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Botia Pagliaccio PDF Stampa E-mail
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"Botia Pagliaccio"
 
I Chromobotia macracanthus (ex Botia macracantha), dal corpo arancio vivo con tre larghe bande nere, le pinne e la coda rosso vivo, tranne la dorsale che tende al nero, per la vivacità dei colori della loro livrea vengono comunemente chiamati botia pagliaccio. Appartengono alla famiglia dei Cobitidi, dell'ordine dei Cypriniformes, e hanno come caratteristica distintiva una spina sub-oculare e la bocca in posizione inferiore, che tradisce la loro indole di "pesci da fondo" con quattro paia di barbigli, in perenne movimento, con cui "ispezionano" continuamente il fondo alla ricerca di cibo.
In realtà infatti i Chromobotia non sono adatti a tutte le vasche, e men che meno ai comuni piccoli acquari di comunità.
Quello che la maggior parte delle persone non sa è che il bellissimo pesce mangia-lumache innanzitutto è un pesce che cresce tantissimo, può superare da adulto la lunghezza di 30 cm; se tenuto in buone condizioni può vivere tranquillamente per una ventina d'anni ed anche oltre; detesta essere da solo, preferendo la vita di branco, cioè stare insieme ad almeno 5-6 altri Chromobotia, ed ha un comportamento molto vivace, che, se può essere piacevole da osservare dal di fuori della vasca, per i pesci che sono dentro con loro può risultare molto stressante, senza contare che eventuali uova/avannotti di altre specie sarebbero prontamente predate senza possibilità di scampo.
Per finire, sono pesci che non si riproducono in cattività, le riproduzioni avvenute in acquario sono rare e del tutto casuali, per cui i pesci che sono in vendita per i nostri acquari sono catturati in natura, con il conseguente enorme stress che questi animali devono subire tra cattura, trasporto, ambientamento.
La loro fama di mangia-lumache è ben meritata, infatti sono uno dei loro cibi preferiti, riescono a mangiarsi anche le Melanoides, le lumachine a tronco di cono che vivono tra la ghiaia del fondo, che avendo il guscio troppo duro per essere rotto vengono "risucchiate" dal potente apparato boccale.
 
L'Allevamento
Innanzitutto, è determinante la grandezza della vasca, che deve essere molto grande, non meno di 200-300 litri netti, sia perché i Chromobotia macracanthus  raggiungeranno una taglia di circa 30 cm., sia perché vanno allevati in non meno di 4 - 5 esemplari, di più è anche meglio, essendo pesci gregari, che amano vivere in gruppi.
Durante il giorno sono molto attivi, a differenza di altre specie del genere Botia che hanno abitudini più spiccatamente notturne, e risultano molto più visibili, anche per il loro comportamento di "giocolieri" instancabili. Amano soprattutto inseguirsi fra di loro, per tutto l'acquario, a volte possono anche prendere il vizio di scavare buche nella sabbia.
Per rispondere allo loro esigenze l'acquario dovrebbe essere ricco di vegetazione, e soprattutto di ripari e nascondigli, costituiti da rocce e da legni, per permettere loro di nascondersi quando vanno a riposarsi, inoltre non dovrebbe essere troppo luminoso, potrebbe essere utile in certi casi schermare la luce con piante galleggianti.
Per loro vale la regola che più nascondigli ci sono, più possibilità ci sono di vederli allo scoperto, meno nascondigli ci sono, e meno si vedranno, perché staranno tutto il giorno rintanati lì dentro.
L'acqua dovrebbe essere tenera, con pH neutro o leggermente acido, e soprattutto pulita. Bisognerebbe cercare di tenere molto bassi gli inquinanti e la carica batterica dell'acqua, provvedendo a fare cambi d'acqua regolari. L'acqua dovrebbe essere anche abbastanza mossa, con una leggera corrente, e ricca d'ossigeno, simile al loro habitat naturale.
L'alimentazione dovrebbe essere molto varia, comprendere sia alimenti vivi o congelati (Chironomus, Artemia salina) che cibo secco, ed alimenti a base vegetale.
Per quanto riguarda infine l'abbinamento con le altre specie, devono essere pesci di un certo "carattere".
 
Comportamento e Particolarità
Hanno l'abitudine inoltre di spaventare a morte i loro proprietari, con il loro vizio di fare dei "riposini" durante il giorno sdraiandosi su un fianco, o addirittura a pancia in su, dando l'impressione di essere morti. Ma basta poco tempo per vederli di nuovo a spasso per la vasca, sempre naturalmente insieme ai loro compagni.
Sono pesci molto sensibili all'Ichthyo, la cosiddetta "malattia dei puntini bianchi", di cui si ammalano facilmente, e da cui guariscono con più difficoltà degli altri pesci, di norma diventa sempre necessario prolungare la cura per qualche giorno in più rispetto alle dosi prescritte per
ottenerne la guarigione.

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 08 Settembre 2009 19:43
 
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