pennels, vicina di casa di Ann. Questa gatta era molto indipendente e aveva un carattere piuttosto selvatico viveva libera per il quartiere e, periodicamente, partoriva gattini che caratterialmente le somigliavano. Un giorno Josephine fu investita da un’auto e rimase ferita. La gatta dopo l’incidente sarebbe divenuta eccezionalmente mite ed il suo corpo avrebbe assunto il caratteristico atteggiamento molle quando la si prendeva in braccio. Dopo l’incidente Josephine ebbe un’altra gravidanza ma, a differenza delle precedenti, i gattini avrebbero ereditato il carattere dolce e remissivo. Nulla si sa invece del padre del Ragdoll. Si sa solo che nelle sue vene scorre sangue di angora, birmano, burmese e gatto comune.Ann Baker fece una lunga selezione sul carattere dei sui gatti, dando origine alle tre varietà oggi riconosciute, il Colorpoint, il Bicolor ed il Mitted, ed iniziò ad allevare con l’affisso RAGGEDY ANN.Standard CorpoIl corpo è grosso, elegante, muscoloso e lungo. E’ una delle razze più grosse che si conoscono.Il collo è corto e forte.Gli arti presentano un’ossatura robusta e terminano con zampe grandi ornate da ciuffetti di pelo. Le zampe posteriori sono più lunghe di quelle anteriori.La coda ha pelo fluente ed è di lunghezza proporzionale al corpo.TestaLe guance sono sviluppate ed il mento è forte. Le orecchie sono tondeggianti sulle punte. Il muso è cuneiforme. Presenza di stop. Occhi grandi, ovali e sempre di colore blue.ColoriBlue: colore blue grigioChocolate: colore cioccolato chiaroCream: colore cremaLilac: colore rosatoRed: colore rossoSeal: colore marrone scuroPatternI ragdolls nascono completamente bianchi. Solo dopo circa dieci giorni la varietà ed i colore diviene visibile.Colorpoint: presenta le estremità (muso, orecchie, coda, zampe) più scure del corpo.Non devono esserci macchie bianche sul corpo.Bicolor: ha una mascherina bianca sul muso a forma di V capovolta, il mento, il petto, il ventre e le zampe di color bianco. Le orecchie e la cosa devono essere più scure del corpo. Naso e cuscinetti plantari rosa.Mitted: ha le estremità più scure del corpo e presentano dei guanti bianchi e simmetrici sulle zampe anteriori senza oltrepassare i polsi. Stivaletti bianchi sulle zampe posteriori che non devono oltrepassare il garretto..Linx: è una nuova varietà che si associa a tutti i colori. Si presenta come un normale colorpoint l’unica differenza è la presenza di una tigratura bianca nelle zone generalmente più scure delle estremità.CarattereCiò che distingue il Ragdoll da ogni altro gatto è la fiducia nei confronti dell’uomo, unita ad un indole dolce e mite. Questo meraviglioso gatto è perfettamente adattato a vivere in casa.Sono estremamente socievoli ed equilibrati, non ricorrono mai agli artigli.Miagolano pochissimo, sono molto pacifici ed adorano essere coccolati e pettinatiCureIl pelo del Ragdoll non si aggroviglia e richiede solo una spazzolata un volta alla settimana per mantenere il manto in ordine, pulito ed estremamente morbido.: http://www.ragdollsemamaleo.it/bliss_74@libero.it
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Canarino Venerdì 08 Maggio 2009 Il canarino è un ottimo volatile da compagnia, il suo antenato è originario delle isole Canarie, da cui è derivato il suo nome.Il canarino misura circa 12 cm appartiene alla famiglia dei fringillidi.La colorazione più conosciuta è quella gialla, ma attraverso selezioni artificiali e incroci ne sono state prodotte molte altre.Alloggio:Può essere tenuto sia in gabbia che in voliera, è importante che sia rettangolare e orizzontale e non rotonda o verticale.Le dimensioni minime per una coppia sono 120cm (lunghezza) x 30cm (larghezza) x 30cm (altezza).È bene che all’interno della gabbia il canarino riesca fare qualche voletto in modo da fare esercizio fisico mantenendosi in forma.La gabbia deve essere posta in un luogo rialzato da terra , tranquillo e ben illuminato(non con luce diretta).Da evitare la cucina visto che è molto frequentata e i fumi dei cibo, profumi di detergenti … possono essere mortali.Non devono mai mancare:-Posatoi adeguati, del giusto diametro, sempre puliti e disposti in modo da favorire l’attività fisica.-Mangiatoie sempre ben pulite per evitare che possano diventare un accogliente casa per insetti e parassiti.-Vaschetta per il bagno, i canarini adorano fare il bagno e serve per mantenere sane e pulite le penne.L’acqua va cambiata tutti i giorni. -Beverini con acqua pulita tutti i giorniAlimentazione:Somministrare una buona miscela di semi per canarini integrata a frutta e verdura come: insalata, carote, spinaci, cicoria, broccoli, radicchio, mela, pera, banana…Le parti verdi di pomodori e patate sono tossiche!Anche il pastoncino offerto giornalmente è molto gradito dai canarini ( è importante cambiarlo tutti i giorni per evitare la formazioni di microrganismi come muffe)L’osso di seppia è fondamentale perché è ricco di calcio.Riproduzione:I canarini raggiungono la maturità sessuale a un anno di età, durante il periodo riproduttivo deve essere a disposizione un nido a coppa, nel quale la femmina deporrà le uova e del materiale per l’imbottitura come fibre di cocco, paglia e piccole striscioline di stoffa.In media vengono deposte da 3 a 5 uova, che vengono covate per 12-14 giorni.Alla schiusa i piccoli canarini non sono autosufficienti e vengono nutriti dai genitori per circa 28 giorni.
