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Benvenuti al nostro portale Mercoledì 10 Febbraio 2010 E il nostro mondo! Il mondo degli animali che condividono la loro vita con gli umani. Cari amici qui troverete tantissime informazioni su come "addestrare" il vostro amico umano. Su cosa ci fa bene o male, su come si devono prendere cura di noi e ovviamente sugli altri amici animali. Abbiamo a disposizione un'intera enciclopedia degli animali. Possiamo anche chiacchierare e scambiare oppinioni nel forum Ed abbiamo anche un bel spazio dover poter farci vedere! C'è un intera galleria foto tutta per noi! Poi tutto lo staff e a nostra disposizione (sono volontari) che curano il portale ed il forum cosi lo possono leggere tutti grani e piccini.Ovviamente c'e anche un regolamento (questi umani solo regole vedono dappertutto!) Sheba
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Boxer Lunedì 27 Aprile 2009 Lo Standard è stato stabilito nel 1905 e revisionato completamente nel 1920.Nel 1925 furono esclusi i Boxer neri e quelli bianchi e nel 1938 quelli chiazzati.Nel 1987 sono stati ammessi anche i Boxer con le orecchie integre (obbligatorie per la Germania) e dal 1° giugno 1998 anche la coda integra; dopo la modifica, avvenuta in data 13/03/2001 e pubblicata il 02/04/2001, coda ed orecchie sono integre.La modifica dello Standard è avvenuta solo ed esclusivamente per indirizzo politico del Governo Tedesco e non per giustificazioni funzionali legate a scelte tecniche. Conseguentemente si informa il navigatore che gli allevatori che praticano in Italia e in tutti i Paesi non proibizionisti la caudectomia e la conchectomia lo fanno in conformità alle norme vigenti del proprio Ente della Cinofilia che regolarmente rilascia il pedigree ad entrambi i soggetti indifferentemente siano essi integri o amputati.Con lo spirito di dare equa informazione si comunica altresì che il Boxer integro allevato in Italia è conforme allo Standard e gode dell'imparzialità di giudizio da parte degli esperti Giudici.L'unica restrizione prevista, anch'essa solo in alcuni Paesi proibizionisti, fra questi la Germania, è il divieto di esposizione per i seguenti cani:boxer con orecchie erette a seguito di conchectomia nati dopo l'1 Gennaio 1987boxer caudectomizzati nati dopo l'1 Giugno 1998.Sono ammessi in Expo, anche in Germania, i boxer che al momento dell'iscrizione producono certificazione medica giustificante uno o entrambi gli interventi di cui sopra, che deve essere allegata all'atto dell'iscrizione".Normativa FCITraduzione: Richiamiamo l’attenzione sul fatto che, in conformità alla direttiva della FCI, la coda amputata non viene espressamente segnalata quale difetto; ciò significa che nei Paesi senza divieto di taglio della coda ovvero senza specifiche disposizioni a riguardo, saranno accettate code ed orecchie amputate e non potranno pertanto essere penalizzate.Nazionalità': GermaniaData ultima modifica dello standard: 16 agosto 2000Data di Pubblicazione (F.C.I.) dello Standard aggiornato: 13 marzo 2001Classificazione Morfologica: Molossoide - Mesomorfo - BrachicefaloClassificazione Utilitaria: Gruppo 2, Cani da guardia, difesa e utilità - Categoria 1, Cani da pastore, da guardia, difesa e utilità - a) sottoposti a prova di lavoro.Il Quadro vincente del Boxer* ASPETTO GENERALEIl Boxer è un cane di media grandezza, a pelo raso, di costruzione quadrata e con forte ossatura. La muscolatura é asciutta, fortemente sviluppata e plasticamente rilevata. I movimenti sono vivaci, pieni di forza e di nobiltà. Il Boxer non deve apparire né tozzo o pesante, né privo di sostanza o eccessivamente slanciato.* PROPORZIONI IMPORTANTI a) Lunghezza della costruzione - riferita all'altezza al garrese: La costruzione é quadrata, ossia le linee che la delimitano, una orizzontale che tocca il dorso e quelle verticali che discendono, anteriormente dalla punta della spalla, e posteriormente dagli ischi, formano un quadrato. b) Altezza del torace - riferita all'altezza al garrese: Il torace é disceso sino ai gomiti. L'altezza al torace é pari alla metà di quella al garrese. c) Lunghezza della canna nasale - riferita alla lunghezza della testa: La lunghezza della canna nasale, misurata dalla punta del naso all'angolo interno dell'occhio, sta nel rapporto di uno a due alla lunghezza del cranio, misurata dall'angolo interno dell'occhio sino all'occipite.* COMPORTAMENTO E CARATTEREIl Boxer deve essere saldo di nervi, consapevole di se, tranquillo ed equilibrato. Il suo carattere é di massima importanza e richiede una avveduta cura. Il suo attaccamento e la sua fedeltà al suo padrone e a tutta la casa, la sua vigilanza e il suo coraggio quale difensore sono da tempo famosi. E' innocuo in famiglia ma diffidente verso gli estranei, é allegro e cordiale nel gioco ma é impavido in situazioni gravi. Si addestra facilmente grazie alla sua disponibilità alla sottomissione, al suo slancio e coraggio, alla sua naturale tempra e al suo fiuto. Dato che non ha pretese ed é pulito, é piacevole e prezioso sia in famiglia che come difensore, accompagnatore o cane di servizio. Il suo carattere é leale senza falsità e perfidia anche in età avanzata.Difetti: aggressività, malignità, insidia, inaffidabilità, mancanza di temperamento, vigliaccheria.La Testa* TESTAEssa conferisce l'impronta di tipicità, deve essere in buona proporzione rispetto al corpo e non deve apparire né troppo leggera né troppo pesante. Il muso deve essere il più possibile largo e potente. La bellezza della testa dipende dall'armonica proporzione fra sviluppo del muso e del cranio. Da qualsiasi direzione si guardi la testa, di fronte, di sopra o di lato, il muso deve essere sempre in giusto rapporto con il cranio e non deve mai apparire troppo piccolo. La testa deve essere asciutta, quindi non deve mostrare rughe; naturalmente si formano delle rughe sul cranio quando il cane è in attenzione. Partendo dalla radice del naso verso il basso, su entrambi i lati del muso sono sempre accennate delle rughe. La maschera scura si limita al muso e deve distaccarsi nettamente dal colore della testa, affinché l'espressione non risulti cupaCranio: il cranio deve essere il più possibile stretto e angoloso. E' leggermente convesso, non deve essere corto e globoso, né piatto e neppure troppo largo, l'occipite non troppo rilevato. Il solco frontale é soltanto leggermente accennato e, soprattutto fra gli occhi, non deve essere troppo profondo.Stop: la fronte forma con il dorso nasale un salto chiaramente marcato. Il dorso nasale non deve spingersi dentro la fronte come nel Bulldog ma non deve neppure essere discendente.Guance: le guance sono sviluppate in armonia con la mascella forte, senza tuttavia risaltare in maniera troppo accentuata. Esse si raccordano, con una leggera curvatura, al muso.Muso: il muso deve essere fortemente sviluppato nelle tre dimensioni dello spazio e quindi non deve essere appuntito, né stretto né corto, né piatto. La sua conformazione viene influenzata: a) dalla forma delle mascelle b) dalla posizione dei denti canini c) dalla forma delle labbra I denti canini distanziati il più possibile l'uno dall'altro devono essere di buona lunghezza, in maniera che la superficie frontale del muso diventa larga, quasi quadrata, e formi con il dorso nasale un angolo ottuso. Sul davanti il margine del labbro superiore poggia sul margine del labbro inferiore. La parte ricurva verso l'alto della mascella inferiore insieme al labbro inferiore, denominata mento, anteriormente non deve superare vistosamente il labbro superiore né, tanto meno, scomparire sotto di esso, ma deve essere ben marcata sia vista di fronte che di lato. I denti canini e incisivi della mascella inferiore, a bocca chiusa, non devono nemmeno mostrare la lingua. Il solco delle labbra superiori è ben visibile.Labbra: le labbra completano la forma del muso. Il labbro superiore è grosso e rigonfio; esso riempie lo spazio vuoto determinato dalla prominenza della mascella inferiore e viene sostenuto dai denti canini della stessa.Naso: il naso é largo e nero, leggermente rivolto all'insù, le narici sono ampie. La punta del naso è posta un pò più in alto rispetto alla radice del naso stesso.Dentatura: la mandibola sopravanza la mascella superiore e si incurva leggermente verso l'alto. Il Boxer "morde in avanti", ossia é prognato. La mascella superiore ha una larga attaccatura al cranio e si restringe soltanto di poco nella parte anteriore. La dentatura é forte e sana. I denti incisivi devono essere il più possibile regolarmente disposti su una linea, i canini molto distanziati l'uno dall'altro e di buona grandezza.Occhi: gli occhi scuri non devono essere né troppo piccoli né sporgenti o inseriti profondamente. Lo sguardo esprime energia e intelligenza, ma non deve apparire minaccioso o insidioso. I contorni devono essere di colore scuro.Orecchie: le orecchie, integre, sono di grandezza appropriata. Sono attaccate lateralmente al cranio, il più in alto possibile e in posizione di riposo aderiscono alle guance. Quando il cane è in attenzione, le orecchie dovrebbero ricadere in avanti formando una piega ben evidente.Difetti: mancanza di nobiltà e di espressione, apparenza cupa, testa di Pinscher o di Bulldog, bavosità, denti o lingua visibili a bocca chiusa, muso troppo appuntito o troppo leggero, canna nasale spiovente, tartufo di colore cuoio o stagionale, il cosiddetto occhio di uccello rapace, terza palpebra depigmentata, orecchie svolazzanti o a rosa, mandibola deviata, impianto sghembo dei denti, disposizione difettosa dei denti, denti poco sviluppati, dentatura compromessa in seguito a malattia.* COLLOLa linea superiore del collo scorre con una elegante curvatura dell'attaccatura della nuca, chiaramente marcata verso il garrese. Il collo deve essere di abbondante lunghezza, rotondo, forte, muscoloso e asciutto.Difetti: corto, massiccio,giogaia.* COSTRUZIONECostruzione: quadrata. Il tronco poggia su membra robuste e diritte.Garrese: deve essere marcato.Dorso: il dorso, compresa la regione lombare,deve essere corto, solido, diritto, largo e molto muscoloso.Groppa: leggermente inclinata, dolcemente arrotondata e larga. Il bacino deve essere lungo e, soprattutto nelle femmine, largo.Torace: disceso, giunge sino ai gomiti. L'altezza del torace é pari alla metà dell'altezza al garrese. Petto ben sviluppato. Le costole sono ben cerchiate, ma non arrotondate a forma di botte e sono proiettate molto all'indietro.Linea inferiore: scorre con elegante curva risalendo verso la parte posteriore. Fianchi corti, tesi, leggermente retratti.Difetti: petto troppo largo e basso, torace appeso tra le spalle, dorso di carpa, dorso insellato, dorso stretto, lombi stretti, fortemente incavati e debolmente collegati con la groppa, regione lombare arcuata,groppa scoscesa, bacino stretto, ventre cadente, fianchi vuoti.* ANTERIOREGli arti anteriori, visti dal davanti, devono essere diritti, paralleli fra di loro ed avere ossa forti.Spalle: lunghe e oblique, saldamente unite con il tronco non dovrebbero essere troppo cariche di muscoli.Braccio: lungo e posto ad angolo retto rispetto alla scapola.Gomiti: né troppo pressati al costato, né discosti.Avambraccio: verticale, lungo e con muscolatura asciutta.Carpo: forte, ben marcato, ma non rigonfio.Metacarpo: corto, quasi verticale al suolo.Piedi: piccoli, rotondi, chiusi, cuscinetti plantari ben pieni con suole dure.Difetti: mancinismo, spalle non aderenti, gomiti scollati, carpo debole, piedi di lepre, piedi piatti e dita divaricate* POSTERIOREE' fortemente muscoloso, la muscolatura è dura come il legno e risalta plasticamente. Gli arti posteriori visti da dietro devono essere diritti.Coscia: lunga e larga. L'angolo dell'anca e della articolazione del ginocchio deve essere il più possibile poco ottuso.Ginocchio: nella sua posizione normale deve spingersi tanto in avanti da toccare ancora una verticale tirata a terra dalla punta dell'anca.Gamba: molto muscolosaGarretto: forte, ben marcato, ma non prominente. L'angolo del garretto è di circa 140 gradi.Metatarso: é corto, con una lieve inclinazione di 95-100 gradi rispetto al terreno.Piedi: sono un pò più lunghi di quelli anteriori, racchiusi, hanno i cuscini plantari ben pieni con suole dure.Difetti: muscolatura debole. Posteriore troppo poco oppure esageratamente angolato. Arti a sciabola, arti a botte, vaccinismo, garretti ravvicinati, speroni, piedi di lepre, piedi piatti e dita divaricate.* CODAL'attaccatura della coda è piuttosto alta che bassa. La coda è lasciata integra.Difetti: attaccatura bassa e malformata da deviazioniCircolare FCI 16.12.2002: Giudizio dei cani con orecchie e code tagliate (VEDI FONDO PAGINA LA CIRCOLARE)* ANDATURA/MOVIMENTOVivaci, pieni di forza e nobiltà.Difetti: andatura barcollante, scarsa copertura di spazio, ambio, rigidità.* PELLEAsciutta, elastica, priva di pieghe.* PELOCorto, duro, lucido e aderente.* COLOREFulvo o tigrato. Il fulvo si presenta in diverse tonalità, dal fulvo chiaro fino al rosso cervo scuro; tuttavia le tonalità più belle sono quelle intermedie (fulvo-rosso). La maschera è nera. La varietà Tigrata ha sul fondo il fulvo nelle predette tonalità, delle strisce scure o nere che seguono la direzione delle costole. Il colore e le strisce devono distaccarsi nettamente fra loro. In linea di massima le macchie bianche non sono da respingere, possono essere addirittura assai attraenti.Difetti: maschera che oltrepassa il muso, strisce troppo addensate o soltanto singole, poco riconoscibili. Colore di fondo sporco. Colori che si mescolano, macchie bianche disarmoniche, come una testa interamente o a metà bianca. Altri colori o colori di fondo più di un terzo di bianco.* ALTEZZAMisurazione eseguita dal garrese a terra, sfiorando il gomito: maschi cm. 57-63; femmine cm. 53-59* PESOMaschi (di circa 60 cm. al garrese): oltre 30 Kg; femmine (di circa 56 cm. al garrese): circa 25 kg. Annotazione: i maschi devono presentare due testicoli di evidente sviluppo normale, completamente alloggiati nello scroto.FEDERATION CYNOLOGIQUE INTERNATIONALE (FCI)13, Place Albert 1er, B - 6530 Thuin (Belgique),Tel : ++32.71.59.12.38, fax :++32.71.59.22.29Circolare 16/12/2002 Giudizio dei cani con orecchie e code amputateNell'ambito della riunione del Comitato Generale FCI svoltasi il 26/27-11-2002, quest'ultimo ha deciso di ricordare a tutti i paesi membri e partner con contratto le decisioni seguenti:La legge riguardante il taglio delle orecchie e della coda è diversa nel mondo. Sono possibili tre alternative:1. Paesi nei quali esiste un divieto totale nelle esposizioni per cani con orecchie/code amputate: in questo caso, essendo le maggiori autorità le leggi del governo del paese del comitato organizzatore, non c'è possibilità di esporre, in esposizioni a CACIB, cani appartenenti a razze abitualmente amputate.2. Paesi nei quali esiste un divieto per l'allevamento di cani amputati insieme con un divieto parziale per le esposizioni di questi soggetti: in questo caso, cani appartenenti a razze abitualmente amputate possono essere esposti, purché soddisfino i requisiti specifici a questo divieto parziale di esporre. Non considerando quel che lo stantard afferma riguardo sia la coda amputata/non amputata sia le orecchie amputate/non amputate, nelle esposizioni CACIB, non ci può essere discriminazione, da parte dei giudici, tra cani con orecchie amputate/non amputate e tra cani con coda amputata/non amputata. Spetta agli espositori di queste razze abitualmente amputate (coda/orecchie) contattare i comitati organizzatori per essere informati su questi requisiti specifici.3. Paesi nei quali non esiste nessun divieto sull'esposizione e allevamento di cani con coda e orecchie amputate: in questo caso, cani appartenenti a razze abitualmente amputate (coda/orecchie) possono essere esposti senza qualsiasi restrizione, sia che siano amputati o non. Non considerando quel che lo standard afferma sia per la coda amputata/non amputata sia per le orecchie amputate/non amputate, nelle esposizioni a CACIB, non ci può essere nessuna discriminazione, da parte dei giudici, tra cani con orecchie amputate/non amputate e tra cani con coda amputata/non amputata.Le origini/The originsQuando si parla di “origini” di una razza canina la parola sta a significare “La Storia”, ovvero una particolare indagine che ne fa emergere il passato e ne stabilisce la connessione con il presente.Quando e come ebbe inizio la razza?In qual modo sono andati mutandosi i boxer?Perché alcuni sono scomparsi ed altri no?In che maniera hanno assunto l’aspetto attuale?Tutte queste domande si rivolgono al passato pertanto la Storia e tutto cio che sappiamo delle origini ed e la colonna portante della conoscenza.Come succede spesso, all’indagine storica si oppone una limitazione di ordine pratico, perché essa non comprende soltanto i risultati finali, ma anche tutto cio che i primi allevatori hanno studiato ed appreso e, nientemeno, include cio che e stato creato e distrutto.Ci e possibile sapere del passato degli allevatori, sia che si tratti della famosissima Frau Stockmann sia che ci si riferisca ai nostri moderni “vecchi” solo se ci hanno tramandato dei documenti scritti e noi boxeresti, devo dire, siamo abbondantemente fortunati!!Il primo cane seriamente significativo per la razza fu il “Bullenbeisser”, un molossoide che trasmise al boxer, viste le sue doti caratteriali di combattente con prede molto piu grosse di lui, la combattivita e la tempra.Ma il passo fu completo solo quando al Bullembeisser si affianco il Bulldog inglese. Durante quel periodo il Bulldog era una cane completamente diverso da quello di oggi, sicuramente piu alto e la testa era piu marcata .Per fortuna la letteratura boxeristica in lingua italiana non manca, a questo punto mi fa piacere lasciare la penna ad un grande Boxerista del passato, scomparso prematuramente: il Dott. Roberto De Sanctis.”Con il 1887 si entra nella storia della razza. A Monaco, una cagna tigrata di origine francese, Alt's Flora, fu accoppiata ad un boxer di origine sconosciuta. Dalla cucciolata ne usci un maschio bianco e fulvo, Lechner's che unito alla madre stessa diede Alt' s Flora 2° e Alt's Schechen. Quest'ultima fu coperta da un bulldog Tom, di proprieta del dr. Toenniessiens, e genero Blanka von Angertor. Alt's Flora 2° fu impiegata in stretta consanguineita con Lechner's Box che le era al tempo stesso padre e fratellastro; nacque cosi Maier's Lord, un tigrato che divenne uno stallone di rilievo. Da Blanka e da Picolo von Angertor, figlio di Maier's Lord, nacque Meta von der Passage destinata a divenire una grande fattrice. Con Flock St. Salvator, un maschio nato nel 1894, genero infatti Hugo von Pfalzgau e Schani von der Passage, nonché il tigrato Camp. Gigerl. Jnsieme a Flock St. Salvator vanno. menzionati, come stalloni di punta dell'epoca, Wotan e Bosko von Immergrunn. Questi tre maschi e le femmine Alt's Flora 2° e Meta von der Passage possono essere considerati gli esecutori della prima importante evoluzione della razza.Camp. Gigerl fu tra i primi boxer ad ottenere larghi consensi sui ring delle esposizioni e fu anche il capostipite dei tigrati. Possiamo dire inoltre che contribui a orientare i gusti del pubblico; risale al tempo di Gigerl la tendenza ad abbandonare i mantelli bianchi e pezzati.Camp. Gigerl genero la Siegerin Frigga von Vogelsberg sulla cui linea femminile si giunge alla creazione di boxer importanti da un punto di vista Storico e genetico.Venus von Vogelsberg (Sieger Hochenstein Nazi x Frigga) unita a Kurt von Pfalzgau diede Rolf von Vogelsberg (1908) . Da Dora von Vogelsberg (Rigo von Agertor x Frigga) e da Rolf von Vogelsberg nacque Camp.Rolf v. Walhall (1911). Oltre a Camp. Gigerl altri due figli di Meta v. d. Passage lurono i protagonisti di questi primi anni della storia del boxer: Hugo von Pfalzu e Schan v. d. Passage. Quest'ultimo fu il padre di Camp. Rigo von Angertor, un ottimo fulvo che insieme al genitore puo essere considerato l'iniziatore della lotta tra fulvi e tigrati. I figli piu importanti di Hugo von Pfalzgau furono Kurt e Remus von Pfalzgau. Kurt era un fulvo assai ben costruito, di taglia vantaggiosa, ma come Rigo e in genere tutti i fulvi del tempo rivelava manchevolezze nella testa. Trasmise la Sua potenza ai figli tra i quali giganteggio il tigrato Rolf von Vogelsberg. Remus, tramontato il fratellastro Kurt, la fece da dominatore su tutti i ring finché fu battuto da un figlio di Kurt, Sieger Curt von Cumberland. Si tramanda che al ritorno a casa dopo la sconfitta, il padrone di Remus lo uccise. Sconcertante esempio di furore, ingenuita e buonafede antica; oggigiorno ci si aspetta che la pistolettata arrivi addosso al Giudice...Remus lascio un ottimo maschio fulvo, Milo v.Eigelstein (1911). Milo fu il competitore diretto del tigrato Rolf von Vogelsberg e questo scontro coincise con la creazione di due classi separate per i fulvi e per i tigrati in seguito all'appassionante antagonismo tra i sostenitori dell'una e dell'altra varieta. Milo dal tronco corretto e dalla testa gia piu tipica di quella del padre fu un riproduttore mediocre e non ebbe quindi effetti diretti sulla razza. Rolf prevalse e senza dubbio segno la svolta decisiva nella selezione della razza.I suoi discendenti ereditarono le sue buone qualita anche il difetto principale, a dire il vero, e cioe il “dorso di carpa ” ma soprattutto ereditarono la preziosa capacita di ritrasmettere a loro volta qualita ancora migliori.Con Rolf von Vogelsberg il boxer s'avvia ad acquistare sempre piu l'aspetto che perfezionatosi e raffinatosi l'ha portato ad essere, nell'arco di cinquant'anni, un autentico fuoriclasse della specie canina.Alle soglie della prima guerra mondiale Rolf rappresenta un ponte aldila del quale vengono lasciati i difetti sostanziali delle prime generazioni quali la taglia ridotta, l'eccessiva lunghezza dei tronchi, la decisa divergenza degli assi cranio-facciali, i musi stretti e appuntiti, i menti invisibili. Dobbiamo parlare di predestinazione? Forse si, se si pensa che Rolf apparteneva a persone che non s'interessavano allo sport canino e fu notato per la strada da un boxerista che convinse gli Stockmann ad acquistarlo.I suoi discendenti piu rappresentativi furono Sieger Siegfried von Hirschpark e Schelm von Angertor (esportati in Svizzera), Sieger Dampf von Dom (esportato in U.S.A. e primo boxer Campione americano),Wotan von Dom (esportato in Svezia) e Rolf von Walhall.Rolf v Walhall aveva molte qualita di suo padre pur non raggiungendolo per quanto riguardava il collo e il posteriore. Rolf von Walhall trasmise la sua potenza al fulvo Egon v. Gumbertusbrunnen e al tigrato Moritz v. Goldrain (1918).Ancora una volta fu il tigrato a prevalere sul piano genetico. Mentre Egon fu, senza dubbio, un cane di punta nelle esposizioni, tramando ai suoi discendenti la triste ereditarieta di criptorchidismo. Moritz produsse figli come Sieger Rez v. Wickingen, Sieger Lullu v. Reingau, Sieger Alex v. Magdalenenquellen, Siegerin Meta v. Birkenain e il famoso Caesar v. Deutenkoffen (1921) che assunse grande importanza per le linee di sangue a cui diede ongine. Un suo figlio Check von Hunnestein (1927), Un ottimo soggetto, fu esportato in America ove fu impiegato in allevamento con successo. Caesar fu anche padre di due famosi maschi: Hansl v. Biederstein e Hermes v. Biederstein. Quest'ultimo, morfologicamente bellissimo, fu un notevole stallone che tramite la figlia Siegerin Gretel von Hohenneuffen diede inizio alla dinastia von Uracher Wasserfall.Tra i figli di Caesar troviamo ancora il Sieger Buko v.Biederstein, Granthi Struthio e Dudei von Pfarrhaus.Nel 1929 dalla femmina Belinde Hasse e da Iwein v. Dom (1925) (Sieger Buko x Zwibel v. Dom) nacque Sigurd v.Dom che fu un grande stallone e un grande vincitore. Hermes von Biederstein fu il nonno del Sieger Hermes von der Uhlandshohe che agli inizi della seconda guerra mondiale fu il fondatore di una delle due correnti di sangue dominanti in Germania (l'altra era la continuazione del sangue di Lustig) e ne crò una terza tramite l'unione di una sua figlia Betti von Schlusselberg con Lustig.Da Sigurd von Dom e da Dudel von Pfarrhaus naquero Zimmt, Zeila, Zorn e Xerxes von Dom. Xerxes prima di essere esportato in Svizzera copri una figlia di Check von Hunnenstein, Saxonia's Andi, e nacque il maschio tigrato Dorian von Marienhof che diede vita ad un allevamento di grande importanza non solo ma fu uno dei pilastri della razza in U.S.A. Zorn dette ottima prova come stallone e accoppiato alla sorellastra Esta von der Wurnz diede Utz e l'immortale Lustig v. Dom.L'unione di Lustig con Betti v. Schlusselberg produsse veramente dei grandi Boxer tra cui Aiax e Arno von Holderburg. Arno fu a sua volta il padre di un formidabile boxer: Il reichsieger Karlo v.d. Wolfsschlucht.Ajax generò il Sieger tigrato Droll v. Taubenhausf. La fusione di correnti tramite Lustig-Betti indovinatissima e ricca di messi: ne derivarono difatti boxer di notevoli dimensioni, poderosi ed eleganti con testa ed andatura ottime.Poi il diluvio di fuoco del secondo Conflitto Mondiale si abbatté su uomini e boxer.La ripresa non fu certo facile per i tedeschi che dovettero cominciare da capo basandosi sui pochi riproduttori superstiti.”Alcune considerazioni per capire il boxerIl lettore attento ed obiettivo si sarà certo reso conto che dal mio precedente scritto esulava qualunque intenzione di polemica personale. A maggior dimostrazione di ciò, sta il fatto che riprendo l'argomento sul tipo e sulle attitudini del Boxer, lasciando deliberatamente perdere accuse, lamentele, insinuazioni ecc. ecc.Si aggiunga che recentemente a Bologna ha avuto luogo un convegno dei Giudici specialisti del Boxer, ove ci si è intrattenuti sostanzialmente sulle attuali necessità dell'allevamento del Boxer in Italia: in altre parole si è messo lo spolverino sull'articolo di De Sanctis, confermando poi le mie aspirazioni a che lo stesso articolo non cadesse nel vuoto, e gli fosse data la maggior importanza. Il lettore verrà del resto informato ufficialmente di quella seduta, che è stata estremamente interessante perché magnificamente guidata dal nuovo Presidente e per lo stile, il calore, la competenza di cui è stato dato saggio da tutti i partecipanti. Da moltissimi anni non si assisteva a un dibattito fra Boxeristi, così ricco e a un tale livello. Indice che oramai tutti erano fondamentalmente d'accordo sia sulle tesi di De Sanctis, sia sulla necessità di imboccare altre strade.E' stata proprio in quella sede che è maturata in me l'idea di riprendere l'argomento sulle attitudini e sul tipo del Boxer, con un discorso ragionato che spiegasse e facesse capire al lettore più inesperto perché il Boxer deve comportarsi in un certo modo e perché è fatto secondo un certo modello e quindi perché non è permesso ad alcuno di sognare dei Boxer con una morfologia diversa da quella che, a ragion veduta, lo Standard pretende. Le fonti a cui sono risalito per questo mio scritto sono: la solita Stockmann e Jvor Ward Devies, ingegnere inglese, autore di un interessante studio sul Boxer come macchina, visto da un punto di vista ingegneristico, che è quanto di meglio io abbia letto in questi ultimi tempi.Nella sua autobiografia, la Stockmann ricorda un episodio, che, a nostro parere, è estremamente emblematico ed istruttivo per capire le attitudini del Boxer. Philipp Stockmann ha da poco acquistato il suo primo cucciolo Boxer: Pluto, e lo porta sempre con sé sul suo posto di lavoro, che è un grande caseggiato popolare alla periferia di Monaco, nel cui vasto cortile sostano e giocano i cani dei numerosi inquilini. Fra gli altri, un alano che è il terrore di tutti i cani della borgata.Un giorno l'alano sta rosicchiando al sole un grosso osso, mentre gli altri cani se ne stanno seduti in cerchio a debita distanza a godersi la scena. Ma non Pluto, il quale con la sua andatura ballonzolante e la sua aria un po' incosciente e un po' spavalda, attraversa il cortile e si avvicina impavido all'alano, per dividere con lui il banchetto. L'alano interrompe la sua azione e afferra per la pelle del dorso l'inatteso scocciatore, sollevandolo nell'aria prima di punirlo