Agaporis (inseparabili) Mercoledì 29 Aprile 2009 Gli inseparabili si dividono in 9 specie: Roseicollis Taglia: 15 cm Dimorfismo sessuale: assente Fischer Taglia: 15 cm Dimorfismo sessuale: assente Personata Taglia: 14,5 cm Dimorfismo sessuale: assente Nigrigenis Taglia: 14 cm Dimorfismo sessuale: assente Taranta Taglia: 15 cm Dimorfismo sessuale: la femmina non presenta il rosso sulla fronte CanusTaglia: 14,5 cmDimorfismo sessuale: la femmina non presenta parti bianche Pullarius Taglia: 14 cm Dimorfismo sessuale: il colore del maschio è molto più intenso Lilianae Taglia: 15 cm Dimorfismo sessuale: assente Swindernianus Taglia: 15,5 cm Dimorfismo sessuale: assenteAlimentazione: La dieta degli inseparabili deve essere variegata e ben bilanciata è costituita da semi, vanno bene quelli per cocorite con qualche seme di girasole, pochi perché sono molto grassi e possono far male portando il pappagallo all’obesità, inoltre è importante fornire frutta e verdura quotidianamente, ben lavata e asciugata per evitare la formazioni di batteri.L’osso di seppia per la cura del becco e in più una volta ogni tanto del pastoncino e una spiga di panico. Alloggio: Le gabbie per gli inseparabili devono essere a sviluppo orizzontale, mai verticale o circolare (le gabbie di forme circolari creano disturbi al pappagallo come vertigini).Le dimensioni minime per una coppia sono 50x35x35 cm.Gli inseparabili possono essere messi anche in voliera,anche essa a sviluppo orizzontale.Non devono mai mancare all’interno della gabbia alcuni posatoi (il numero varia dalla grandezza della gabbia), un beverino e alcune mangiatoie (il numero varia dalla quantità di esemplari si possiede).Inoltre è possibile mettere giochi come altalene scalette eccecc.Le sbarre devono avere la distanza fra una e l’altra di massimo 1 centimetro e devono essere in orizzontale perché gli inseparabili amano arrampicarsi con il becco (ottima attività fisica). Riproduzione: Intorno ai sei mesi dalla nascita i piccoli inseparabili sono già maturi sessualmente , ma si consiglia di fare la prima cova appena raggiunto l’anno di età per eviatre seri problemi, per stimolare la riproduzione basta mettere il nido( meglio se a doppia camera, misure: 25cm x 15cm x 20h ) e del materiale per l’imbottitura come rametti di salice e di ulivo, striscioline di stoffa e di carta.Dopo l’accoppiamento la femmina si occuperà a rendere il nido comodo per la futura prole.Verranno deposti in media 4-5 uova che la femmina coverà per 22-23 giorni.Al momento della schiusa i genitori si occuperanno dei piccoli fino alla fine dello svezzamento (6-7 settimane dalla nascita).
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Pterophyllum scalare Martedì 30 Novembre 1999 Pterophyllum scalarePterophyllum scalare, comunemente chiamato Scalare o Pesce Angelo è un pesce tropicale d'acqua dolce appartenente alla famiglia dei ciclidi, originario del Rio delle Amazzoni.DescrizioneLo Scalare è caratterizzato da un corpo alto, molto compresso ai fianchi, con lunghe pinne dorsale ed anale simmetriche ed opposte tra loro. Ha un carattere pacifico e timido; si muove con movimenti lenti e ponderati.Allevamento in acquarioPiù del 95% degli esemplari venduti nel mondo proviene da allevamenti in vasca.L'acquario ideale dovrebbe essere di almeno 100 litri, meglio se maggiore, deve essere alto almeno 40 cm, per soddisfare i bisogni di altezza dei pesci. Sono molto gradite le piante, in particolare quelle a foglie nastriformi, come Vallisneria, e quelle con foglie molto ampie, come le più grandi Anubias e la maggior parte delle Echinodorus (E. bleheri, E. "ozelot"... ), spesso utilizzate come substrato per la deposizione. In natura gli scalari vivono prevalentemente in acque acide e povere di minerali, ma l'allevamento intensivo e la riproduzione in cattività hanno dato allo scalare la capacità di resistere bene e di riprodursi anche con valori "normali". Per gli scalari selvatici occorre però l'acqua prima descritta (ph 5,5 - 6,5, durezza molto bassa, pochissimi nitriti e nitrati). Tra i compagni ideali si possono inqudrare un pò tutti i pesci di branco socievoli ma non troppo vivaci (Neon, Cardinali, Tetra testa rossa, Tetra occhi rossi, Rasbore, Barbi tranquilli, Pesci vetro... ), i pesci di fondo (Corydoras, Pangio, Otocinclus, Ancistrus, Sturisoma... ) e di superficie (Pesci Accetta, alcuni killy). Vanno evitati i barbi di sumatra, le botia, i pecilidi troppo vivaci, i labirintidi, grossi ciclidi, troppo territoriali, i pesci troppo grandi, come i vari Hypostomus, Glyptoperichthys, Liposarcus, Pangasius e i pesci predatori. Per la riproduzione si consigliano invecie i Pesci accetta, i Pesci Matita, le Copeine e pesci di fondo come Sturisoma, Farlowella e Peckoltia. Esigenze simili ha il congenere Pterophyllum leopoldi, con cui viene a volte scambiato. Più difficile da allevare e riprodurre Pterophyllum altum.RiproduzioneLa riproduzione in acquario avviene spesso ed è solo in quel momento che si distingue il sesso degli esemplari allevati (per via della forma della papilla genitale). Qualche giorno prima della deposizione, la coppia inizia a ripulire accuratamente la foglia di una pianta sulla quale verranno fatte aderire le uova. Durante la deposizione la femmina e il maschio passano a turno sulla superficie della foglia: la femmina depone le uova