severamente. Ma il cucciolo Boxer, con una rapida mossa, si gira dentro il suo manicotto di pelliccia e afferra con la fortissima morsa delle sue mascelle la regione sottorbitale del gigante, il quale sorpreso e annientato dal dolore, molla la presa e cerca di liberarsi del suo aggressore, sbattendo la testa da tutte le parti e agitandosi furiosamente per togliersi di dosso quella piccola mignatta che non molla. Non molla fino a quando ha la netta sensazione che il bestione è sconfitto e disposto ad accettare la resa senza condizione. Solo allora molla la presa e con aria trionfante e superba va a prendere possesso dell'osso che gli spetta come trofeo di vittoria, mentre l'alano umiliato batte in ritirata con la coda fra le gambe.Abbiamo detto che l'episodio è emblematico: e di fatto riflette e riprende tutto quello che l'uomo in secoli di convivenza e di collaborazione ha instillato nel cervello del suo ausiliare attraverso sanguinose battaglie di caccia con i tori o con i cinghiali delle foreste avite.La natura aveva inizialmente progettato un solo tipo di cane, ma l'uomo successivamente lo aveva mutato, plasmandolo e formandolo secondo le sue varie e molteplici esigenze o necessità. Per la grande caccia si era venuto creando un tipo di cane che doveva essere dotato di una presa di grande potenza e di una notevole forza e mobilità per poter essere quell'efficace e formidabile cacciatore e assalitore di tori e di grande selvaggina (alci, cervi, cinghiali ecc.), di cui l'uomo aveva bisogno. Questo cane doveva attaccare il selvatico, afferrarlo per il naso e non mollarlo più fino alla sua totale sconfitta. Pluto si era comportato in questo modo, senza paura, attaccando l'alano. Piano piano, dagli antenati del medio evo a tutt'oggi, il Boxer si è venuto così via via evolvendo attraverso una modificazione delle regioni del suo corpo, che gli consentono di adempiere alle sue funzioni con sempre maggior rendimento e facilità.Se noi ci soffermiamo a chiederci il perché di questa evoluzione e i traguardi di essa, ci renderemo conto di come deve essere il Boxer e respingeremo facilmente le tentazioni di pericolose deviazioni. Pluto ci ha insegnato (se già la storia non lo avesse fatto da secoli) che la prima funzione del Boxer è quella di attaccare una preda, di afferrarla e di non mollarla più. Lo strumento principale per raggiungere lo scopo è la testa; i denti ne sono gli attrezzi basilari, le mascelle la parte essenziale. Immaginiamo dunque che il nostro Boxer afferri il naso del toro restando completamente staccato dal terreno e sospeso nel vuoto, sostenuto dalla semplice presa delle mascelle. Praticamente abbiamo in azione una tenaglia, la cui efficacia è moltiplicata da una leggera curvatura della mandibola. Ecco perché un buon mento nel Boxer è indispensabile. «Non m'importa che un Boxer sia molto o poco prognato, diceva il gran padre Widmann, ma mi interessa che abbia mento». Non è un fattore estetico, o lo è in misura minore, ma prima di tutto è un fattore funzionale: cioè di tipo perché di funzione.La giusta distribuzione dei pesi, che deve garantire la massima efficacia, è poi condizionata dalla massima larghezza delle mascelle. L'azione di un tal meccanismo non richiede necessariamente l'impiego di una grande forza e quindi non sarà necessario al Boxer un eccessivo sviluppo dei muscoli delle guance. Dalla ferita della presa sgorgherà poi facilmente una grande quantità di sangue che potrà creare dei problemi sia alla respirazione che alla vista del nostro cane: e allora i pionieri della razza hanno voluto un tartufo molto largo e rivolto all'insù e uno stop ben pronunciato con delle rughe che convogliassero il sangue dalla radice del naso, in giù, verso le labbra onde evitare gli inconvenienti di cui si è fatto cenno più sopra. Ma la caccia ai grandi selvatici aveva messo bene in evidenza che il nostro ausiliare doveva essere dotato ancora di altre caratteristiche fondamentali. Si era visto cioè che i cani che non fossero, oltre che forti e costruiti nel modo giusto, anche intelligenti, finivano per avere la peggio negli scontri con l'avversario. Sappiamo tutti che intelligenza ed efficienza del cervello sono due elementi strettamente collegati fra di loro: anche se il cervello è un miracolo di miniaturizzazione, tuttavia richiede pure un certo spazio. Pertanto il Boxer intelligente dovrà avere un cranio sufficientemente sviluppato, mentre un cranio esile non serve. Per conseguenza il muso dovrà essere largo, sia per avere delle mascelle ben distanziate fra di loro, sia per bilanciare il cranio. Da quello che abbiamo detto, scaturisce l'immagine reale e tipica della testa del Boxer. Una testa che non abbia caratteristiche simili a quelle che abbiamo detto, non potrà adempiere alla sua funzione e quindi non interpreterà correttamente il tipo.Braccio di supporto. Dopo la testa bisognerà prendere in considerazione un sistema articolato che la colleghi al mezzo mobile e le assicuri in ogni momento la posizione meccanicamente migliore. Questo sistema è il collo, che deve essere lungo e flessibile, ma forte e muscolato: kg. 30-35 di Boxer che sbattono sù e giù, sono di per sé un grosso problema. Un cane dal collo di giraffa non resisterebbe più di dieci minuti. La posizione del collo aiuta la sua flessibilità: esso si inserirà profondamente fra le spalle e avrà un importante punto di forza nella prominenza occipitale.Il Centro energetico. Cuore e polmoni rappresentano la centrale energetica del Boxer. Essa richiede naturalmente uno spazio sufficientemente ampio, con una buona elasticità delle costole e una corretta profondità del torace. Un cane troppo alto sugli arti anteriori può mancare di proporzione quando abbia un torace poco profondo. In tali casi l'elasticità delle costole è insufficiente, mentre una cassa toracica troppo piccola e poco sviluppata non può mettere il motore in condizione di resistere a lungo. Il risultato finale può anche essere piacevole, secondo un giudizio superficiale, ma il torace che si ottiene sarà quello di un terrier e non quello di un. Boxer.Il veicolo. La centrale energetica di una macchina, in generale, è collocata molto vicino al punto più importante dello chàssis. Noi possiamo paragonare la colonna vertebrale del Boxer al telaio di una macchina: con la sola differenza che esso è costituito da una sola putrella per avere il massimo possibile di elasticità. La forte muscolatura connessa e inserita nella colonna vertebrale e una solida articolazione con la groppa assicurano solidità e flessibilità. Quando questa regione è debole si ha una andatura traballante, assai spesso collegata con scarsa spinta del posteriore. Spesso non si presta soverchia attenzione all'importanza del complesso dorso-lombi-groppa nell'andatura del Boxer, mentre invece questo è uno dei punti focali del giudizio. Spiace talvolta osservare, come è accaduto anche di recente da parte dei giudici autorevolissimi, come si diventi preda inconscia di una bellissima testa e si dimentichi di dare il giusto valore (negativo, naturalmente) a una andatura che rivela gravi insufficienze scheletriche e funzionali.Finora della macchina Boxer abbiamo preso in considerazione il Computer (cervello), la testa come attrezzo per svolgere un certo lavoro, il collo come braccio di leva, la centrale energetica rappresentata dal torace e dagli organi in esso contenuti, la colonna vertebrale, come parte principale del telaio. Bisogna aggiungere un mezzo di locomozione. Il Boxer è una macchina a motore posteriore, come del resto tutti gli altri quadrupedi. La potenza sviluppata è trasformata in spinta dalle zampe posteriori con un movimento alternato non rotatorio. Per sfruttare al massimo la potenza occorre che i piedi posteriori nel momento della spinta rimangano il più a lungo possibile a contatto con il terreno. E' un lavoro di leve come lo conferma ogni libro di anatomia. Una angolatura carente limita il movimento e costringe il cane a piccoli movimenti del posteriore con una spinta insufficiente.Poiché un movimento di questo tipo, visto di dietro, può sembrare ancora buono, è necessario, in sede di giudizio, fare molta attenzione al modo con cui il cane si muove.Quando il posteriore, invece, è eccessivamente angolato, esso sarà necessariamente debole a causa del gioco non corretto delle leve, dello scarso sviluppo dei muscoli della coscia, del debole attacco del garretto. In questi casi, osservando il cane in movimento, dal di dietro non sarà possibile vedere i polpastrelli dei piedi posteriori; la forza di impulso sarà annullata o molto ridotta. Anteriore e posteriore devono essere ugualmente bene angolati. Un cane diritto di spalle e con i posteriori corretti non potrà mai bilanciare la lunghezza del passo, essendo sfalsato il tempo in cui i piedi anteriori e quelli posteriori vengono appoggiati sul terreno. In questo caso le zampe anteriori marciano a vuoto, poiché devono restare più a lungo sollevate nell'aria descrivendo una curva molto alta verso l'avanti, fino a determinare con ciò una andatura interrotta che per i profani è molto bella, ma che di fatto si traduce in perdita di energia. L'andatura tipica del Boxer è così leggera e redditizia da sembrare poco appariscente in confronto con l'andatura dispendiosa di un cane che consuma tutta la sua energia solo a spostarsi da una parte all'altra del Ring.Le sospensioni. Come ogni macchina anche il Boxer ha bisogno di sospensioni per ammorbidire gli urti sul terreno. Se le angolature sono corrette, l'ammortizzazione è sufficiente e la macchina è ben protetta contro qualsiasi danno derivante dall'appoggio sul terreno. Quando si progetta un veicolo, uno degli obiettivi è quello di ridurre al massimo il peso non sopportato dagli ammortizzatori. Se l'ammortizzazione della spalla è carente, si possono verificare altre soluzioni: 1) andare a cercare l'ammortizzazione in una altra parte dell'arto, richiedendo ad esempio una maggior inclinazione del pastorale e, eventualmente, dei piedi più chiusi con dei polpastrelli più spessi, oppure, 2) evitare una ossatura dell'anteriore eccessivamente pesante. Qualsiasi difetto di costruzione, in questo punto, può creare dei problemi, come lussazione dei pastorali o perdita di solidità dello scheletro. Un'altra cosa importante è la qualità dell'osso: essendo questa la materia con cui è costruito il telaio della macchina, essa non deve essere di comune ferro, ma di solidissimo acciaio. L'ossatura dovrà essere tanto sviluppata da evitare una impressione di debolezza, ma non bisogna dimenticare che talvolta la natura cerca di rimediare a una qualità scadente dell'osso, con un aumento di volume dello stesso e aggiungendo ancora peso superfluo. Ma ciò finisce per ridurre la resistenza.Aspetto generale. Oltre a quelli che abbiamo visto fino a questo momento, che sono difetti che interessano la funzione e che toccano più da vicino il tipo (e che io classificherei come difetti primari) abbiamo anche dei difetti che l'autore inglese, con felice espressione, chiama cosmetici. Essi possono essere: gli occhi chiari, le orecchie malportate, la scarsa pigmentazione, la giogaia, i colori ai due limiti del mantello, ecc. ecc. Essi non compromettono l'efficienza della macchina, ma tendono a rovinare l'aspetto generale. E' pertanto opportuno non lasciarsi guidare da impressioni superficiali e mettere invece in luce altri aspetti più semplici, ma più corretti, ai quali non sempre si riconosce la dovuta importanza. Ci sono poi delle tendenze nello stile. Molto spesso si guarda compiaciuti all'altezza e questo concetto si può accettare fino a quando non si alterino né l'armonia né l'equilibrio. D'altra parte vi sono delle regole ben chiare e lo Standard al riguardo è eloquente. Si deve tuttavia far notare che da un punto di vista ingegneristico è più corretto un maschio al limite inferiore della statura, che non uno ai limiti superiori.Ispezione finale. Ovunque occorre un controllo della qualità. Nel nostro campo, esso è esercitato dai giudici, che sono i responsabili della razza. Il giudice deve conoscere le caratteristiche di base e lo scopo per cui il Boxer è stato progettato. D'accordo che non verrà condotto in Ring un toro per giudicare un Bulldog, ma è anche vero che non si distrugge un aereo per sperimentare ogni missile telecomandato che viene costruito. Tutto questo perché sappiamo che se un meccanismo risponde alle caratteristiche richieste, soddisferà ai bisogni per i quali è stato costruito.Lo scopo di questo articolo a noi sembra evidente: cercare di capire il Boxer nella sua essenza: nelle prestazioni che gli sono richieste e, perché, esse siano le migliori possibili, conseguentemente nella sua conformazione. Si è voluto portare il lettore, in altre parole, attraverso un ragionamento freddo e matematico a giudicare il Boxer al di fuori e lontano da concetti meramente e discutibilmente estetici, con sacrificio della funzione e quindi del tipo.info@boxerdelducatodiparma.comwww.boxerdelducatodiparma.com
Dogo Argentino Lunedì 27 Aprile 2009 Le origini del Dogo ArgentinoOrigine: Repubblica Argentina.Data di pubblicazione dello standard di origine in vigore:29/01/1999.Utilizzo: cane da caccia grossa.Classificazione F.C.I.Gruppo 2:Cani di tipo Pinschere Schnauzer Molossoidi, cani da montagna eBovari Svizzeri.Sezioni 2.1Molossoidi, tipo Dogo.Questa razza ha le sua origini nella provincia di Cordoba, che è situata al centro della regione mediterranea della Repubblica Argentina.Fu creata dal Dr. Antonio Nores Martinez, un medico appartenente ad un’antica famiglia indigena. Il Dr. Antonio, esperto conoscitore delle leggi genetiche, decise di migliorare geneticamente il Perro de Pelea Cordobes, una razzalocale ottenuta incrociando fra loro dei Mastini, dei Bulldog e dei Bull terriers rinomata e apprezzata dagli appassionati di combattimenti tra cani.Altro non potè che divenire subito un ottimo ausiliario da caccia grossa. Il perro era un feroce combattente ma dal carattere instabile egeneticamente mal definito, da qui il bisogno di “stabilizzare” la razza. Successivamente nel corso delle selezioni l’obbiettivo del dottoredivenne quello di creare una nuova razza da caccia grossa, vista la spiccata attitudine che dimostravano i soggetti selezionati. Si accingevaquindi a dar vita ad una nuova razza, all’altezza, secondo i suoi progetti, di affrontare il puma, i pecari e tutta la grossa selvaggina chepopolava la “pampa” argentina. Per ottenere ciò occorreva selezionare un cane con un ottimo fiuto per scovare la selvaggina, una muscolaturaimponente per sopportare gli estenuanti inseguimenti che si concludono con lunghi combattimenti, una stazza non troppo esuberante per lamacchia più insidiosa con una certa agilità, una presa salda e potente per bloccare e dilaniare la preda e soprattutto un eroico coraggioche lo facesse combattere fino alla morte se necessario. All’inizio incrociò diversi cani di razza pura con il perro. Alla fine le candidateper la creazione di questa nuova razza furono: il Pointer per il suo fiuto, il Gran Danese per ottenere una taglia adeguata, l’Irish Wolfhoundper sostenere gli inseguimenti, il Bull Terrier per la sua tenacia nell’incalzare la lotta con il selvatico, il Cane dei Pirenei per fissareancor più lo standard della taglia e per dare una certa rusticità al cane e infine il Dogue de Bordeaux ed il Mastiff contribuirono arafforzare morso e muscolatura. La forza, la tenacia, l’olfatto molto sviluppato e sopratutto il coraggio lo resero il re indiscusso della caccia ai pecari,al puma e ad altri predatori che infestano le vaste e diverse regioni del territorio argentino. L’equilibrio armonioso e l’imponentemuscolatura lo rendono adatto a sopportare lunghe galoppate in qualsiasi condizione atmosferica e ad incalzare duri combattimenti conla preda che ha scovato. Il 21 Maggio 1964 il Dogo argentino è stato riconosciuto dalla Società di Cinologia Argentina e dalla SocietàRurale Argentina. Il 31 Luglio 1973, grazie alla determinazione del Dr. Augustin Nores Martinez, fratello del creatore della razza,il Dogo argentino è stato accettato dalla Federazione Cinologica Internazionale (FCI) come prima e unica razza argentina. In Italiaovviamente il Dogo raramente viene impiegato per la caccia ma è piuttosto utilizzato come cane da guardia e difesa visto il grandeaffetto che è capace di provare per il padrone e la sua famiglia.Lo Standard del Dogo ArgentinoASPETTO GENERALEMolossoide di tipo normale, mesomorfo, dagli arti lunghi; pur non essendo un gigante, la sua buona taglia resta media nelle proporzioni desiderate.Il suo aspetto è armonioso; è robusto grazie alla possente muscolatura che traspare attraverso la pelle solida ed elastica strettamente aderenteal corpo grazie a dei tessuti sottocutanei non troppo lassi. L'andatura è calma ma sicura; è intelligente e le reazioni rapide ed agili sottolineanoil carattere gioioso di fondo. E' fedele ed affettuoso; il colore bianco è notevole; le attitudini fisiche ne fanno un vero atleta.PROPORZIONI IMPORTANTIEssendo un animale di dimensioni medie, nessuno dei tratti si allontana dal quadro generale che è armonioso e ben equilibrato. La testa è ugualmentedi proporzioni medie e la lunghezza del muso è identica a quella del cranio. L'altezza al garrese corrisponde a quella della groppa. L'altezza deltorace raggiunge il 50% dell'altezza al garrese. La lunghezza scapolo-ischiatica supera del 10% l'altezza al garrese. CARATTERE E COMPORTAMENTOGioioso, franco, amabile, non diffidente, abbaia poco perché ben cosciente della sua forza. Non deve mai essere aggressivo, tratto del carattere chedeve essere attentamente tenuto sotto controllo. La naturale predisposizione a dominare, in particolar modo marcata nei maschi, lo coinvolgecontinuamente in lotte territoriali con cani dello stesso sesso. Nella caccia è furbo e silenzioso, coraggioso e molto agguerrito.TESTADi proporzioni medie, la testa da un impressione di forza e potenza, senza angoli bruschi né fini cesellature. La linea superiore è leggermenteconcava-convessa: per il rilievo dei muscoli masticatori e della nuca, il profilo della regione cranica è convesso e il muso è leggermente concavo.La forte muscolatura da una forma arcuata all'attaccatura della testa al collo.REGIONE CRANICACranio: massiccio, convesso nel senso anteriore-posteriore e trasversale. Le arcate degli zigomi sono molto sporgenti e formano una larga fossatemporale che permette uno sviluppo marcato del muscolo temporale. La protuberanza occipitale svanisce di fronte al grande sviluppo dei muscolidella nuca. Il solco centrale è leggermente marcato.Stop: mediamente marcato, trovandosi nel luogo di transizione tra la leggera concavità del muso e la convessità del cranio. Visto di profilo essoè ben definito grazie alla prominenza delle arcate sopracciliari.REGIONE FACCIALEDella stessa lunghezza del cranio.Tartufo: nero con le narici ben aperte. Esso è leggermente proteso in avanti visto la leggera concavità del muso. Vista di profilo, la delimitazioneanteriore del tartufo è dritta e perpendicolare rispetto al bordo anteriore del mascellare; esso può tuttavia essere posizionato più avanti di quest'ultimo. Muso: potente, un po' più lungo che alto, ben sviluppato in larghezza. Le facce laterali sono leggermente convergenti. Il muso è leggermente concavo,una caratteristica quasi esclusiva del Dogo argentino.Labbra: moderatamente spesse, corte e ben applicate. I bordi delle labbra sono di preferenza pigmentati di nero.Mascelle/denti: mascelle forti e ben tese, senza prognatismo superiore o inferiore. Le branche mandibolari convergono leggermente e regolarmente.La forza della presa delle mascelle è massima. I denti sono grandi, ben sviluppati, allineati in modo regolare, saldamente impiantati e di unbianco immacolato senza carie. Si ricerca una dentatura completa. La regolarità delle arcate dentarie è d'importanza fondamentale. Chiusura atenaglia, chiusura a forbice ammessa.Guance: larghe, leggermente appiattite, esenti da pieghe, da rigonfiamenti e da cesellature; ricoperte da una pelle spessa.Occhi: da colore bruno scuro a nocciola, protetti dalle palpebre i cui bordi sono preferibilmente pigmentati di nero, senza che una depigmentazioneparziale venga considerata un difetto penalizzabile. Essi sono ben separati. A mandorla, sono posizionati ad altezza media. Nell'insieme laloro espressione è attenta e viva, ma può spesso divenire dura e implacabile, specialmente nei maschi.Orecchie: attaccate alte sulla testa, esse sono ben separate l'una dall'altra a causa della larghezza del cranio. Vista la funzione del canealle sue origini, esse dovrebbero essere tagliate e portate dritte, di forma triangolare e di una lunghezza che non superi il 50% dellalunghezza del bordo anteriore del padiglione dell'orecchio naturale. Se non sono tagliate, sono di lunghezza media, larghe, spesse,piatte e arrotondate all'estremità. Il pelo è un po' più corto che sul resto del corpo. Possono presentare piccole macchie che non sonopenalizzabili. L'orecchio naturale è portato cadente e ben applicato contro la parte posteriore delle guance. All'erta possono essere portate semierette.COLLODi lunghezza media, forte e dritto, ha una buona muscolatura e presenta di profilo una linea superiore leggermente convessa. Ha la formadi un cono tronco. All'attaccatura con la testa, la muscolatura forma una piegatura che nasconde tutte le sporgenze ossee di questaregione; si unisce armoniosamente con il torace formando una larga uscita d'incollatura. È coperto da una pelle elastica e spessa che puòscivolare liberamente sui tessuti sottocutanei che sono un po' più lassi che nel resto del corpo. Alla gola presenta delle pieghe non pendentie lisce; questa caratteristica è fondamentale in vista delle attitudini funzionali del cane. Il pelo di questa regione è un po' più lungo rispetto al resto del corpo. CORPOLa lunghezza del corpo, misurata dalla punta della spalla alla punta della natica, supera di circa il 10% l'altezza al garrese.Linea superiore: orizzontale. Il garrese e la punta dell'anca sono alla stessa altezza; essi sono i due punti più rilevati.Garrese: ampio e ben rilevato.Dorso: largo e vigoroso, con un importante sviluppo muscolare che crea una leggera inclinazione in direzione della regione lombare.Regione lombare: aolida e dissimulata dallo sviluppo della muscolatura lombare che forma un solco mediano lungo la colonna vertebrale.Essa è un po' più corta del dorso e risale leggermente verso la groppa. Lo sviluppo muscolare nell'insieme delle regioni che formanola linea superiore disegna un profilo che appare talvolta avvallato, ma è una falsa impressione, e lo sviluppo completo dellamuscolatura dorsale e vertebrale nei cani adulti crea lo stesso effetto.Groppa: di lunghezza media, larga e muscolosa, le estremità dell'anca e della tuberosità dell'ischio sono appena visibili.La sua larghezza è uguale o un po' al di sotto di quella della gabbia toracica. Essa forma in rapporto all'orizzontale un angolodi circa 30°, il che determina un superiore leggermente inclinato fino all'attaccatura della coda.Petto: largo e ben disceso; la punta dello sterno si trova alla stessa altezza della punta della spalla (articolazione scapolo-omerale)e la linea inferiore del torace è a livello dei gomiti. Il petto è spazioso per offrire largo spazio ai polmoni. Le costole sonolunghe moderatamente curvate e si congiungono con lo sterno al livello della linea del gomito.Ventre: un pò rialzato in rapporto alla linea inferiore del torace, ma mai levrettato; vigoroso; i muscoli dei fianchi e del ventrepresentano lo stesso buon tono.Coda: attaccata ad altezza media, essa forma un angolo di 45° con la linea superiore. A forma di sciabola, spessa e lunga, raggiungei garretti senza superarli. A riposo essa è naturalmente cadente. In azione, è portata un po' più alta della linea superioree batte continuamente da sinistra a destra. Al trotto, è portata alla stessa altezza o un po' più alta.ARTIArti anteriori: nell'insieme presentano un tutto muscoloso ed osseo saldo e vigoroso ben proporzionato alla taglia del soggetto.Visti di fronte e di profilo, gli anteriori sono dritti e paralleli.Spalle: alte e ben proporzionate. Esse sono molto robuste, con una buona muscolatura in rilievo, ma senza esagerazione. L'obliquitàdella scapola rispetto all'orizzontale è di 45°.Braccio: di lunghezza media e ben proporzionato all'insieme. È vigoroso, dotato di una importante muscolatura e forma un angolo di 45° rispetto all'orizzontale.Gomiti: robusti, ricoperti da una pelle un po' più spessa ed elastica che non forma né pieghe né rughe. Posizionati naturalmentecontro la parete toracica alla quale sembrano appartenere.Avanbraccio: della stessa lunghezza del braccio e perpendicolare rispetto all'orizzontale; le sue ossa sono robuste e dritte e la muscolatura è ben sviluppataCarpo: largo, situato nel prolungamento dell'avanbraccio esente da escrescenze ossee o da pieghe cutanee.Metacarpo: leggermente appiattito, è dotato di una buona ossatura e presenta una obliquità di 70-75° rispetto all'orizzontale.Piedi anteriori: arrotondati, con dita corte, solide e ben strette. I cuscinetti duri e carnosi sono ricoperti da una pelle nera e rugosa al tatto. ARTI POSTERIORILe angolazioni sono medie. Nel loro insieme, i posteriori sono forti, solidi e paralleli; danno l'impressione della grande potenza che laloro funzione esige, poiché gli arti posteriori devono assicurare un impulso sufficiente e determinare il portamento tipico del cane.Coscia: di lunghezza ben proporzionata all'insieme, vigorosa, con muscoli visibili pienamente sviluppati. L'articolazione dell'anca forma un angolo di 100°.Ginocchio: situato sullo stesso asse dell'arto. L'angolo femoro-tibiale è di circa 110°.Gamba: leggermente più corta della coscia, robusta, prolunga il buon sviluppo muscolare dell'arto.Articolazione del garretto e garretto: l'insieme tarso-metatarso è corto, robusto e solido; assicura la forza di propulsione del treno posteriore.L'articolazione del garretto è solida e forma un angolo di circa 140°; la punta del garretto è ben visibile. Il garretto è saldo, quasi cilindricoe forma un angolo di 90° rispetto all'orizzontale. Se esistono gli speroni, devono essere eliminati.Piedi posteriori: simili ai piedi anteriori; benché siano un pò più piccoli e leggermente più lunghi, ne hanno la stessa conformazione.ANDATURAAgile e sciolta. Non appena l'interesse del cane viene risvegliato, l'andatura cambia notevolmente carattere; si rialza e le reazioni diventanorapide, il che è tipico della razza. Il passo è calmo; il trotto è allungato con una buona estensione degli anteriori e una spinta possente deiposteriori; al galoppo, il cane mostra tutta la sua energia e sviluppa tutta la sua potenza. Le impronte dei quattro piedi sono parallele. I caniche camminano all'ambio non sono ammessi; questa andatura è considerata un difetto grave.PELLEOmogenea, un po' spessa, ma liscia ed elastica. Bene applicata al corpo, è abbastanza mobile grazie alla struttura semi-tesa dei tessutisottocutanei; non forma pieghe notevoli, salvo nella regione del collo dove i tessuti sottocutanei sono piu lenti. Deve essere meno pigmentatapossibile, anche se con gli anni la pigmentazione aumenta. Una pelle esageratamente pigmentata non è ammessa. Si preferiscono i soggetti neiquali i bordi delle mucose labiali e palpebrali sono pigmentati di nero. MANTELLOPelo: uniformemente corto, liscio, e piacevole al tatto, di una lunghezza approssimativa da 1,5 a 2 cm. La densità e lo spessore varianosecondo il clima. In un clima tropicale, il pelo, più sottile e rarefatto, lascia trasparire le regioni pigmentate, il che non è un motivodi penalizzazione. In un clima freddo, il pelo è più spesso e fitto; la presenza di sottopelo è allora possibile.Colore: di un bianco puro. Attorno agli occhi si accetta una macchia nera o di colore scura; questa macchia non deve superare il 10% dellasuperficie della testa. Tra i soggetti di pari qualità, il giudice dovrà optare per quello il cui bianco è più puro.TAGLIA E PESOAltezza al garrese: per i maschi da 62 a 68 cm, per le femmine da 60 a 65 cm.DIFETTIOgni scarto in rapporto a ciò che precede deve essere considerato un difetto e verrà penalizzato in funzione della sua gravità.Sviluppo osseo e muscolare insufficiente (debolezza).Tartufo non sufficientemente pigmentato.Labbra pendule.Denti piccoli, mal sviluppati o cariati. Dentatura incompleta.Occhi troppo chiari. Entropion o ectropion.Torace a botte o carenato.Costole piatte.Angolatura esagerata dell'arto posteriore.Garretto troppo lungo.Andatura atipica.Pigmentazione esagerata della pelle nei soggetti giovani.Presenza di piccole zone di pelo colorato.Nervosismo, squilibrio nervoso.DIFETTI ELIMINATORITartufo depigmentato.Prognatismo superiore o inferiore.Occhi blu o di colore diverso (eterocromia).Sordità.Pelo lungo.Più di una macchia di colore sulla testa. Macchie di colore sul corpo.Altezza inferiore a 60 cm e superiore a 68 cm.Aggressività. N.B. I maschi devono avere i due testicoli di aspetto normale completamente discesi nello scroto.www.dogolion.itinfo@dogolion.it