e il maschio la segue nei suoi passaggi rilasciando gli spermatozoi. A deposizione avvenuta, la coppia cura le uova e sorveglia il territorio finché queste non si schiudono. Le cure consistono nella rimozione delle uova non fecondate (potrebbero favorire la crescita di muffe) e nell'ossigenazione, favorita dal ricambio dell'acqua che i genitori assicurano tramite rapidi e ripetuti movimenti a ventaglio delle pinne pettorali. Anche se gli Scalari non presentano forti cure parentali come altri ciclidi, è un momento di grande soddisfazione per l'acquariofilo; e di grande impegno, poiché è necessario curare con estrema attenzione gli avannotti.Le specie di "Scalari"Pterophyllum scalareLa specie più conosciuta e diffusa di Pterophyllum. La livrea originaria è bianco-argentata con delle fasce verticali nerobrune (da 3 a 5). Questo pesce è molto pacifico, vagamente territoriale ed estremamente diffuso tra gli acquariofili. Esistono vari incroci decorativi, con colori diversi (Bianchi, leopardati, neri, dorati, marmorizzati). Lo Scalare abita paludi e acque fitte di vegetazione. La sua dimensione massima varia tra i 12 ed i 15 cm di lunghezza e 20 cm d'altezza. Preferisce un'acqua tra il pH 6.0 e 8.0, di durezza da 5.0 a 13.0 dGH, e tra i 24 ed i 30°C di temperatura.Pterophyllum altumLa specie Pterophyllum altum ha origine nei fiumi del bacino del Rio delle Amazzoni dove sfocia il Rio Negro, e nel bacino dell'Alto Orinoco. Il nome scientifico ben sottolinea la particolare forma del corpo di questo pesce, con fronte e dorso molto pronunciati in una rapida ascensione appena dopo la testa. La sua livrea naturale è simile bianco-argentata con tre striscie verticali brune o nere ben definite. A questa specie appartengono alcuni tra i Pesci Angelo più grandi, lunghi fino a 18 cm e alti 20. Alcuni esperti riferiscono di aver visto in natura esemplari alti quasi 80 cm.Pterophyllum leopoldiLo Pterophyllum leopoldi molto simile a P. scalare, proviene anch'esso dal bacino del Rio delle Amazzoni e anche dal fiume Solimões e dal fiume Rupununi. È una specie poco conosciuta e men che meno diffusa, se non tra alcuni esperti selezionati.Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ampullarie Martedì 08 Settembre 2009 AMPULLARIELe ampullarie (o ampullariidae) sono chiocciole d'acqua dolce comuni in molte zone tropicali di tutto il mondo e diverse specie hanno avuto una tale diffusione nel mondo dell'acquariofilia, da farle diventare comuni anche nei nostri acquari.Il loro aspetto appariscente e la loro taglia relativamente grande (5-15 cm, o 2-6 pollici, a seconda della specie) ha largamente contribuito al loro successo.Secondo l'odierna nomenclatura ufficiale, la famiglia delle ampullarie (ampullariidae) è suddivisa in più generi: Asolene, Felipponea, Marisa e Pomacea originarie del Nuovo Mondo (America centro-meridionale, arcipelago caraibico, e Stati Uniti meridionali), e Afropomus, Lanistes e Saulea che si trovano in Africa. Il genere Pila è invece originario sia dell'Africa che dell'Asia.La distinzione dei sessi nelle ampullarie è un altro punto in cui prevale la disinformazione. Contrariamente a quanto si pensa, non tutte le chiocciole sono ermafrodite, e le ampullarie sono solo uno dei molti esempi.Habitat e adattamentoLe ampullarie abitano diversi biotopi: da paludi, fossi e stagni a laghi e fiumi. La maggior parte delle specie, però, preferisce l'acqua ferma o a lento corso, e solo poche specie si sono adattate ai fiumi con correnti forti.La combinazione polmoni/branchie nelle ampullarie dimostra la loro capacità di adattamento agli ambienti acquatici poveri d'ossigeno. Questo è spesso il caso delle paludi e degli specchi d'acqua poco profondi. Se non avessero i polmoni dipenderebbero totalmente dalle loro branchie, il che limiterebbe la loro capacità di sopravvivenza.Un altro vantaggio della respirazione polmonare accostata all'essere munite di guscio e opercolo, è la capacità di sopravvivere ai periodi di siccità, molto comuni in questi biotopi durante le stagioni estive. In questi casi si seppelliscono nel substrato e cadono in un letargo estivo con il guscio saldamente sigillato dall'opercolo. In condizioni di umidità e temperatura favorevoli, le ampullarie possono essere attive tutto l'anno. Oltre a proteggerle dalla siccità, il guscio è un'efficace difesa contro i predatori. Molte specie, in particolare le Pomacea, originarie del Sud America, hanno un'altra notevole particolarità anatomica: un sifone respiratorio. Quest'organo, formato da una ruga della cavità del manto, nella parte sinistra del collo, è difficilmente visibile quand'è inutilizzato. Talvolta le ampullarie necessitano di cambiare l'aria nel polmone, i muscoli della ruga si contraggono facendola diventare una struttura tubolare (sifone), che permette alla chiocciola di respirare l'aria in superficie restando sott'acqua. Rimanendo sommersa, la chiocciola riesce a sfuggire agli attacchi degli uccelli predatori.Un'altra caratteristica sorprendente delle ampullarie, sono le uova deposte sopra il pelo dell'acqua. Giunta l'ora della deposizione, la femmina abbandona l'acqua per deporre le uova sugli steli emersi della vegetazione acquatica, su tronchi, rocce o altre superfici solide emerse. Questo comportamento singolare appartiene, per quanto ne sappiamo, solamente alla famiglia delle