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La riproduzione del cane Mercoledì 29 Aprile 2009 LA RIPRODUZIONE DEL CANELa riproduzione serve a procreare la razza del proprio cane o per i meticci per vivere l’esperienza di allevare una cucciolata della propria cagna. Prima di accedere alla riproduzione ci sono delle cose fondamentali da sapere.Il maschioA livello fisiologico può accoppiarsi tutto l’anno. E consigliabile far accoppiare i cani troppo giovani (al di sotto dei 8 mesi) per l’inesperienza e per l’immaturità morfologica degli stessi, e bene anche non fare accoppiare soggetti troppo vecchi per lo sforzo cardiaco e l’insufficienza vitale degli spermatozoi.Non bisogna pensare ai sentimenti degli umani in confronto di quelli degli animali: maschi sentono il bisogno di accoppiarsi solo se sentono una femmina in calore.Non e indispensabile far accoppiare il proprio cane, tanto per farlo divertire una volta. Un soggetto casalingo fatto accoppiare poche volte può trasformarsi in un cane focoso ed attaccabrighe con gli altri cani.. La femminaPuò accoppiarsi solo in due periodi: il calore nel corso dell’anno.Può essere fecondata solo in giorni precisi durante l’estro durante il calore e in genere dal decimo al quattordicesimo giorno dall’inizio del calore.Le femmine hanno il primo calore intorno i sei e sette mesi di vita e anche nono mese di vita. Il primo calore può passare inosservato si chiama calore silente. La durata del calore può dipendere dalle razze a dei stessi cani. Nel corso della stessa vitra la femmina può saltuariamente presentare a livello e frequenza e durata del calore.Ecco un elenco dei fattori che possono usufruire sul anticipo o il posticipo del calore:-cambiamento brusco dell’abitazione e clima differente;-marcato salto di stagione e di temperatura;-nuova convivenza con un'altra femmina dominante:-età avanzata;-somministrazione di farmaci ad azione ormonale;-operazione chirurgica e periodo convalenscenziale postoperatorio;La femmina non presenta menopausa, così come viene intesa per la donna.Ciclo ormonale della femminaProestroSegue l’anestro e precede l’estro.Durata: da sei a undici giorni, di norma nove.Manifestazione esterna: lieve scolo vaginale ed gocce ematiche e sieroematiche alla fine del prostro; inturgidimento della vulvaIndizi comportamentali: attrazione e eccitazione dei maschi che incontra; rifiuto dell’accoppiamentoEstroSegue il prostro e precede il disastroDurate: da cinque a nove giorniManifestazione esterna: assenza di scolo ematico; inturgidimento della vulvaIndizi comportamentali: attrazione e eccitazione dei maschi che incontra; disponibilità all’unione, con deviazione laterale della coda e irrigidimento degli arti posteriori.DiestroSegue l’estro e precede l’anestro .Durata: cinquantasette-cinquantotto giorni nella femmina gravida, sessanta ottanta giorni nella femmina non gravidaManifestazione esterna: ritorno della vulva a dimensioni normaliIndizi comportamentali: progressivo calo di interesse da parte dei maschi che incontra, rifiuto della femmina dall’approccio dai maschi che sono ancora intattiAnestro Segue il disastro e precede il prostro.In caso di gravidanza, inizia con il partoManifestazione esterna: nessunaLa monta Il luogo scelto per la monta deve essere quello in cui vive il maschio,per evitare distrazioni e per favorire sulla femmina la massima concentrazione. Non e consigliabile a lasciare a se stessi i due cani,solo nella fase della conoscenza reciproca e del corteggiamento. Il terreno deve essere adatto,per lo più piano,con un fondo non scivoloso,tranquillo,ben delimitato cosi da poter tener d’occhio i partner in ogni momento. L’ambiente delimitato, inoltre, consente di non stancare lo stallone nei vari tentativi di avvinghiare la femmina. La femmina deve essere presentata al maschio durante il periodo dell’estro. E perciò consigliabile a ricorere al veterinario curante , che può su richiesta, effettuare uno striscio vaginale con esame colpocitologico e responso immediato, soprattutto se la monta e programmata a notevoli distanze.Non sempre il corteggiamento fa seguito all’accoppiamento.. la mancata riuscita dell’accoppiamento possono dipendere dalla femmina (eccessiva aggressività, maggiore altezza rispetto il partner, vulva posizionata troppo centralmente, vulva non turgida, estro passato o ritardato) o del maschio ( inesperienza, vecchiaia, età troppo precoce, presenza inibente di persone non famigliari, poche ore intercorse dalla monta precedente, fimosi e parafimosi, criptorchidismo). Ad un mancato accoppiamento si può ovviare con una fecondazione artificiale con seme prelevato e fresco, manualità che sarebbe sempre far effettuare da un veterinario.Il partoI sintomi che precedono il parto sono:-irrequietezza da parte del gestante;-rifiuto ad alimentarsi;-calo della temperatura rettale che scende a 37°C interni;_ tentavi del gestante di scavare, nel suo giardino, una o più buche poco profonde, ma ampie, in posti riparati,discosti dal passaggio abituale.In seguito occorre provvedere a:-predisporre una apposita cassa parto;-abituare la cagna ad usare la cassa parto come giaciglio;-lavare la mammelle e la regione perineale.Nel giorno in cui si verificano tutte la caratteristiche che precedano il parto e tenuto conto del calendario( la data dovrebbe aggirarsi al 60-64 giorno dalla monta) la fattrice non deve essere lasciata sola e deve rimanere tranquilla nella stanza predisposta per l’evento natale. In particolare per primipare, il parto dei primi cuccioli può indurre agitazione, con il rischio di perdere i cuccioli stessi perché non seguiti dalla madre. E utile preavvertire il veterinario di fiducia per la reperibilità che l’urgenza immediata impone nel caso di parto distocico. Il parto senza difficoltà (parto eutocico) avviene nella fuoriuscita di un cucciolo solo, avvolto da un sacco sottile quasi trasparente (sacco amniotico) pieno di liquido; li sacco amniotico deve essere rotto immediatamente da chi assoste. Lo stesso sacco può anche rompersi durante le contrazioni.Il sacco amniotico e collegato internamente dal cucciolo dl cordone ombelicale, che deve essere tagliato con forbici sterili o almeno disinfettate(fatte bollire in acqua per 15 minuti e poi immerse in liquido disinfettante. Il sacchetto separato va dato in pasto alla fattrice, mentre si procede alla asciugatura del cucciolo.Il cucciolo deve essere asciugato a testa in giù e aiutato a espellere il liquido amniotico eventualmente ingerito.L’asciugatura va eseguita in minor tempo possibile e senza allontanarsi dalla madre, per non innervosirla.L’estremità libera del cordone ombelicale deve essere acciaccata per alcuni istanti con una pinza emostatica e disinfettata immergendola in una soluzione iodata.La fase successiva prevede la deposizione del cucciolo vicino al muso della madre, che provvederà a continuare il massaggio con ripetute leccature. Per i cuccioli poco vitali o non vitali si dovranno proseguire i massaggi fino al ripristino della vitalità.La temperatura ambientale consigliabile per la sala parto deve raggiungere i 24-30°C. In periodo invernale può essere utile applicare a 80-90 cm di distanza dai cuccioli una lampada a raggi infrarossi da 100W.La stessa lampada va usata anche nei periodi estivi tutte le volte che la cagna si allontana dalla cassa parto, per sostituire il calore materno.Seguire la madre nei giorni immediatamente successivi al parto è allo stesso tempo utile è necessario.Indispensabile e anche l’intervento del veterinario al termine del parto, allo scopo di accertarsi che nessun altro cucciolo sia ancora nell’utero, di verificare le condizioni igeniche e di somministrare farmaci adatti per il post-partum .Nei giorni successivi si rende necessaria una costante assistenza alla cagna, allo scopo di evitare incidenti (schiacciamento dei cuccioli, tetania da carenza di calcio, rialzo febbrile, mastite) Tratto da:"Cani di razza" di Valeria Rossi"Il cane, manuale d'istruzioni" di David Brunner e Sam StallScheda inviata da Ammiratrice
Cucciolo in arrivo o appena arrivato! Martedì 30 Novembre 1999 Come preparare la casa per l'arrivo del cucciolo Dovete tener conto del fatto che i cuccioli sono curiosi perciò andranno ad annusare, gustare rosicchiare tutto quello che sembra interessante e specialmente le cose off limits. Quindi attenzione a: spazzatura, detersivi, cosmetici, cavi elettrici, profumi per ambiente, giornali, carta igienica, giochi per bambini, insomma qualsiasi cosa può essere rosicchiata ed ingerita. Almeno per il primo periodo e meglio non lasciare tutta la casa a disposizione del nostro cucciolo ma fargli esplorare a poco a poco tutto l'ambiente. Per questo i cancelli che bloccano il passaggio sono ottimi. cosi il peloso non si senta abbandonato dietro una porta chiusa ma non può neanche combinare guai o peggio mettersi in pericolo. Finquando non riesce a percepire il messaggio molto chiaro che la casa e le cose sono vostre e che solo i suoi giocattoli, ciotole, tappetino o brandina sono suoi non lo potete lasciare da solo in stanza che possono essere pericolose. Se il cucciolo stara fuori in giardino Le regole sulle cose tossiche valgono anche qui in più attenzione alle piante! Per il giardino un altro elemento importantissimo e verificare se e a prova di fuga. controllare il recinto, verificare se il cagnetto può scavare e passare sotto, se passano cavi elettrici o ci sono oggetti appuntiti. Oggetti necessari per il cucciolo Ciotole - per acqua e cibo Collare - fisso largo 1,5 - 2 cm piu leggero possibile Guinzaglio - fisso lungo 1,5 mt (la nuova normativa, io lo preferisco un po più lungo ma insomma... ) sempre leggero Brandina o tappetino - o cesta se preferite ma almeno a detta del mio vet e meglio che il peloso dorma su qualcosa di piano per la colonna vertebrale. Cuccia - se stara all'esterno. ci sono di tutti i tipi e materiali ed e importante sceglierla con cura tenendo conto anche del clima etc. Spazzola - dipende dal pelo del cane, per i miei che sono a pelo medio-corto quella con tanti dentini in acciaio va benissimo. Invece per un peloso a pelo lungo e lanoso tipo collie serve anche un pettine a denti un po radi per sciogliere i nodi. Cibo - importante! prendete una confezione piccola del cibo secco con cui e abituato o comunque chiedete cosa mangia e munitevi di conseguenza ed un altra confezione del cibo che volete dargli da mangiare. Almeno i primi giorni dategli da mangiare quello a cui e già abituato cosi non aggiungete anche lo stress di cambiare cibo a quello di cambiare ambiente. Poi pian piano e gradualmente introducete nella sua dieta la pappa scelta da voi che sia secco o preparata in casa. Pannoloni per cani - se volete usarli. Io non gli ho mai usati. Preferisco insegnare ai pelosi già da subito a sporcare fuori. Piccola farmacia - delle garze, acqua ossigenata, disinfettante, cerotti un po grandi e delle forbici con la punta arrotondata. Prodotti indispensabili per la pulizia - aceto di vino bianco (ottimo per togliere odori), shampoo delicato da usare solo nelle vere emergenze - e meglio non lavare i cuccioli finquando non cambiano il primo pelo verso i 6 mesi. e preferibile pulirli con una pezza con un po d'acqua ed aceto (20/1), candeggina per disinfettare tappetino, brandina, ciotole - va sciacquata molto bene. Giocattoli - servono giocatoli resistenti ed omologati e meglio prenderne solo alcuni un po più costosi che pero non mettono in pericolo il pelosetto. Ottimi sono quelli di tipo kong che si possono riempire di cibo. Come accogliere il cucciolo E importante lasciare il cucciolo con la mamma almeno fino a 60 giorni. Cio eviterà tantissimi problemi comportamentali in futuro, problemi come aggressività, paura, fobie, controllo della forza nel gioco, e forse la cosa più importante rispetto delle gerarchie. Tutto questo lo impara dalla madre e fratellini da quando compie un mese e mezzo in poi. Appena arriva a casa e bene lasciarlo un po esplorare senza forzare il contatto sarà lui a decidere quando un ambiente e sicuro. dopo un giretto d'ispezione gli dovete far vedere le sue cose. Prima di tutto ciotole ed il suo posto. Per i giocattoli c'e tempo. Dovete aspettare almeno un paio di giorni perché il cucciolo prenda confidenza. I primi giorni sarà un angioletto dopo si scattenera! La prima cosa importante da fare insieme al pelosetto anche prima di portarlo a casa o subito dopo e la prima visita dal veterinario. Quando lo prendete non dimenticate di chiedere quali vaccini ha fatto e di chiedere tutta la documentazione medica del cucciolo. Dopo i primi due giorni in cui il cucciolo si ambienta dovete cominciare a lasciarlo un po da solo in modo che non sviluppi l'ansia da separazione. E va anche subito educato a fare i bisogni fuori. Gia dal inizio e bene insegnare al cucciolo quali sono le stanze o zone dove non avrà accesso: tipo stanze da notte, bagno se voi decidete cosi etc. Lo stesso e importantissimo farlo dormire da solo e non sul nostro letto o troppo vicino. Se e e troppo agitato provate a stancarlo per bene prima di farlo dormire e di metterli nella sua cuccia una maglietta (con il vs odore sopra).