ampullarie. Tuttavia non tutte le ampullarie, depongono in superficie, infatti Asolene, Felipponea, Lanistes, Marisa e probabilmente anche Afropomus e Saulea depongono le uova sempre avvolte in una massa gelatinosa su superfici solide, ma immerse.AlloggiamentoLe ampullarie possono essere tenute facilmente in qualsiasi acquario, ma il grande appetito che molte specie hanno per le piante, fa sì che non tutti le considerino un'ottimo ospite. Ad ogni modo, come abbiamo detto prima, le Pomacea bridgesii sono un'eccezione, tanto che, se non adeguatamente nutrite, morirebbero di fame nonostante la vegetazione. Purtroppo, molti acquariofili, negozianti compresi, non sono a conoscenza di queste differenze e considerano tutte le ampullarie nocive per la vegetazione. (un ulteriore luogo comune).Le ampullarie possono vivere assieme a molte specie di pesci senza alcun problema, ma è bene evitare di introdurre pesci che si nutrono di molluschi (ovviamente). Inoltre, molti pesci tenteranno di mordere i loro tentacoli, ma questo non dovrebbe costituire un grosso problema, perché le chiocciole possono ritirarli velocemente dentro il guscio.In generale, per ogni chiocciola di media taglia, è consigliabile uno spazio di almeno 10 litri. Inoltre è opportuno che la vasca abbia un coperchio per evitare fughe notturne. Condizioni dell'acquaLe ampullarie non hanno particolari esigenze per quanto ricguarda la qualità dell'acqua: in condizioni ostili sopravvivono meglio di molti pesci. Prendete le stesse precauzioni che prendereste per rendere tollerabili i valori dell'acqua ai pesci (filtraggio, cambi periodici ecc...). Tuttavia, siccome le chiocciole hanno bisogno di calcio per il proprio guscio, necessitano di pH neutro o alcalino, ed è importante prestare particolare attenzione a questo fattore.CiboLe ampullarie sono molto facili da nutrire, mangiano quasi tutto quello che riescono a strappare in pezzi piccoli da mettere in bocca. Verdura (come cetrioli, spinaci, carote e lattuga), cibo per pesci, pesci morti, altre chiocciole e le loro uova, alghe, gamberetti... mangiano di tutto. TemperaturaEssendo le ampullarie animali tropicali, (eccetto alcune specie come le Felipponea e le Asolene, che sono chiocciole subtropicali), la temperatura dell'acqua dovrebbe restare tra i 18 e i 28°C.AllevamentoIl successo nell'allevamento delle ampullarie dipende da diversi fattori.Prima di tutto, sono necessari un maschio e una femmina; e con ciò sorge già il primo problema: Come si capisce se si hanno entrambi i sessi? Sfortunatamente non è semplice individuarne le differenze senza essere allenati. Per sicurezza, è meglio tenere più individui assieme, in modo da aumentare la probabilità che tra questi ci siano entrambi i sessi.Successivamente le chiocciole dovrebbero cominciare ad accoppiarsi e a deporre le uova. Temperature elevate e abbondanza di cibo dovrebbero incentivarle a farlo. E' da notare che tutto ciò può richiedere tempo e pazienza. Le diverse condizioni stagionali possono influire sulla loro attività riproduttiva.Una volta pronte le uova, la femmina abbandona l'acqua durante la notte, in cerca di un buon posto dove deporle. In acquario può avvenire sulle pareti o sul coperchio, mentre in un laghetto avviene su qualsiasi oggetto vicino all'acqua. E' piuttosto ovvio che le chiocciole necessitano di sufficiente spazio per deporre le uova sopra il pelo dell'acqua.Le uovaLe uova vengono deposte una per una e attaccate le une alle altre fino a formare un solido grappolo. Appena deposte sono soffici e hanno un colore lattiginoso, ma si induriscono in poche ore. La loro colorazione definitiva (bianco, verde, rosato o arancione chiaro, a seconda della specie) si stabilizza dopo un giorno o due.Le uova dovrebbero rimanere umide, ma non bagnate, e mai immerse, altrimenti i nascituri annegherebbero. In generale questo non dovrebbe essere un grosso problema in acquari muniti di coperchio.E' da notare che non tutte le specie di ampullarie depongono le uova fuori dall'acqua. La Corno d'Ariete (Marisa cornuarietis) per esempio, depone le uova in acqua agglomerate in grappoli gelatinosi.Chiocciole neonateDopo 2-4 settimane (a seconda della temperatura), le uova sono in procinto di schiudersi. Il grappolo diventa sempre più scuro e finalmente le nuove nate, mangiando il guscio dell'uovo, fuoriescono lasciandosi cadere in acqua.Poiché molti pesci mangiano queste chiocciole quando sono piccole, è buona norma trasferirle in una vasca separata. E' piuttosto difficile catturare chiocciole di queste dimensioni senza ferirle, è molto più semplice trasferire l'intero grappolo di uova prima che avvenga la schiusa: bagnate le uova e la suerficie a cui sono attaccate e aspettate qualche istante. Quindi provate a muovere leggermente l'intero grappolo finché si stacca e sistematelo da qualche parte su un oggetto galleggiante nel nuovo acquario. Un altro sistema è quello di aspettare che le chiocciole sguscino e prendere il grappolo in quel momento, in questo caso non è necessario che resti intatto e non serve metterlo su un oggetto galleggiante poiché le chiocciole sono già sgusciate, si può addirittura metterlo sott'acqua e scuoterlo per liberarlo dalle stesse chiocciole. Questo metodo, se accuratamente seguìto, salvaguarda la buona salute di un numero elevato di chiocciole.Durante i primi giorni che seguono la schiusa, le piccole ampullarie si nutrono di alghe tenere e avanzi di cibo. Tutto ciò è sempre disponibile in un acquario avviato, ma può non esserlo in uno nuovo, quindi preparate la vasca per le ampullarie almeno due settimane prima della schiusa, oppure nutritele con del cibo per pesci sminuzzato. Dopo una o due settimane le piccole chiocciole sono in grado di mangiare le stesse cose dei genitori. Scritto daInclude
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Eretmochelys imbricata Martedì 30 Novembre 1999 CLASSIFICAZIONEOrdine = TESTUDINESSottordine = CRYPTODYRASuperfamiglia = CHELONIOIDEAFamiglia = CHELONIIDAEGenere = ERETMOCHELYS Specie = IMBRICATASTATUS GIURIDICOE’ inserita in Appendice I CITES e in Appendice II Convenzione di Berna; è salvaguardata anche da varie normative americane essendo considerata “Endangered Species”.La specie è in via di estinzione a causa principalmente del fatto di essere oggetto di cattura e uccisione per la commercializzazione di prodotti ricavati da essa, come i particolari scuti del carapace che la rendono un ambito trofeo.TASSONOMIASono riconosciute due sottospecie: 1. Eretmochelys imbricata imbricata 2. Eretmochelys imbricata bissa.DISTRIBUZIONE E HABITATVive nelle acque tropicali dell’Oceano Atlantico, Oceano Pacifico e Indiano, raramente si spinge anche in mari temperati; la sottospecie Eretmochelys imbricata bissa è diffusa lungo il Golfo Del Messico.Frequenta maggiormente acque basse lungo le zone costiere rocciose e le barriere coralline, si sposta sul fondo in cerca di cibo.CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALIGeneralmente è attiva durante tutto l’anno.Tra le specie di tartarughe marine, è considerata la meno migratoria.CARATTERISTICHE FISICHELa lunghezza massima del carapace è di circa 95 cm, in ogni caso entro il metro di lunghezza. Il peso è in media di 60 kg, sono stati comunque registrati anche casi di esemplari adulti che raggiungono i 120 kg.Caratteristica principale di questa specie è l’embricatura(da questa deriva il nome scientifico) degli scuti del carapace che si presentano appunto uno sopra all’altro; questa particolarità comunque non è evidente in esemplari giovani o molto vecchi.Il carapace, la testa e gli arti hanno una colorazione tendente al nero, con sfumature e macchie che vanno dal rossastro al giallo, il piastrone si presenta giallo; gli esemplari appena nati hanno una colorazione scura uniforme.Sulla testa sono presenti 2 paia di squame prefrontali e la ranfoteca è particolarmente pronunciata e dalla forma simile al becco di un rapace.DIMORFISMO SESSUALEI maschi presentano rispetto alle femmine, una coda più lunga e più larga alla base.ALIMENTAZIONEE’ onnivora ma raramente si nutre di piante o alghe, la sua dieta è caratterizzata principalmente da spugne e vari invertebrati marini quali molluschi e crostacei.RIPRODUZIONEGli accoppiamenti avvengono vicino alla costa, in prossimità delle spiagge scelte per la nidificazione.Il ciclo riproduttivo solitamente è triennale, il periodo della nidificazione è compreso tra maggio e novembre nelle zone dell’Oceano Pacifico e tra aprile e ottobre per quanto riguarda l’Oceano Atlantico; si possono avere da 2 fino a 6 nidiate con intervalli di circa 20 giorni l’una dall’altra.Il periodo che intercorre dalla deposizione alla schiusa è in media di 60 giorni. Trascorsi questi, i piccoli iniziano a salire in superficie, preferibilmente durante la notte in modo da ridurre il pericolo dei predatori, e aiutati dal riflesso della luna raggiungono il mare. Su gentile concessione del Tarta Club Italiawww.tartaclubitalia.itnfo@tartaclubitalia.it
Testudo marginata Martedì 30 Novembre 1999 CLASSIFICAZIONE Ordine = TESTUDINESSottordine = CRYPTODIRAFamiglia = TESTUDINIDAEGenere = TESTUDOSpecie = TESTUDO MARGINATASTATUS GIURIDICOTestudo marginata è inclusa nella Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.), appendice II allegato A.DISTRIBUZIONE IN NATURATestudo marginata è la tartaruga terrestre Europea di maggiori dimensioni, raggiungendo in alcuni casi i 40 cm di lunghezza e i 7-8 Kg di peso.E' originaria della Grecia, ma attualmente sono presenti popolazioni in Albania ed Italia. Segnalazioni certe la danno presente a San Rossore, in Toscana, ed in alcune località della Calabria, dove la presenza è da attribuire all'immissione da parte dell'uomo in tempi storici risalenti prima dell'avvento dell'Impero Romano,probabilmente a seguito di scambi commerciali con la Grecia Classica.Carapaci di Testudo Marginata sono stati rinvenuti di fatto in tombe etrusche a testimonianza della millenaria presenza di questo rettile nella nostra penisola.Tali popolazioni hanno comunque carattere isolato. Un discorso a parte merita invece la presenza del rettile in Sardegna, dove appare diffusa e ben acclimatata, particolarmente nella Gallura, nell'Ogliastra e nella penisola di Stintino.Le prime notizie storiche certe risalgono comunque al diciassettesimo secolo e confermano la presenza sull'isola.Si hanno poi notizie di successive introduzioni sino al periodo della seconda guerra mondiale.Attualmente appare in declino per il prelievo indiscriminato a cui da tempo è soggetta, nonostante la protezione a cui è sottoposta sia dallo Stato Italiano che dalla Regione Sardegna.COLLOCAZIONE TASSONOMICASecondo le ultime revisioni la