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British Shorthair Lunedì 27 Aprile 2009 Storia del British Shorthair Parlando di British Shorthair non si può fare a meno di tornare indietro nella storia fino ai tempi degli antichi romani, ai quali si deve, in gran parte la nascita di questa razza che è una delle più antiche. I Romani adottarono questo felino probabilmente verso la fine della repubblica, importandolo, si pensa, dall’Egitto, dove il culto per questo animale era radicato da secoli. Il nome "felis" è già usato ai tempi di Plinio il Vecchio (I sec.d.C.), che nella sua "Storia Naturale" ne descrive i caratteri fisici. Il nome "catus" ricorre spesso nelle opere di Cicerone. Per lungo tempo però il gatto domestico fu per i Romani solamente un oggetto di lusso e di curiosità, degno di ammirazione per la sua eleganza e forse anche per la sua indipendenza, ma non per la sua utilità. Il gatto non era considerato a Roma un animale domestico comune: soprattutto i patrizi infatti lo tenevano in casa più che altro per capriccio. Si verificò così che il gatto domestico europeo, lasciato a Roma nella più completa libertà, poté incrociarsi col gatto selvatico, dando origine a molti soggetti misti.Scriveva l'imperatore romano Cesare Augusto "La mia gatta dal pelo lungo e dagli occhi gialli, intima amica della mia vecchiaia…" I gatti divennero un simbolo di libertà e furono usati come emblemi sugli scudi e sui vessilli delle legioni romane. Così quasi 2.000 anni fa il gatto romano fu portato in Gran Bretagna da Giulio Cesare e dalle sue legioni che invasero l’isola nel 55 a. C. . Fino all’arrivo dei Romani in Gran Bretagna c'erano solo gatti selvatici che venivano cacciati per la loro pelle. Per fortuna questa impresa non era molto facile: i gatti non solo non si lasciavano catturare passivamente, ma attaccavano i contadini in modo improvviso e selvaggio, e a volte, se questi non desistevano dalla caccia, li inseguivano rabbiosamente fino alla porta di casa. Nel Kent, a Lullingstone, nel corso degli scavi di una villa romana, costruita circa nel 400, furono trovati i resti di quello che è considerato il più antico gatto domestico. Evidentemente era stato ucciso da una trave caduta durante l'incendio dell'edificio. E' probabile che i Romani avessero portato con sé i loro gatti per proteggere i granai dai topi e che li tenessero anche in casa.Durante più di 400 anni di dominazione romana nell’isola, i felini domestici latini si unirono alla razza autoctona, simile all’europeo, per creare una razza particolarmente forte e robusta. Alla fine del dominio romano l’isola visse un periodo di relativo “isolamento commerciale” che contribuì a rafforzare i caratteri propri del gatto britannico. I British conquistarono lentamente tutta la Gran Bretagna, accrescendo il loro prestigio, e ben presto ottennero favori e privilegi, come era già accaduto presso i popoli dell'oriente. Il gatto divenne un animale di grande valore, soprattutto perchè non era molto diffuso, e fu rigorosamente protetto da parecchie leggi. Nel 936 il legislatore Howel Dha (il Buono) emanò il "Codice di leggi del Galles" che stabiliva il valore di un gatto domestico e le ammende cui andavano incontro coloro che gli procuravano danno. Stabiliva inoltre i prezzi per i compratori: il prezzo di un gattino ancora cieco era di un penny, saliva a due penny dopo che la bestiola aveva catturato un topo, e , quando l'animale dava ulteriore prova della propria utilità, i penny diventavano quattro. Qualora il gatto avesse rivelato qualche difetto, il compratore aveva diritto alla restituzione di un terzo del prezzo di acquisto.Il gatto britannico si diffuse nel corso dei secoli in tutta l’isola, ma divenne veramente popolare solo dopo la partecipazione alla prima esposizione felina nel 1871. Organizzatore della prima esposizione felina fu Harrison Weir padre della felinofilia moderna e primo vero promotore ed estimatore della razza. Nel 1889 scrisse il primo resoconto dettagliato sulle razze feline, dando al British un posto di supremazia nel suo libro. Egli amava a tal punto il “gatto di strada “ britannico che di proprio pugno elevò questo felino domestico ad essere una razza riconosciuta e registrata, ne stilò lo standard specifico e lo denominò “BRITISH SHORTHAIR” per sottolinearne la provenienza. “Il comune gatto da giardino”, scriveva Weir, “è sopravvissuto ad ogni genere di difficoltà e persecuzione. Il fatto che esista ancora è un tributo alla sua forza di carattere e alla sua resistenza”. La devozione di Weir per questi gatti fu supportata da uno dei primi giudici di British Shorthair: il signor Jung. Molti appassionati gattofili, incoraggiati dall’entusiasmo di Weir e Jung intrapresero l’allevamento e la selezione di questa razza. Fino all’inizio del 1900 il British Shorthair era la razza più popolare che si poteva trovare alle esposizioni che si tenevano al Crystal Palace di Londra. Tuttavia con l’approdo di Persiani e siamesi sulle coste inglesi, che catturarono l’amore e l’attenzione degli allevatori britannici, per una trentina di anni l’interesse per la razza andò scemando fino a che verso il 1930 alcuni allevatori, in particolare la signorina Kit Wilson non ripresero seriamente ad occuparsi del British. Per rinvigorire la razza, venne ibridato con il persiano nell'intento di ritrovare l'ossatura e la struttura originaria. Ciò rese il mantello più spesso e più folto mentre la testa e tutto il corpo acquisirono delle rotondità che lo hanno differenziato molto dal gatto europeo, da sempre considerato il suo cugino di primo grado. La popolarità del felino britannico tornò alla ribalta. Standard E’ un gatto dal corpo massiccio e vigoroso con zampe forti e grosse con piedi rotondi. La testa è grande, rotondeggiante con orecchie abbastanza piccole. Il naso diritto, leggermente avvallato, è un po’ più corto di quello dell’europeo. Gli occhi grandi, rotondi e ben distanziati sono di un bell’arancio brillante in tutte le varietà meno in quelle portatrici del gene I (argentate) che devono avere gli occhi verdi. La coda, non lunga, è grossa con punta arrotondata. Il mantello ricco di sotto pelo, è corto, fitto e sostenuto; sono riconosciuti tutti i colori. Tranquillo, flemmatico, socievole ma riservato. Pur a suo agio nell’ambiente domestico, favorito dalla robusta struttura e dal folto mantello, ama l’aria aperta incurante della bassa temperatura. Ottimo cacciatore di topi. E’ una delle razze dove il dimorfismo sessuale è più accentuato: il maschio può pesare anche il doppio della femmina. I British, come gli europei, non hanno particolari problemi nella riproduzione e sono particolarmente prolifici.Il British ha un carattere dolce, affettuoso e coccolone, si affeziona ai membri della famiglia diventando l’orsacchiotto di casa.STANDARD FIFEAspetto generale taglia da media a grandeTesta forma rotonda e massiccia con cranio largoNaso corto, largo e diritto con leggera depressione ma non con uno stop simile a quello degli EXO. Mento forte.Orecchie piccole, ben distanziate e leggermente arrotondate in puntaOcchi grandi, rotondi, distanziati e ben aperti. Colore degli occhi cuoio o arancio scuro, blu, impari, verdi o blu-verdi la preferenza è data agli occhi verdiCollo la testa poggia su un collo corto, molto forte e ben sviluppatoCorpo struttura muscolosa e raccolta, petto largo, spalle e dorso forti e solidiZampe corte e massicce con piedi rotondi e saldiCoda corta e folta con l’estremità leggermente arrotondataMantello corto e folto, diritto, tessitura con buon sotto pelo. Ogni pelo deve essere di coloreuniforme dalla punta alla radice eccetto le varietà tabby e silver www.britishblu.cominfo@britishblu.com
Angora Turco Lunedì 27 Aprile 2009 STORIA DELLA RAZZA L’angora turco è una razza naturale di gatti: la parola " angora" deriva del vecchio nome della capitale della Turchia, " Angora", ribattezzata Ankara nel 1930.Questo gatto è conosciuto in Oriente da più di 1000 anni.Venne scoperto intorno al 1620 da un grande viaggiatore italiano: Pietro del Valle, il quale riportò per primo dalla Turchia alcuni gatti.Contrariamente a quanto si potrebbe credere, questo gatto, però, non proviene dalla Turchia: infatti sembra sia originario della Siria e dell'Iran.Questo gatto raro, dotato di un'eleganza naturale, diventò un ricercato regalo nell'aristocrazia del 18° secolo.Per essere alla moda, si doveva avere almeno uno di questi gatti, così ne possedettero moltissimi Luigi XV e soprattutto Maria Antonietta.Così, grandi autori parlano di lui: Linné, per distinguerlo dal gatto domestico e dal certosino gli dà il nome di “cattus angorensis” e Buffon, celebre naturalista, descrive nella sua Storia naturale: "il gatto di angora tutto bianco ed a lunghi peli".La sua bellezza attirò l’interesse di numerosi pittori, Giacomo Bachelier l'immortalò su una delle sue tele intitolata: " un gatto d’angora che spia un uccello" .Appare su parecchie tele del 19° secolo, come: il “laboratorio di pittura” di Courbet (1855), opera che rappresenta un angora turco collocato ai piedi dell'artista e del suo modello.La qualità del mantello di questo gatto dal pelame bellissimo, quasi di seta e di grande lucentezza, fu la causa prima della propria decadenza, infatti degli inglesi utilizzarono appropriati incroci con angora turchi per creare una nuova razza: il persiano.Questo ultimo ebbe un tale successo che spodestò l’angora turco dalla vita dei salotti, ma l’abbandono della razza fu tale che l’angora venne perfino escluso delle esposizioni feline per molti anni.All'inizio del 20° secolo la razza pura fu vicina alla completa estinzione. Per salvaguardare quella che veniva considerato una ricchezza nazionale, le autorità turche intrapresero, dopo la Seconda Guerra mondiale, un programma di selezione e di riproduzione dell’angora turco. L'esportazione di questi gatti fu penalmente vietata.Per la cultura turca l’angora è “solo” bianco e, quindi, solo esemplari bianchi furono oggetto di questa protezione allo zoo di Ankara.E’, tra il 1959 ed il 1962 che degli americani, la Sig.ra Weed e la coppia Virginia e Thomas Torio, ottennero l'autorizzazione di acquistare degli angora turchi allo zoo di Ankara.Dagli USA, dove la razza si era nuovamente radicata, l’angora è nuovamente tornato in Europa.Da alcuni anni, degli allevatori appassionati hanno impegnato una difficile battaglia affinché l’angora turco venga tenuto nella giusta considerazione e, soprattutto, venga conservato come è, senza nessuna ibridazione né alcun “miscuglio”.Hanno selezionato anche i gatti di colore per poterli incrociare con i gatti bianchi, evitando così il problema della sordità che appare quando si accoppiano i gatti bianchi tra di loro.Su queste solide basi, negli anni 70, finalmente, questa razza ha conosciuto un grande rilancio.Concretizzando ciò, il CFA registrò i primi esemplari nel 1970, e riconobbe la razza nel 1973, ciò che il FIFE fece nel 1988.Tuttavia questa bellissima razza felina resta relativamente rara e poco conosciuta ai giorni nostri... STANDARD DEL GATTO D’ANGORA TURCO È un gatto di taglia media, magro ed elegante, molto muscoloso su un'ossatura fine.La testa è molto armoniosa, non troppo grande e triangolare, affilandosi leggermente verso il mento, il profilo leggermente concavo, senza stop, con muso senza pinch .Il cranio è abbastanza piatto, avendo poste in alto delle orecchie larghe, lunghe, diritte, appuntite ed accompagnate talvolta da un ciuffo “alla lince”.Gli occhi sono a mandorla disposti più in alto verso la base delle orecchie . Quelli dei primi angora turchi riportati della Turchia, erano blu o impari, e cioè con uno occhio blu ed uno arancione. Ora tutti i colori sono accettati.Il muso è appena arrotondato, pur essendo abbastanza lungo e soprattutto senza pinch.Il naso è di lunghezza media, abbastanza diritto e senza break, con un mento leggermente arrotondato in senso verticale. Il collo, abbastanza lungo e magro, è grazioso, ben proporzionato con il corpo. Sebbene con un'ossatura leggera, appare più grosso grazie alla sua spessa pelliccia, ed il suo peso varia da 2,5 a 5 kg circa.Le zampe sono in armonia col suo corpo. Sono lunghe e fini con piccoli piedi ovali o rotondi, che presentano dei ciuffi di peli tra le dita. Le zampe di dietro sono leggermente più lunghe.La coda ubbidisce alle stesse regole di proporzione: è lunga,”piumosa”,sottile, larga alla base e si conclude a punta.E’ atteggiata frequentemente “a pennacchio” per fornire ancor di più all’angora turco un tocco di grazia nel suo portamento.Il manto con peli medio lunghi senza sotto pelo. La struttura del suo pelame è dolce, fine e serica.Inoltre, la sua pelliccia è più lunga e spessa a livello del collo, a partire dall'età di un anno, delle cosce e sotto il ventre, dove è un po’ ondulata. Tutti i colori sono riconosciuti salvo i colourpoint, lilac, cinnamon, chocolate, fawn o alti colori che sono segno di ibridazione.Resta il fatto che gli angora turchi bianchi con gli occhi blu restano i più apprezzati.Avendo poco sotto-pelo il pelame non si “ingarbuglia”: una spazzolatura settimanale basta alla sua scioltezza, ma per i gatti da concorso un bagno si impone prima di un'esposizione.L’accoppiamento con altre razza è tassativamente vietato. IL CARATTERE L’angora turco è un gatto vivo,intelligente ed osservatore.E’ molto affettuoso e molto attaccato ai suoi padroni; tanto che più di una volta diventa quasi “appiccicoso”.Niente gli scappa, è ovunque voi siate, seguendo tutti i vostri fatti ed i vostri gesti: con la svelta zampetta vi rubacchia …la matita o ciò che avete in mano!Per di più, può indifferentemente comportarsi in maniera tranquillissima o al contrario superattiva, invitandovi a partecipare ai suoi “giochi” con piccoli miagolii: infatti è anche abbastanza chiacchierone.……!E’ un cacciatore nato ed un sportivo che non esiterà a saltare, dopo averla individuata, in una qualsiasi apertura della vostra abitazione; è per questo che bisogna evitare di lasciare le finestre degli appartamenti aperti in sua presenza, ricordate che è molto agile.Ama l'acqua, a patto di essere abituato da giovane; può ambientarsi tanto bene in una casa di campagna che in un appartamento: basta che sia in compagnia del suo padrone, per potergli ….. ronzare intorno!Quando è stanco desidera accovacciarsi sulle vostre ginocchia, arrabbiandosi se vi permettete di depositarlo….. per fare altro!È intelligente ed apprende molto rapidamente, per esempio, …..ad aprire le porte.Infine, è molto socievole sia con gli altri gatti che con i cani, ai quali, però, sia stato abituato da giovane.Il suo mantenimento è abbastanza facile e richieda solamente una spazzolatura settimanale, salvo in periodo di muta, quando l'ideale è una spazzolatura quotidiana.www.dellefavole.com
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Cocorito o ondulato Mercoledì 19 Agosto 2009 Il pappagallino ondulato o cocorita (MELOPSITTACUS UNDULATUS) può raggiungere una grandezza media di 18 cm e una vita media di 10 anni se in buone condizioni di mantenimento.Sono ottimi pappagallini da compagnia e possono essere sistemati i gabbie o in voliere di comunità.Sono pappagallini socievoli simpatici, non amano stare soli e in natura vivono i grandi gruppi.Con un po’ di esercizio possono imparare alcune parole o imitare dei suoni.LA GABBIA/VOLIERA:le misuri minime per una coppia sono 90cm(lunghezza), 45cm(profondità), 45cm(altezza).All’interno della gabbia o della voliera è importante che ci sia:un numero adeguato di mangiatoie rispetto al numero degli ospitiun numero adeguato di beverini rispetto al numero degli ospitiposatoi posti in modo da favorire l’esercizio fisicoeventuali giochi per pappagalli per farlo divertire.è importante che la gabbia abbia le rete sul fondo in modo da dividere il pappagallino dalle sue feci, il loro contatto sarebbe poco igienico e poco salutare. ALIMENTAZIONE:La loro dieta è formata da varie semenze per pappagallini (senza girasole), i semini andranno controllati tutti i giorni perché i cocoriti hanno il vizio di buttare Le bucce dei semi dentro la mangiatoia insieme agli altri semi, quindi una mangiatoia apparentemente piena potrebbe avere solo bucce e quindi andrebbe svuotata per mettere nuovi semi.Oltre ai semi è importante fornire quotidianamente frutta e verdura ma senza esagerare (mela, pera, insalata, banana, cetrioli, carote, radicchio …..)Attenzione a non dare avocado perché risulterebbe tossico.Inoltre va aggiunto il pastoncino (specialmente durante la riproduzione) e osso di seppia. RIPRODUZIONE:è possibile riconoscere il sesso del proprio cocorito guardando il colore della cera sopra il naso (narici), in età giovanile è rosata sia nei maschi che nelle femmine, poi la colorazione muta e diventa celeste per i maschi e rosa tendente al marrone per le femmine.In età avanzata, quindi negli esemplari anziani la cera è marrone sia nei maschi che nelle femmine.Se la gabbia o la voliera si trova in un posto riscaldato è possibile riprodurre i cocoriti con facilità in qualsiasi mese dell’anno mentre se si trovano all’aperto sarebbe meglio evitare mesi troppo freddi o troppo caldi facendo attenzione a non superare in entrambi i casi tre covate annue in modo da non stressare e indebolire troppo la coppia.Al momento della riproduzione è essenziale inserire un nido di legno con foro d’entrata circolare di dimensioni 15cm(larghezza),15cm(profondità) e 18cm (altezza), non importa inserire materiale per imbottire il nido visto che ci penseranno loro rosicchiando con il becco il foro e mettendo i trucioli sul fondo.In media la femmina depone 4-5 uova che coverà per 18-19 giorni.Al momento della schiusa i piccoli pappagallini sono rosa, senza piume e con gli occhi chiusi, vengono imbeccati dai genitori con il “latte di gozzo”, sostanza che viene dal gozzo, molto nutritiva per loro.Lo svezzamento viene completato a 6 settimane dalla nascita anche se già a quattro settimane inizieranno ad uscire dal nido.La maturità sessuale è a 12 mesi di vita, eventuali riproduzioni precedenti sarebbero sterili e inutili.