specie è stata suddivisa in tre sottospecie, quella tipo Testudo marginata marginata (Schopff, 1795), presente in gran parte della Grecia e Testudo marginata sarda (Mayer, 1992) per le popolazioni sarde.Più recente l'introduzione di una nuova sottospecie denominata weissingeri (Bour, 1995), presente in una stretta fascia costiera a sud del Peloponneso in Grecia.Pareri discordanti sono venuti fuori circa l'opportunità di assurgere a sottospecie quelle che vengono definite varianti geografiche.A risolvere il contendere, uno studio pubblicato nel 2002 sulle relazioni filogenetiche relative al genere Testudo appaiono indicare l'unicità della specie Testudo marginata.Le varianti geografiche si spiegano con quello che in biologia evolutiva viene definito effetto fondatore.Tutto può apparire chiaro con questo esempio: mettiamo che chi ha introdotto la Testudo marginata in Sardegna abbia preso animali di dimensioni maggiori rispetto alla media della popolazione originale, che naturalmente ha una variabilità genetica molto ampia.La popolazione che si andrà a costituire non avrà più questa ricchezza, ma bensì le caratteristiche possedute dai pochi esemplari introdotti.Se erano più grandi, avranno discendenti che tenderanno, naturalmente, ad essere di dimensioni maggiori.Nel caso del nanismo della variante weissingeri, esso può essere imputato all'ambiente povero di cibo in cui vive.CARATTERISTICHE MORFOLOGICHETestudo marginata ha, come il nome già lo preannuncia, la caratteristica di avere un carapace scampanato in corrispondenza di sette-nove squame marginali posteriori.Questo carattere, evidente e più marcato nei vecchi maschi, comincia a svilupparsi oltre i cinque anni di vita, o comunque da una certa dimensione corporea in poi.Testudo marginata è la tartaruga terrestre europea che raggiunge le dimensioni maggiori con una media di circa 30 cm, ma non sono rari esemplari che raggiungono e superano i 40 cm.Oltre alla scampanatura posteriore, la specie ha la caratteristica di presentare triangoli neri in campo color ocra su otto-dieci squame del piastrone.Filogeneticamente la specie più affine e all'opposto la più piccola specie di Testudo mediterranea, è certamente Testudo Kleinmanni, che invece presenta due, al massimo quattro triangoli sul piastrone.Queste caratteristiche la fanno distinguere bene da Testudo Graeca sp., anche se non di rado ai lati della coda, seppur meno marcati, sono presenti due o quattro piccoli tubercoli conici, tipici di quest'ultima specie.La coda non presenta un astuccio corneo come in Testudo hermanni sp. e nei maschi appare allungata ed appuntita, mentre nelle femmine può essere molto corta e la cloaca aprirsi in fondo ad essa, presentandosi tronca.La colorazione è molto varia: partendo da soggetti melanici quasi completamente neri, passando per esemplari con areole giallastre evidenti che occupano buona parte delle squame dorsali, si arriva a colorazioni molto chiare di un colore ocra diffuso.Questi ultimi sono esemplari certamente ipomelanici se non certamente albini, che hanno una frequenza enormemente alta nelle popolazioni sarde.Personalmente posso dire che ci sono segnalazioni certe di albinismo in Testudo marginata già evidenziate in esemplari rinvenuti negli anni 40 dello scorso secolo e conservati in alcool al museo di Storia Naturale di Milano (reperti N°3084 e 3328).Segnalazioni di nascite di albini non sono rare e personalmente ne ho un buon numero discendenti da un unico maschio albino e di una vecchia femmina eterozigote rinvenuti in natura oltre 30 anni fa.Risalire al motivo di una frequenza così alta di una mutazione all'apparenza svantaggiosa, non è certo semplice, ma si può ipotizzare la presenza di un mutante al momento dell'introduzione in Sardegna quando ancora il numero esiguo di esemplari ha garantito una certa diffusione del gene.Altra ipotesi a conferma del mantenimento di questa alta frequenza può essere imputata ad un vantaggio mimetico dei giovani esemplari, in quanto crescendo la colorazione un po' si scurisce e diventa prossima al colore dell'erba secca.Ritornando alle presunte differenze morfologiche tra le varianti geografiche, Testudo marginata marginata, la sarda e la weissingeri, queste sono ad ascriversi ad un rapporto differente tra lunghezza, altezza, larghezza del carapace, nonché alle dimensioni medie.Per le popolazioni sarde si individuano rapporti lunghezza/larghezza inferiori rispetto alla forma tipo, nonché a dimensioni generalmente maggiori.Per intendersi è mediamente un po' più tondeggiante e meno allungata.Discorso diverso invece per la variante weissingeri, dove sono le dimensioni molto ridotte a distinguerla dalle altre.Resta inteso che, viste le evidenti differenze di colorazione che si possono riscontrare in natura, una valutazione discriminante su questo carattere appare a mio avviso molto soggettiva.DIMORFISMO SESSUALEIn Testudo marginata la differenza di dimensioni tra maschio e femmina non è così marcata quanto tra le altre specie del genere Testudo, complice la maggiore scampanatura dei maschi.Questo carattere, unitamente ad una maggiore bombatura delle femmine, distingue i due sessi da un'osservazione sommaria.In molti casi, addirittura, il maschio appare di dimensioni maggiori rispetto alla femmina, anche se in letteratura il record appartiene a quest'ultima.Di