Vuoi diventare mio amico? (addestramento volatile) Venerdì 05 Giugno 2009 Quando vostro volatile arriverà nella vostra abitazione sarà impaurito e spaesato , quindi è consigliabile mettere la gabbia in un luogo tranquillo dove possa abituarsi al nuovo ambiente cercando di non disturbarlo. Questo periodo varia da esemplare a esemplare comunque in media è di 1-2 settimane. successivamente potrete spostare la gabbia in un luogo frequentato da voi così che possa abituarsi alla presenza umana e al suono della vostra voce. Inoltre dovrete passare molto tempo con il vostro volatile davanti a lui a una distanza in cui non abbia paura , parlando e attirando la sua attenzione. Dopo un po’ proverete ad avvicinarvi gradualmente (un pochino ogni giorno) fino ad arrivare davanti alla sua gabbia/voliera. Quando sarà tranquillo procuratevi un ramoscello abbastanza lungo(40-50 cm) di una pianta non tossica per volatili come salice o ulivo, togliete le foglie e infilzateci un frutto a lui gradito, fate passare il frutto attraverso le sbarre e aspettate che lo mangi (in questo modo il volatile non ha paura perché siete distanti da lui). Quando mangerà senza problemi , quindi superando la sua paura accorciate di un po' il ramoscello e continuate a fornire cibo, gradualmente diminuite la sua lunghezza fino a farlo diventare sempre più corto fino alla misura di 2-3 cm. quando mangerà a questa misura potrete provare a togliere il ramoscello e prendere il frutto con le mani facendole entrare molto lentamente ma con un movimento sicuro, avvicinatevi sempre di più al volatile, fermatevi quando vedete che cerca di allontanarsi e riprendete quando si sarà tranquillizzato fino ad arrivare a 2-3 cm da lui. Dopo un po' proverà ad avvicinarsi e assaggerà il frutto, quando avrà capito che è buono e che voi non volete fargli del male accetterà cibo dalle vostre mani. Accetterà cibo grande come pezzi di frutta e verdura ma per i semi c'è ancora un po' di tempo da aspettare(si vedono troppo le mani e potrebbero spaventarlo). Continuate questa fase mettendo sempre più in evidenza le mani cosicché possano vedere che non sono pericolose. quando avranno meno paura delle vostre mani prendete un semino avvicinatevi con lo stesso movimento del frutto e aspettate , senza muovere la mano , senza scoraggiarsi e senza guardarlo(se si sente troppo osservato è probabile che non prenda il seme),dopo alcuni tentativi un giorno prenderà il vostro semino facendogli capire che le vostre mani non sono cattive ma sono solo lo strumento per dimostrargli il vostro affetto. Quando mangerà tutto tranquillamente e senza paura potete provare a farlo salire sulla mano: bagnate il centro della vostra mano e mettetela in un sacchetto con dei semini, nella parte bagnata i semini rimarranno attaccati . inserite la mano nella gabbia , sempre molto lentamente e aspettate. Dopo un po’ il vostro volatile inizierà a mangiare i semini e quando arriverà alla parte più lontana sarà costretto a salire sulla mano per poterci arrivare perché troppo distante da lui. Quando avrà imparato, mettete la mano senza semini, lui salirà per cercarli e voi lo premierete con del cibo dato con l’altra mano. Quando avrà imparato ogni volta che metterete la mano dentro la gabbia vorrà salire per ricevere il premio , ma non va sempre accontentato, dovrete essere voi a decidere quando farlo salire.
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Ampullarie Martedì 08 Settembre 2009 AMPULLARIELe ampullarie (o ampullariidae) sono chiocciole d'acqua dolce comuni in molte zone tropicali di tutto il mondo e diverse specie hanno avuto una tale diffusione nel mondo dell'acquariofilia, da farle diventare comuni anche nei nostri acquari.Il loro aspetto appariscente e la loro taglia relativamente grande (5-15 cm, o 2-6 pollici, a seconda della specie) ha largamente contribuito al loro successo.Secondo l'odierna nomenclatura ufficiale, la famiglia delle ampullarie (ampullariidae) è suddivisa in più generi: Asolene, Felipponea, Marisa e Pomacea originarie del Nuovo Mondo (America centro-meridionale, arcipelago caraibico, e Stati Uniti meridionali), e Afropomus, Lanistes e Saulea che si trovano in Africa. Il genere Pila è invece originario sia dell'Africa che dell'Asia.La distinzione dei sessi nelle ampullarie è un altro punto in cui prevale la disinformazione. Contrariamente a quanto si pensa, non tutte le chiocciole sono ermafrodite, e le ampullarie sono solo uno dei molti esempi.Habitat e adattamentoLe ampullarie abitano diversi biotopi: da paludi, fossi e stagni a laghi e fiumi. La maggior parte delle specie, però, preferisce l'acqua ferma o a lento corso, e solo poche specie si sono adattate ai fiumi con correnti forti.La combinazione polmoni/branchie nelle ampullarie dimostra la loro capacità di adattamento agli ambienti acquatici poveri d'ossigeno. Questo è spesso il caso delle paludi e degli specchi d'acqua poco profondi. Se non avessero i polmoni dipenderebbero totalmente dalle loro branchie, il che limiterebbe la loro capacità di sopravvivenza.Un altro vantaggio della respirazione polmonare accostata all'essere munite di guscio e opercolo, è la capacità di sopravvivere ai periodi di siccità, molto comuni in questi biotopi durante le stagioni estive. In questi casi si seppelliscono nel substrato e cadono in un letargo estivo con il guscio saldamente sigillato dall'opercolo. In condizioni di umidità e temperatura favorevoli, le ampullarie possono essere attive tutto l'anno. Oltre a proteggerle dalla siccità, il guscio è un'efficace difesa contro i predatori. Molte specie, in particolare le Pomacea, originarie del Sud America, hanno un'altra notevole particolarità anatomica: un sifone respiratorio. Quest'organo, formato da una ruga della cavità del manto, nella parte sinistra del collo, è difficilmente visibile quand'è inutilizzato. Talvolta le ampullarie necessitano di cambiare l'aria nel polmone, i muscoli della ruga si contraggono facendola diventare una struttura tubolare (sifone), che permette alla chiocciola di respirare l'aria in superficie restando sott'acqua. Rimanendo sommersa, la chiocciola riesce a sfuggire agli attacchi degli uccelli predatori.Un'altra caratteristica sorprendente delle ampullarie, sono le uova deposte sopra il pelo dell'acqua. Giunta l'ora della deposizione, la femmina abbandona l'acqua per deporre le uova sugli steli emersi della vegetazione acquatica, su tronchi, rocce o altre superfici solide emerse. Questo comportamento singolare appartiene, per quanto ne sappiamo, solamente alla famiglia delle ampullarie. Tuttavia non tutte le ampullarie, depongono in superficie, infatti Asolene, Felipponea, Lanistes, Marisa e probabilmente anche Afropomus e Saulea depongono le uova sempre avvolte in una massa gelatinosa su superfici solide, ma immerse.AlloggiamentoLe ampullarie possono essere tenute facilmente in qualsiasi acquario, ma il grande appetito che molte specie hanno per le piante, fa sì che non tutti le considerino un'ottimo ospite. Ad ogni modo, come abbiamo detto prima, le Pomacea bridgesii sono un'eccezione, tanto che, se non adeguatamente nutrite, morirebbero di fame nonostante la vegetazione. Purtroppo, molti acquariofili, negozianti compresi, non sono a conoscenza di queste differenze e considerano tutte le ampullarie nocive per la vegetazione. (un ulteriore luogo comune).Le ampullarie possono vivere assieme a molte specie di pesci senza alcun problema, ma è bene evitare di introdurre pesci che si nutrono di molluschi (ovviamente). Inoltre, molti pesci tenteranno di mordere i loro tentacoli, ma questo non dovrebbe costituire un grosso problema, perché le chiocciole possono ritirarli velocemente dentro il guscio.In generale, per ogni chiocciola di media taglia, è consigliabile uno spazio di almeno 10 litri. Inoltre è opportuno che la vasca abbia un coperchio per evitare fughe notturne. Condizioni dell'acquaLe ampullarie non hanno particolari esigenze per quanto ricguarda la qualità dell'acqua: in condizioni ostili sopravvivono meglio di molti pesci. Prendete le stesse precauzioni che prendereste per rendere tollerabili i valori dell'acqua ai pesci (filtraggio, cambi periodici ecc...). Tuttavia, siccome le chiocciole hanno bisogno di calcio per il proprio guscio, necessitano di pH neutro o alcalino, ed è importante prestare particolare attenzione a questo fattore.CiboLe ampullarie sono molto facili da nutrire, mangiano quasi tutto quello che riescono a strappare in pezzi piccoli da mettere in bocca. Verdura (come cetrioli, spinaci, carote e lattuga), cibo per pesci, pesci morti, altre chiocciole e le loro uova, alghe, gamberetti... mangiano di tutto. TemperaturaEssendo le ampullarie animali tropicali, (eccetto alcune specie come le Felipponea e le Asolene, che sono chiocciole subtropicali), la temperatura dell'acqua dovrebbe restare tra i 18 e i 28°C.AllevamentoIl successo nell'allevamento delle ampullarie dipende da diversi fattori.Prima di tutto, sono necessari un maschio e una femmina; e con ciò sorge già il primo problema: Come si capisce se si hanno entrambi i sessi? Sfortunatamente non è semplice individuarne le differenze senza essere allenati. Per sicurezza, è meglio tenere più individui assieme, in modo da aumentare la probabilità che tra questi ci siano entrambi i sessi.Successivamente le chiocciole dovrebbero cominciare ad accoppiarsi e a deporre le uova. Temperature elevate e abbondanza di cibo dovrebbero incentivarle a farlo. E' da notare che tutto ciò può richiedere tempo e pazienza. Le diverse condizioni stagionali possono influire sulla loro attività riproduttiva.Una volta pronte le uova, la femmina abbandona l'acqua durante la notte, in cerca di un buon posto dove deporle. In acquario può avvenire sulle pareti o sul coperchio, mentre in un laghetto avviene su qualsiasi oggetto vicino all'acqua. E' piuttosto ovvio che le chiocciole necessitano di sufficiente spazio per deporre le uova sopra il pelo dell'acqua.Le uovaLe uova vengono deposte una per una e attaccate le une alle altre fino a formare un solido grappolo. Appena deposte sono soffici e hanno un colore lattiginoso, ma si induriscono in poche ore. La loro colorazione definitiva (bianco, verde, rosato o arancione chiaro, a seconda della specie) si stabilizza dopo un giorno o due.Le uova dovrebbero rimanere umide, ma non bagnate, e mai immerse, altrimenti i nascituri annegherebbero. In generale questo non dovrebbe essere un grosso problema in acquari muniti di coperchio.E' da notare che non tutte le specie di ampullarie depongono le uova fuori dall'acqua. La Corno d'Ariete (Marisa cornuarietis) per esempio, depone le uova in acqua agglomerate in grappoli gelatinosi.Chiocciole neonateDopo 2-4 settimane (a seconda della temperatura), le uova sono in procinto di schiudersi. Il grappolo diventa sempre più scuro e finalmente le nuove nate, mangiando il guscio dell'uovo, fuoriescono lasciandosi cadere in acqua.Poiché molti pesci mangiano queste chiocciole quando sono piccole, è buona norma trasferirle in una vasca separata. E' piuttosto difficile catturare chiocciole di queste dimensioni senza ferirle, è molto più semplice trasferire l'intero grappolo di uova prima che avvenga la schiusa: bagnate le uova e la suerficie a cui sono attaccate e aspettate qualche istante. Quindi provate a muovere leggermente l'intero grappolo finché si stacca e sistematelo da qualche parte su un oggetto galleggiante nel nuovo acquario. Un altro sistema è quello di aspettare che le chiocciole sguscino e prendere il grappolo in quel momento, in questo caso non è necessario che resti intatto e non serve metterlo su un oggetto galleggiante poiché le chiocciole sono già sgusciate, si può addirittura metterlo sott'acqua e scuoterlo per liberarlo dalle stesse chiocciole. Questo metodo, se accuratamente seguìto, salvaguarda la buona salute di un numero elevato di chiocciole.Durante i primi giorni che seguono la schiusa, le piccole ampullarie si nutrono di alghe tenere e avanzi di cibo. Tutto ciò è sempre disponibile in un acquario avviato, ma può non esserlo in uno nuovo, quindi preparate la vasca per le ampullarie almeno due settimane prima della schiusa, oppure nutritele con del cibo per pesci sminuzzato. Dopo una o due settimane le piccole chiocciole sono in grado di mangiare le stesse cose dei genitori. Scritto daInclude
PORTASPADA Martedì 30 Novembre 1999 PORTASPADAPoecilide originario del Messico e del Guatemala noto con il nome di portaspada per il raggio allungato della pinna inferiore tipico dei maschi di questa specie.Pesciolino molto accattivante per la sua docilità e par la facilità di allevamento, può essere ospitato in acquari di ridotte dimensioni (60/70 litri netti), purché con abbondante vegetazione anche fluttuante.Non sono molto esigenti per ciò che concerne la composizione dell’acqua (va benissimo la normale acqua di rubinetto trattata con biocondizionatore) purché abbia un ph non superiore a 7.5 ed una temperatura compresa tra 25 e 26°.Come tutti i poecilidi, sono ovovivipari e molto prolifici.E’ un pesce molto indicato per acquari di comunità in compagnia di altri poecilidi.E’ preferibile allevare più femmine in compagnia di ogni maschio.CaratteristicheDimensioni: 10cm Dimorfismo sessuale: I maschi hanno "spada" e gonopodio; le femmine sono piu grosse e con pinna anale normaleAlimentazione: Tutti i tipi di cibo; cibo di origine vegetaleTipo di riproduzione: Vivipara Riproduzione in acquario: Facile; è una specie prolificaAllevamentoAcqua: Medi valori di durezza Temperatura: 26° Compatibilità: Buona Scritto daInclude