seguito si evince il dimorfismo sessuale della specie: * I maschi possiedono una coda lunga, robusta e grossa alla base. Non è presente un astuccio corneo. La coda della femmina è invece piccola e corta, in alcuni casi appare tronca; * La distanza dell'apertura cloacale dalla base della coda è maggiore nel maschio. * I maschi adulti presentano una concavità nel piastrone che tende ad accentuarsi con l'età; il piastrone delle femmine e dei giovani non è mai completamente piatto. Le ultime 4 squame del piastrone fanno corpo unico e risultano mobili ed articolate al resto del piastrone sia nei maschi che nelle femmine; Eccetto che per quanto detto ad inizio paragrafo, il dimorfismo sessuale tra i due sessi non è molto evidente in questa.Non vi è inoltre una specializzazione, se non la maggiore concavità del piastrone, per facilitare l'atto riproduttivo come invece è marcata nelle altre specie del genere Testudo.Tale caratteristica inoltre maschi di dimensioni prossime a quelle delle femmine, di qui probabilmente la non grande differenza di dimensioni tra i due sessi.Tutti i caratteri considerati si rendono tanto più evidenti quanto più l'esemplare in oggetto si avvicina alla maturità sessuale (in cattività, 7-8 anni sia per i maschi che per le femmine, in natura oltre i 10); piccoli di 1-2 anni possono essere sessualmente indistinguibili se non ad un occhio molto esperto o attraverso lacomparazione con numerosi esemplari.Per esperienza personale è invece molto più facile questa analisi alla nascita con i piccoli maschi che appaiono con una caratteristica leggera uncinatura della coda.Tuttavia molti esemplari rimangono sempre difficili da sessare sino ai 4-5 anni di vita. MANTENIMENTO IN CATTIVITA'Testudo marginata si adatta con una certa facilità a vivere in ampi recinti all'aperto dove disponga di prolungata esposizione al sole per tutta la giornata, tappeto erboso e terra, arbusti e ripari idonei.Particolari cure andranno poste all'allestimento del recinto al fine di impedire eventuali fughe.Esso, che sia di rete metallica, di legno, laminati metallici o cementiti, andrà interrato a sufficienza e dovrà sporgere in esterno di almeno 30 cm.Altra accortezza è quella di un ulteriore protezione con rete metallica al fine che animali indesiderati e pericolosi non si possano introdurre nei recinti.Le grandi dimensioni rendono Testudo marginata meno sensibile delle altre Testudo alle variazioni climatiche tanto che risulta attiva non solo per più mesi durante l'anno, ma anche per un maggior numero di ore durante la giornata, in special modo in autunno ed alla fine dell'inverno.Non è raro trovare esemplari attivi anche a Novembre inoltrato quando le giornate lo consentono; le prime sortite dal letargo invernale si hanno poi già dai primi soli di Febbraio.Va pertanto data particolare cura ai ripari nei quali gli animali possano uscire ed entrare con facilità a loro piacimento, al fine che non possano essere sorpresi da improvvise quanto probabili gelate, frequenti nel centro-nord Italia, o ripararsi dall'eccessiva calura nel periodo estivo.E' consigliabile un riparo coperto in alto, aperto da un lato (meglio se in direzione est) con all'interno della paglia, posto in una posizione areata per impedire che l'umidità ristagni dopo le piogge.Indicativamente bastano una quindicina di cm di paglia umida sopra il carapace per proteggere da gelate intense (fino a 10 °C sotto lo zero) gli animali.Discorso a parte per i piccoli dalla nascita sino a che non raggiungono i 10 cm circa: i neonati in particolare non hanno lo stimolo in questa specie a cercare un riparo per tutto il periodo invernale e rimangono attivi tutte le volte che le giornate lo consentono.Va prestata particolare cura ai ripari, tali da consentirgli, come nel caso degli adulti, di poter entrare ed uscire con facilità.L'attività è tale che i piccoli crescono anche nel periodo invernale, va pertanto fornito loro del cibo, altrimenti si indeboliscono e muoiono, non tanto per i rigori invernali, quanto perché rimanendo attivi consumano le loro riserve di grasso.Personalmente ritengo che quanto proposto è quanto di più aderente allo stato naturale e, con le accortezze proposte, non crea assolutamente problemi agli animali.LETARGOParlando di letargo in senso stretto, Testudo marginata non differisce molto delle Testudo delle stesse latitudini, come detto prima piuttosto ha una durata minore di tale periodo.Personalmente, piuttosto che dilungarmi su inutili consigli su come far fare un buon letargo alle nostre beniamine, mi piacerebbe far notare che se il luogo è realmente idoneo all'allevamento di questa specie, le uniche accortezze da prendere sono quelle proposte nel precedente paragrafo circa la cura dei ripari.Molti errori con esito infausto, sono generati dalla non attenzione al comportamento degli animali: essi stessi ci indicheranno il punto che preferiscono e, stiamone certi, l'istinto di sopravvivenza e gli adattamenti naturali sono ben collaudati.Non spostiamo gli animali, lasciamoli interrare dove preferiscono, tutt'al più con le prime gelate si provvederà a disporre della paglia sopra al punto nel quale hanno deciso di svernare.Come accennato in precedenza, i neonati non hanno invece l'istinto per un letargo vero e proprio, e bastano pochi minuti di sole, complici le piccolissime dimensioni,anche quando la temperatura dell'aria è prossima allo zero, per portarli ad una temperatura di completa attività.Animali in buona salute non avranno problemi a superare l'inverno, si nutriranno e cresceranno pure: unica accortezza sarà quella di verificare che tutti i piccoli siano rientrati nei ripari quando il clima è particolarmente rigido.Unico momento realmente delicato è la fase preparatoria e quella del risveglio dal letargo.Animali defedati e sottopeso difficilmente supereranno il letargo invernale: in questo caso è consigliabile non far svernare i soggetti oppure ridurne artificialmente questo periodo, tenendo conto che è comunque fondamentale per questi animali.Ai primi soli primaverili sarà posta particolare cura alla reidratazione dei soggetti più deboli sottopeso.Fondamentale fornire immediatamente del cibo: si accelera in questo modo la ripresa degli animali.ALIMENTAZIONE IN NATURATestudo marginata, come le altre specie appartenenti al genere testudo, è essenzialmente vegetariana, tutt'al più gradisce qualche frutto.Anche se in cattività accetta facilmente alimenti ricchi in proteine, in natura l'alimentazione si basa sul consumo di erbe, in special modo a foglia larga, eccezion fatta per le graminacee, effettivamente poco gradite.Molto frequente la coprofagia, con spiccate preferenze per escrementi di animali erbivori.Rari sono i casi in cui si possono nutrire di piccoli vertebrati morti come nidiacei e piccoli topi, o di invertebrati. DISORDINI DIETETICI IN CATTIVITA'Personalmente ho potuto verificare che un'alimentazione errata è la principale causa di patologie che portano alla morte le tartarughe del genere Testudo.Senza stare ad elencare le innumerevoli patologie correlate ad un'errata alimentazione, l'unico modo per avere animali che crescono in modo sano, è quello di nutrirli con alimenti vegetali allevandoli in condizioni idonee di luce solare e di temperatura.La regola da seguire è quella detta in precedenza: un grande recinto all'aperto (sono animali che diventano molto grossi!) dove le tartarughe possano brucare le erbe che preferiscono; la dove questo non sia possibile è consigliabile non cimentarsi nell'allevamento di questi animali.RIPRODUZIONETestudo marginata ha un ciclo riproduttivo analogo alle altre specie del genere Testudo: un periodo autunnale e primaverile dedito agli accoppiamenti ed uno di deposizione a partire dalla metà del mese di Aprile che si può protrarre sino ai primi giorni di Luglio, dipendente dal clima delle zone in cui vivono.Generalmente però le deposizioni si concentrano nei due mesi centrali di Maggio e Giugno.Il maschio è generalmente poco aggressivo nei confronti del suo stesso sesso, tuttavia, senza arrivare alla violenza di Testudo greca, può diventare pericoloso per le femmine.Si raccomanda pertanto di unire maschi e femmine solo per brevi periodi.D'altronde in natura, complici le non proprio affollate popolazioni, gli incontri sono assolutamente sporadici e non prolungati.Le femmine depongono generalmente dalle 8 alle 12 uova per ovatura, tuttavia in rari casi si possono avere da un minimo di 2-3 uova ad un massimo di 17.Anche il numero di eventi di deposizione varia dal singolo sino al massimo di quattro: generalmente però si osservano solo due deposizioni intervallate da un periodo, variabile in dipendenza della temperatura media,tra le due e le quattro settimane, solitamente 20 giorni.Le modalità di scavo sono le medesime in tutto il genere Testudo: la femmina, individuato il posto prescelto, inizia a scavare alternando le zampe posteriori, quindi terminato il lavoro depone molto velocemente le uovadisponendole ad occupare tutto lo scavo; fatto ciò ricopre e si allontana.Queste sono le uniche cure parentali della specie.I piccoli nascono mediamente dopo tre mesi d'incubazione in natura.Ideale è un terreno sabbioso fine e ben drenato: il successo di schiusa in anni medi è in questi casi prossimo al 100%.Condizioni climatiche avverse e terreni inadatti fanno calare drammaticamente le nascite.Non ho notizie di esemplari di questa specie che svernano nel nido ed emergono la primavera successiva.Personalmente sto riscoprendo il lasciar sviluppare in natura le uova (naturalmente proteggendo il luogo da eventuali predatori, uccelli e mammiferi):il sesso dei piccoli è determinato dalla temperatura di deposizione ed in incubatrice si hanno nascite di neonati solitamente tutti dello stesso sesso.La temperatura critica è indicata in letteratura sui 32 °C: con percentuali di nascite di esemplari di sesso femminile maggiori sopra questa soglia.La scelta della femmina assicura invece un rapporto tra i sessi naturale, per giunta la vitalità è decisamente migliore.In conclusione, Testudo marginata è una specie robusta ed adattabile, con potenzialità riproduttive elevate. Su gentile concessione del Tarta Club Italia www.tartaclubitalia.itinfo@tartaclubitalia.it
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ALLUVIONE A MESSINA: L’INTERVENTO OIPAMessina chiama, OIPA Catania risponde. Animali spaesati, impauriti, affamati, increduli. Animali da |
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PER UNA CHIUSURA DEFINITIVA DEGLI ALLEVAMENTI DI ANIMALI DA PELLICCIA IN IRLANDAL’OIPA tempo fa era intervenuta tramite un appello internazionale |
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