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Geochelone (Centrochelys) sulcata Martedì 30 Novembre 1999 CLASSIFICAZIONEOrdine =TESTUDINESSottordine = CRYPTODIRASuperFamiglia = TESTUDINOIDEAFamiglia = TESTUDINIDAESottoFamiglia = TESTUDININAEGenere = GEOCHELONESpecie = SULCATASTATUS GIURIDICOE’ inclusa in Appendice II CITES della Convenzione di Washington.DISTRIBUZIONEGeochelone sulcata vive nelle steppe aride dell’Africa centrale in una striscia di terra che va dall’Etiopia al Senegal passando per il Sudan, Ciad, Niger, Mali e Mauritiana.HABITATVive in boscaglie di acacia e nelle zone desertiche con escursioni termiche e scarsissima acqua.CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALIE’ attiva il mattino e la sera; scava delle cavità lunghe anche 3 metri dove si ripara dal caldo intenso del giorno e dal freddo della notte. Sono animali territoriali che non convivono con altre specie e spesso i maschi non accettano neanche la femmina al di fuori del periodo dell’accoppiamento.CARATTERISTICHE FISICHEGeochelone sulcata è la tartaruga più grande del continente africano e una tra le più grandi tartarughe terrestri del mondo. Ha un carapace lungo fino a 80-85 cm e può pesare fino a 100 Kg. In questa specie il maschio è più grande della femmina, questa può pesare fino a 50-70 Kg con un carapace lungo 60-70 cm. Il carapace è di colore giallo-bruno con i bordi degli scuti di colore più scuro; questi hanno degli anelli di crescita che diventano più marcati con l’età. La pelle di color ocra, è molto spessa.Il piastrone è di color avorio e posteriormente termina con due protuberanze evidenti. Gli arti hanno robuste scaglie e le zampe posteriori sono provviste di speroni.DIMORFISMO SESSUALE * Il maschio ha la coda più lunga e possiede un piastrone più concavo della femmina. * Nel maschio i due scuti terminali del piastrone formano un angolo più ampio. * La femmina inoltre è più piccola del maschio. MANTENIMENTO IN CATTIVITA’Date le dimensioni, Geochelone sulcata necessita di molto spazio e invece di un terrario l’ideale sarebbe dedicargli un’intera stanza o una serra riscaldata. Sono animali che provengono da climi tropicali e quindi richiedono un ambiente caldo tutto l’anno: non sono tartarughe che vanno in letargo.La temperatura deve essere costante ed aggirarsi sui 30 gradi nella zona più calda e 22 nella zona più fredda. Provenendo da ambienti aridi non tollera le basse temperature e l’umidità: queste condizioni possono provocare malattie delle vie respiratorie.Deve essere a disposizione una fonte di UVB necessaria per la trasformazione della vitamina D2 in vitamina D3 e quindi per il metabolismo del calcio.Si dovrebbero mettere all’aperto il più spesso possibile durante le giornate più calde e soleggiate in quanto le esposizioni alla luce solare sono molto salutari. Il recinto preparato deve avere una struttura parecchio solida perché sono animali con una notevole forza. All’esterno è necessario lasciare a disposizione un contenitore per l’acqua sufficientemente largo da permettere alla tartaruga di bere ed immergersi.Nel terrario la bacinella con l’acqua può essere inserita 2-3 volte alla settimana per evitare che il tasso di umidità sia troppo elevato.ALIMENTAZIONEIn natura divora tutto quello che incontra strada facendo, ogni tipo di vegetale, piante grasse e rami spinosi.In cattività si somministra a Geochelone sulcata una dieta esclusivamente vegetariana.Per assicurare un buon funzionamento del tratto digerente e una buona crescita, la dieta deve essere costituita da moltissima fibra, da un alto tasso di calcio e dall’assenza di proteine animali.La carenza di fibra porta a problemi come diarrea e quindi disidratazione, perdita di peso, prolassi intestinali, ad una maggiore suscettibilità ai flagellati e vermi intestinali.Un integratore a base di calcio è fondamentale, questi rettili infatti crescono molto rapidamente e ne assimilano grandi quantità.Si possono somministrare erbe miste di campo, insalate varie, radicchi, cicoria, erba medica, fiori di ibisco, trifogli, pomodori; cavoli, broccoli, bietole e brassicacee in generale vanno somministrate con parsimonia perché contengono ossalati che legano il calcio e non lo rendono così più disponibile per l’assimilazione.La frutta può essere offerta molto saltuariamente in quanto il sistema digestivo di Geochelone sulcata non è adibito ad utilizzare cibi con alto contenuto in zucchero; possono altrimenti verificarsi disturbi digestivi.Non devono essere assolutamente essere somministrati alimenti contenenti proteine di origine animale come ad esempio cibi per cani o gatti che creano seri problemi renali e la deformazione del carapace con la caratteristica piramidalizzazione.RIPRODUZIONEI maschi raggiungono la maturità sessuale quando il loro carapace misura all’incirca 35 cm di diametro.Queste tartarughe sono aggressive specialmente durante il tempo della riproduzione. I maschi urtano l’un l’altro e spesso le liti finiscono con ferite sanguinanti.L’accoppiamento avviene preferibilmente dopo la stagione delle piogge e il maschio cammina intorno alla femmina urtandola col suo guscio e inducendola ad accoppiarsi.Qualche tempo dopo l’accoppiamento la femmina diventa sempre più irrequieta fino all’autunno, quando comincia a scavare una buca di circa 60 cm di diametro e profonda 10-15 cm per deporre le uova.Per far questo impiega fino a 5 ore di lavoro. Per garantire la giusta umidità alle uova, prima di iniziare la deposizione, urina nel nido. Si possono susseguire fino a 6 covate in un anno ciascuna con una media di 20 uova.Le uova sono bianche, sferiche con un guscio fragile e per ricoprirle la femmina impiega più di un’ora. I tempi di incubazione sono variabili, possono andare da 80 a 160 giorni; in cattività si deve mantenere una temperatura di 30 gradi e un’umidità del 50%.Si deve fornire un luogo morbido dove scavare. Alla nascita le piccole tartarughe hanno un carapace lungo 4-6 cm, pesano all’incirca 25 grammi e sono di colore giallo-marrone chiaro.NOTEE’ una specie molto resistente. E’ minacciata perché in natura viene catturata a scopi alimentari da alcune popolazioni locali e perché le zone in cui vive sono molto siccitose.Per altre popolazioni invece, Geochelone sulcata è considerata un mediatore tra gli uomini e gli dei. In Senegal infine queste tartarughe sono simbolo di virtù, felicità, fertilità e longevità.Perciò i senegalesi rispettano questi animali e partecipano alla conservazione, riproduzione e ripopolazione di questa specie. Su gentile concessione del Tarta Club Italia www.tartaclubitalia.itinfo@tartaclubitalia.it
Testudo ibera Martedì 30 Novembre 1999 CLASSIFICAZIONEOrdine = TESTUDINESSottordine = CRYPTODIRAFamiglia = TESTUDINIDAEGenere = TESTUDOSpecie = IBERA STATUS GIURIDICOInclusa in App.II CITES, Allegato ASono state e sono tra le tartarughe più comuni in cattività in Italia per il forte commercio che è durato fino agli inizi degli anni 90 del secolo appena trascorso. Sono comunissime tra gli appassionati di ogni livello e di tutte le zone d’Italia per la prolificità e la facilità di adattamento sorprendenti.DISTRIBUZIONEE’ la sola specie di “greca” che viva veramente in Grecia (nord est ), vive in Bulgaria, Georgia, medio oriente (le popolazioni di queste zone sono diverse della specie in oggetto ed è dubbio il loro stato tassonomico) e Turchia (molte popolazioni sono state classificate in nuove sottospecie).La variabilità morfologica dei vari esemplari è immensa, forse è la più grande nel genere Testudo: esemplari enormi e scuri in Anatolia, animali piccoli e gialli in Palestina ed Israele, individui simili a quelli nordafricani in Turchia meridionale e Siria.Molte volte dai vari collezionisti si notano delle mescolanze paurose di varie specie e sottospecie nei recinti un po’ perché effettivamente non si conosce l’origine dei propri animali ed un po’ per incuria, molti pensano che non vale la pena sforzarsi molto tanto “ sono tutte Testudo greca”.Le peggiori cose accadono quando qualche “tartarugologo” pur non conoscendo la provenienza delle proprie bestie, attribuisce l’origine e la sottospecie basandosi con qualche fotografia o illustrazione di questo o quel libro (alcuni libri italiani poi sono copie di pubblicazioni straniere o traduzioni da vari siti web).Mi duole dire che molti allevatori non riconoscono la T. graeca graeca dalle T. ibera (o meglio visto che lo status tassonomico di T. graeca graeca è ancora più ostico bisognerebbe dire che molti allevatori non riconoscono le T.graeca nordafricane dalle T. graeca europee.Fino a quando non verranno effettuate delle analisi genetiche e delle mappature molecolari la questione tassonomica resterà sempre una materia senza basi solide, pronta ad essere rimaneggiata dal primo ricercatore in cerca di fama .Molti passi avanti sono stati fatti, oggi si cominciano ad utilizzare tali strumenti sia per le piante coltivate o selvatiche che per gli animali domestici od in via di estinzione, tutto ciò metterà fine ai dubbi ed alle diatribe che aleggiano nel mondo dei tassonomisti sia a livello dilettantistico che a livello scientifico.HABITATGli ambienti frequentati dalla T. ibera sono i più svariati e vanno dagli altopiani ad oltre 1500 metri della Turchia e dell’Iran, alla Gariga e dune sabbiose della Grecia (Salonicco) fino al pre-deserto Israeliano e Palestinese.E’ una specie che ritroviamo convivere con Testudo boettgeri in Grecia, Turchia e Bulgaria, con Testudo horsfieldii nelle steppe del Kazakisthan e con Testudo kleinmanni in Israele.Naturalmente alcune di queste popolazioni di T. ibera, con una attenta analisi, verranno passate in nuove specie o sottospecie.E’ un animale adattabilissimo e frugale proprio in virtù della sua plasticità e ciò ne fa la specie più facile da allevare per i principianti.Un Habitat di base deve prevedere (specie in ambienti umidi) sempre una collinetta alta 40- 50 cm formata da sabbia o terreno che non trattenga acqua per consentire all’animale di scegliere una zona più asciutta in cui ci sia poca erba.Si consideri che in Grecia e Turchia il terreno sul mare dove vivono le T. ibera è quasi privo d’erba ma è coperto con cisto, lentisco, ginepri, corbezzoli ed altre essenze, il che consente alle tartarughe di avere l’ombra ma non l’umidità eccessiva.In Bulgaria la Testudo ibera si ritrova sempre nelle macchie esposte a sud e fa delle capatine nei campi coltivati per mangiare nei medicai e nei pascoli degli animali domestici.CARATTERISTICHE COMPORTAMENTALILa Testudo ibera è la testuggine mediterranea più attiva essendo capace di prodezze strabilianti.Può pattugliare indefessamente il recinto o giardino per cercare del cibo, una compagna o una via di fuga.E’ una delle poche specie terrestri mediterranee che sembra stabilire con più facilità un rapporto confidenziale con gli esseri umani arrivando a seguire le persone per richiedere cibo od in casi estremi a mordicchiarne i piedi (specie in piena estate), la T. graeca graeca è l’esatto contrario.Sembra inoltre la specie con la più spiccata predilezione per le proteine o per cibi inusuali per una tartaruga (chiocciole, crocchette, larve ecc.), esibisce una vasto range di preferenze alimentari.Nel periodo degli amori che cade da fine Marzo a metà Maggio alcuni maschi in fregola possono letteralmente trottare dietro una femmina ed arrivare a violenze efferate (morsi, colpi di guscio) per accoppiarsi con esse.A mio parere sono tra le più “sveglie” di tutto il genere Testudo.Per queste ragioni consiglio di tenere separati i sessi per non far stressare eccessivamente la femmina e di riunire le coppie qualche ora ogni 2-3 giorni per consentire il corteggiamento e la copula, resta implicito il divieto di alloggiare due maschi insieme perché, grazie alla loro spinta territorialità, prima se le darebbero di santa ragione (molto pericoloso) e poi si stabilirebbe un maschio dominante ed un perdente.Quest’ultimo condurrà una vita d’inferno in quanto si alimenterà meno, verrà scacciato dagli angoli preferiti e, cosa più grave, perderà l’stinto di accoppiarsi completamente perché in natura l’accoppiamento spetta al vincitore dellacontesa.Se si ha un maschio in queste deprecabili condizioni non resta che costruirgli un recinto tutto suo e mantenerlo isolato (i maschi di molte specie animali quando vengono isolati in un proprio territorio divengono dei maschi dominanti) per riguadagnarlo ad una vita riproduttiva.Per le femmine non ci sono grossi problemi e possono essere mantenute in piccoli gruppi senza problemi, si noterà una certa aggressività e tentativi di accoppiamenti” con altre femmine quando è il momento di deporre le uova e l’animale cerca un posto tranquillo per scavare, tale bizzarro comportamento è provocato da montateormonali che tempestano il rettile.In genere, una volta deposte le uova lo strano fenomeno sparisce.CARATTERISTICHE FISICHEPossiede le due solite verruche ai lati della base della coda, assenza di indurimento corneo sulla parte terminale della coda, il carapace non è mai molto alto ma è piuttosto appiattito (più piatto delle nordafricane) con colori quasi mai troppo netti e brillanti ma molto sfumati con tendenza a tonalità marroncine.La testa è di colore bruno senza chiazze di altro colore, dall’aspetto “bulboso”o a pera (una nordafricana ha i profili del capo più netti e definiti).IMPORTANTE: 1. La prima placca vertebrale di una T. ibera ha dei contorni più diritti e ben angolati di una nordafricana che li ha smussati e tondeggianti; 2. La sutura delle placche femorali ed addominali (sul piastrone) è quasi rettilinea in T. ibera mentre si estende anteriormente in T.graeca; 3. Le dimensioni possono andare dai 18 cm ai 35 cm a seconda delle zone di provenienza e dall’ alimentazione fornita; 4. Non sono rari i casi di esemplari anziani completamente neri;DIMORFISMO SESSUALEI maschi sono più piccoli delle femmine e la loro coda risulta più lunga e grossa alla base. Ho visto dei maschi di T. ibera turchi grandi non più di 14 cm, neri e con carapace molto allungato.In Grecia ho visto maschi tondeggianti grandi 2/3 rispetto alla femmina sia marrone chiaro che quasi neri, se non li avessi visti nello stesso posto avrei detto che appartenevano a due sottospecie diverse e distinte di Testudo graeca.MANTENIMENTO IN CATTIVITA'I migliori risultati si hanno in un giardino all’aperto tutto l’anno in quasi tutte le zone d’Italia ad esclusione di quelle di alta montagna o troppo umide.E’ bene avere un substrato variabile tra le zone sabbiose ed asciutte e quelle più argillose ed umide affinché l’animale si possa scegliere, a seconda del tempo e della stagione, ciò che più gli aggrada.Non consiglio l’allevamento in terrario perché sono rettili molto attivi che soffrirebbero una reclusione prolungata e distruggerebbero il luogo di detenzione.ALIMENTAZIONESono animali erbivori ma molto opportunisti (almeno le mie), si lasciano tentare anche dagli escrementi di altri erbivori o addirittura del cane, impazziscono per la lattuga ma non dategliene molta perché ha un rapporto calcio/fosforo sfavorevole al primo.Se sono in grado di pascolare in un prato lasciate fare alla natura e non avrete problemi se dovete fornire voi l’alimento evitate formaggio, pasta, carne, crocchette per cani, gatti, pesci ed anche le crocchette per testuggini terrestri che sono una vergognosa truffa, piuttosto fornite la cicoria selvatica, il tarassaco, il Sonchus sp., ilradicchio, la borragine, la cicoria catalogna, fiori di rosa, un po’ di trifoglio o di erba medica, sulla, fiori di ibisco, pochissima rucola selvatica e pale di fico d’india sommariamente spinate (non preoccupatevi per le spine più piccole).Mi rendo conto che queste erbe non sono facili per tutti da trovare e riconoscere. Se potete fornire una ciotola per bere sarebbe meglio!!RIPRODUZIONEI maschi non sono particolarmente violenti nei confronti delle femmine e degli altri maschi presenti.Per la riproduzione è meglio allevare un solo maschio per due o tre femmine e se si hanno più maschi è bene separarli per evitare rivalità e successivi comportamenti di dominanza di un animale forte sugli altri più deboli.Se fosse possibile separare i due sessi sarebbe meglio per due fondamentali motivi: 1. maschi molto violenti e mordaci potrebbero seriamente ferire le pacifiche femmine; 2. forte spinta riproduttiva causata dall’allontanamento del maschio; Per una corretta riproduzione si cerchi sempre di accoppiare animali dello stesso paese di origine e nel caso di esemplari il cui pedigree è sconosciuto accoppiarle a quelle morfologicamente più prossime, se non ci fossero fenotipi simili scegliere il meno dissimile e tentare lo stesso sapendo che però la fertilità della nuova coppia scenderà parecchio.LETARGOVanno fatte svernare in un posto asciutto e fresco tipo garage o cantina con una buona dose di foglie secche come substrato e delle scatole di legno robusto che le contengano.Nel meridione della penisola lasciatele nei loro recinti e faranno tutto da sole! Attenzione alcuni soggetti (specie quelli della parte meridionale dell’areale di distribuzione) potrebbero, con i forti calori estivi, cercare di estivare interrandosi in un luogo fresco ed umido per qualche settimana. Sarebbe bene lasciarle in pace!!!!NOTECercate di non prendere esemplari prelevati in natura perché oltre ai danni che arrecate alla specie, sono stressati e soggetti alle malattie più disparate ed ai parassiti interni (Hexamita parva e vermi ). Su gentile concessione del Tarta Club Italia www.tartaclubitalia.itinfo@tartaclubitalia.it
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ALLUVIONE A MESSINA: L’INTERVENTO OIPAMessina chiama, OIPA Catania risponde. Animali spaesati, impauriti, affamati, increduli. Animali da |
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PER UNA CHIUSURA DEFINITIVA DEGLI ALLEVAMENTI DI ANIMALI DA PELLICCIA IN IRLANDAL’OIPA tempo fa era intervenuta tramite un appello internazionale |
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